Colpo di scena ad Artena, si dimettono le minoranze

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Colpo di scena ad Artena, si dimettono le minoranze

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Ci dimettiamo e lasciamo il Consiglio Comunale. Oggi 16 febbraio, come gruppi di minoranza Artena Cambia con Silvia Carocci, Artena Insieme e Artena Resiste vogliamo dare un segnale chiaro: la presa di distanza dall’immobilismo e dal decadimento politico e amministrativo di Artena. 


Ci dimettiamo per senso di responsabilità nei confronti di una intera comunità umiliata da una maggioranza di governo inadeguata ed incapace. Da ottobre del 2020 a oggi, abbiamo cercato di mantenere viva la discussione pubblica sulla situazione comunale, contrastando in ogni modo la deriva presa da quel che resta della maggioranza di Artena Rinasce.
Abbiamo sempre sostenuto che il bene comune dovesse prevalere sugli interessi dei singoli, sulle particolari vicende private. Prima del proprio ruolo di amministratore, viene lo spirito di servizio verso i cittadini. 
 
Lo stato di salute del bilancio comunale, cuore di un’amministrazione, restituisce tutta l’inadeguatezza di chi in questi anni ha sfigurato l’istituzione comunale: servizi pubblici ridotti, nessuna domanda per i finanziamenti del PNRR e quasi 5 milioni di euro di debiti, prima nascosti e negati, poi messi nero su bianco in uno degli ultimi consigli comunali con l’avvio della procedura di predissesto. 
 
Anche se i consiglieri di maggioranza hanno smesso di avere una voce pubblica e di relazionarsi con la cittadinanza, per loro parlano gli uffici vuoti del CEP, le agitazioni dei dipendenti comunali, le opere pubbliche ferme e le richieste inascoltate di cittadini, commercianti e associazioni. 
 
Le dimissioni dei consiglieri di maggioranza dovrebbero essere un atto dovuto, ma sappiamo che non ci saranno, perché chi è rimasto in consiglio risponde a ordini di scuderia. 
 
All’umiliazione di Artena noi però non ci stiamo, come non vogliamo attendere procedimenti di scioglimento che tardano ad arrivare. La nostra è una scelta politica, una presa di posizione che punta alla responsabilità collettiva. 
 
Per questo ci dimettiamo, segnando così una linea di demarcazione tra chi vuole servire una comunità e chi vuole servirsi di una comunità per i propri interessi. 
Artena deve tornare a programmare politiche di crescita e sviluppo a sostegno delle famiglie, delle attività produttive, del commercio, ricostruendo il tessuto sociale. Per questo c’è bisogno di una politica che agisca, non di una politica immobile, in attesa degli eventi.
Ci dimettiamo, allontanandoci da chi continua a danneggiare l’istituzione del consiglio comunale, svuotandola di senso. Alle nostre dimissioni seguono tutte le rinunce alla surroga degli altri candidati nelle nostre liste. Le nostre dimissioni sono un atto collettivo e lanciano un segnale di rottura in una situazione che sembra non mutare mai: vogliamo agire per la comunità e per il futuro di Artena convinti che si possa sempre invertire la rotta.

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