I film di Cinque: la recensione di Tesnota

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«Sono Kantemir Balagov, e sono cabardo», è la frase che colpisce all’inizio del film Tesnota. La Repubblica Kabardino-Balcaria del Caucaso settentrionale russo, è una regione multietnica piena di contraddizioni raramente rappresentata nel cinema del paese. In cui convivono cabardini e balcari.

Ambientato nel 1998 nella città natale di Balagov, Nal’čik o Nalcica, il film è incentrato su una famiglia ebrea. La storia del film è la storia di un rapimento, raccontato al regista dal padre, che funge però da scusa per la rappresentazione dei rapporti interni alla famiglia che, nella realtà scomparve, ma che quì arriva ad una sorta di disfacimento, di cui la scena finale è l’apoteosi. Questo è un tema molto comune nei film ma Balagov lo racconta a modo suo utilizzando l’ambientazione in un mondo ebraico, in cui la donna ha un ruolo molto importante, per poter raccontare una ribellione. La protagonista Llana,che vediamo all’inizio china sul motore di una Lada, è un ‘maschiaccio’ ebreo di 24 anni. Ilana, interpretato da una splendida Darya Zhovner

Darya ha un fratello David. su cui è incentrato l’amore della madre, che deve sposarsi. Il fratello le è molto attacato, tanto che aspetta il suo arrivo per dare alla fidanzata gli orecchini che le ha comprato, mentre la madre non fa che criticarla costringendola ad indossare un vestito, lei che gira in jeans con un giubbotto con dietro ricamato un leone. Ha però un amore, un ragazzo cabardo presso di cui si rifugerà quando la madre non sarà più sopportabile. Bellissima la scena con il ragazzo ed I suoi amici che guardano una cassetta sul massacro dagestano del 1997. L’irruzione di scene di guerra riporta la narrazione alla scena storica di riferimento con il delinearsi dei caratteri degli amici del ragazzo e dei sospetti. Quando la ragazza incontra gli amici le dice: tu stai zitta perchè scoprono che non conosci la lingua. Ecco il fattaccio: il rapimento del fratello e della fidanzata per soldi. Il riscatto sarà pagato mettendo insieme i soldi da varie fonti. E’ qui che il dramma si compie con la comunità ebrea che non vuole sostenere la famiglia, un membro della stessa comunità che compra a basso prezzo l’officina del padre e un’altro membro che vuole ‘comprare’ la ragazza dandola in sposa a suo figlio. Tutto per il figlio maschio, la famiglia senza lavoro e senza casa e Llana costretta ad accettare un matrimonio di convenienza. La regia della madre. Ma lei non ci stà e scappa dall’abbraccio mortale perchè essere stretti l’uno con l’altro in una famiglia, ne dimostra l’egoismo, la non possibilità per nessun’altro di entrare, ma quando uno della famiglia, in questo caso David il fratello, ha il coraggio di strappare le catene tutto si sgretola.

Film asciutto con la sottolineatura dei colori per I vari caratteri. Si vede la preparazione anche nelle inquadrature in primopiano del viso della ragazza che è spigoloso e risoluto.

L’opera prima di Kantemir Balagov, allievo di Alexander Sokurov’ a Cannes 2017 ha vinto e il Premio della critica e ha conquistato numerosi riconoscimenti in vari festival.

 

Anna Maria Felici

 

Regista

Kantemir Balagov

Attiri

Atrem Cipin, Olga Dragunova, Veniamin Kac, Darya Zhovnar, Nazir Zhukov

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