Scuola. Obbligo a 18 anni, massimo 18 alunni per classe la proposta di legge di SI

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Scuola. Obbligo a 18 anni, massimo 18 alunni per classe la proposta di legge di SI

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Il numero massimo di alunni per classe di ogni ciclo della scuola è fissato a 18, è istituito il tempo pieno in tutti gli istituti della scuola primaria e il tempo prolungato pomeridiano nella scuola secondaria di I e II grado.
L’obbligo scolastico viene elevato progressivamente a 18 anni e quindi l’accesso al lavoro passa dai 16 ai 18 anni. Sono questi alcuni punti della proposta di legge dal titolo ‘Promossa!’ di Sinistra italiana, presentata oggi a Montecitorio dal segretario Nicola Fratoianni, il responsabile scuola Giuseppe Buondonno, Elisabetta Piccolotti della commissione cultura, e i capigruppo dell’Alleanza Verdi Sinistra di Senato e Camera Peppe De Cristofaro e Luana Zanella.
La proposta, che chiede maggiori stanziamenti anzichè tagli alla scuola, si compone di 8 articoli ed è frutto di un lavoro di confronto con organizzazioni sindacali e degli studenti, associazioni degli insegnanti, dei genitori e della società civile.
Nel testo si legge che la fascia 0-6 anni deve diventare “effettivo diritto e non più servizio a domanda individuale”. Per combattere la povertà educativa Sinistra Italiana chiede che nelle aree del Paese con maggiori percentuali di abbandono scolastico siano istituite le “Zone di educazione prioritaria e solidale”.
Piccolotti spiega che il settore scolastico “è minacciato da scelte ideologiche del ministro che porta avanti un’idea conservatrice”. Zanella sottolinea la necessità di un luogo di “socializzazione, anche alla luce del fatto che i ragazzi sono sempre più spesso figli unici”.
Fratoianni osserva che la proposta è “frutto di confronto e partecipazione come è necessario per un tema come la scuola che è tutt’altro che settoriale. La scuola pubblica italiana è la più importante infrastruttura sociale e culturale ed è stata svilita in questi anni”. Per il segretario, infine, “l’autonomia diffenziata è il colpo definitivo alla scuola”.

Commentano il testo proposto da Sinistra Italiana diverse realtà della società civile. Francesco Sinopoli, segretario generale Flc-Cgil, “dopo 20 anni di disinvestimento nella scuola, culminati nel taglio di oltre 8 miliardi di euro ad opera del Governo Berlusconi nel 2008 e mai più reintegrati, il DDL presentato dall’Alleanza Verdi-Sinistra ha il pregio di prevedere importanti risorse per tutto il sistema scolastico. Al centro degli 8 articoli ci sono sicuramente gli alunni e i loro bisogni”, continua. Il sindacalista definisce “opportuni anche gli interventi previsti a sostegno dei comuni con difficoltà economiche per garantire i servizi educativi all’infanzia”. Insomma, conclude, “il disegno di legge si presenta come un giusto provvedimento a sostegno del diritto allo studio e all’ampliamento della qualità della scuola, prevedendo anche l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni che è una proposta che la CGIL da tempo sostiene. Ci auguriamo che il Parlamento vorrà misurarsi su questa importante iniziativa”. Valentina Chinnici, presidente nazionale Cidi (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) osserva che la proposta di legge “ha il grande merito di andare in direzione opposta alle politiche dissennate degli ultimi anni, fatte di tagli e dimensionamenti che hanno indebolito e mortificato la funzione e il mandato della Scuola della Costituzione. Auspichiamo che la Proposta trovi ampio e trasversale consenso tra tutte le forze politiche dell’arco parlamentare che ritengono realmente, e non solo a parole, che la Scuola sia il cuore dello sviluppo umano, culturale ed economico di qualsiasi Paese”. Angela Nava Mambretti (Presidentessa del Coordinamento Genitori Democratici, sottolinea che “servono risorse, formazione, ampliamento di tempi e spazi, con strumenti quali il sistema zero-sei, il tempo pieno, l’apertura della scuola al territorio, nuove forme di reclutamento, estensione dell’obbligo scolastico, contrasto alle povertà e agli abbandoni scolastici, investimenti nelle zone di maggior fragilità”. Sul fronte studentesco Paolo Notarnicola (segretario Rete Studenti Medi) osserva che “la scuola pubblica vive da anni di sottofinanziamenti e di un’attenzione sempre minore da parte dei vari governi che si sono susseguiti, che non si sono mai assunti la responsabilità di provare a ripensare il modello di istruzione cui siamo abituati, per risolverne le contraddizioni. Auspichiamo- conclude- che si inizi a parlare al più presto di un serio ripensamento del modello di istruzione, che deve necessariamente partire dall’ascolto di chi la scuola la vive ogni giorno, un ascolto interessato, a differenza di quello strumentale che il Ministro Valditara ha dimostrato in questi mesi”.

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