Lazio, regionali: parla Claudio Marotta: «Dalla parte della giustizia sociale e ambientale, per la difesa dei diritti civili»

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Lazio, regionali: parla Claudio Marotta: «Dalla parte della giustizia sociale e ambientale, per la difesa dei diritti civili»

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Dalla parte della giustizia sociale e ambientale, per la difesa dei diritti civili. Sono tre i pilastri alla base della candidatura di Claudio Marotta, candidato come consigliere alla Regione Lazio per Verdi e Sinistra. Trentasette anni compiuti, ma con alle spalle diverse esperienze politiche, locali – prima come assessore nel Municipio VIII sotto la giunta di Andrea Catarci, poi in quella di Amedeo Ciaccheri – e in Europa – come capo segreteria dell’eurodeputato Massimiliani Smeriglio. Una scelta nata dopo aver quindi raggiunto “un grado di consapevolezza e maturità da mettere al servizio dei cittadini e della comunità”.

Claudio Marotta, lei si candida come consigliere regionale nel Lazio. Ma quali saranno le battaglie che porterà avanti dalla Regione?

“Le tre parole d’ordine su cui ci muoviamo sono: dalla parte della giustizia sociale, della
giustizia ambientale e per la difesa dei diritti civili. Il primo punto è mettersi dalla parte dei
ragazzi per il loro futuro con nuovi investimenti per la scuola pubblica, la formazione
professionale, università e diritto allo studio. Più in generale tutti quegli strumenti che
mettono al centro la conoscenza come strumento di arricchimento personale. Se non
rimettiamo al centro la scuola, la conoscenza, la formazione non abbiamo un futuro per il
nostro Paese. Poi c’è sicuramente la battaglia per l’ambiente, per la transizione energetica,
per l’economia circolare. Abbiamo ottenuto, ed è nel programma di Alessio D’Amato, la
costituzione di cento comunità energetiche nel Lazio, perché oggi le energie rinnovabili sono
una realtà e un investimento per il futuro. No al nucleare e sì alle rinnovabili. Crediamo in un
rafforzamento della strategia dei rifiuti, mettendo più risorse sulle economie circolari e i centri
di recupero, riduzione dei rifiuti, riciclo, riuso e rimessa in circolo delle materie. Sarà nel
programma della coalizione, e che per me è un programma qualificante, il reddito di 800
euro al mese per i ragazzi della fascia 18-35 ann, che decidono di investire su percorsi di
formazione professionale. Cioè, chi è fuori dal mercato del lavor, e che decide di investire
nella propria formazione, otterrà un reddito sul modello di Torno Subito. Una forma di reddito
per contrastare la povertà, con un patto siglato per chi investe sulla propria formazione. Un
altro tema a cui siamo legati è quello delle case popolari, cioè la riforma della legge
regionale numero 12 del 1999 con l’istituzione di un’agenzia sociale per la casa che risponda
alle nuove esigenze, agli studenti, ai fuori sede, alle famiglie e alla nuova composizione
sociale. A Roma siamo pieni di single che hanno bisogno di case popolari. Un altro punto su
cui ci battiamo è stanziare un miliardo di euro per la telemedicina e l’abbattimento delle liste
d’attesa”.

Cosa c’è da migliorare nel Lazio?

“Molte cose. Ma ricordiamoci che la Destra che oggi presenta Francesco Rocca è la stessa
Destra che 10 anni fa ha lasciato la Regione tecnicamente fallita. Ci sono voluti 10 anni per
riuscire a risanare i conti. Se oggi possiamo iniziare a guardare al futuro con speranza e
iniziare a fare investimenti per rafforzare i servizi è perché in questi 10 anni abbiamo
lavorato per un risanamento e oggi i bilanci della Regione Lazio sono bilanci sani. Abbiamo
bisogno di dare continuità, ma anche di dare uno scatto per una nuova classe dirigente. Noi
ci impegneremo”.

In Lombardia il Centrosinistra corre insieme ai 5 Stelle. Nel Lazio andate separati, credete di avere delle buone possibilità?

“Abbiamo insistito fino all’ultimo secondo per tenere unite le forze politiche che già, oggi, governano in Regione. Di fronte a questa Destra, una cosa solamente non bisognava fare:
dividere l’incastro. Invece, paradossalmente, oggi c’è una Giunta che tiene dentro Pd, la
Sinistra e i 5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle in maniera confusionaria, per calcoli politici, ha
deciso deliberatamente di rompere l’alleanza. Ci abbiamo provato fino all’ultimo, ma ora non
c’è più tempo. Noi ora siamo in campo. Alessio D’Amato parte in svantaggio per delle
responsabilità di Conte e del Movimento 5 Stelle, ma noi metteremo in campo una proposta
credibile al contrario dei Cinquestelle e al contrario di questa Destra, che oggi si sta
rimangiando le promesse elettorali”.

Ma perché i 5 Stelle hanno rotto l’alleanza nel Lazio?

“Questo deve essere chiesto al Movimento 5 Stelle, come anche perché non sono usciti
dalla Giunta regionale quando ha preso questa scelta. I Cinquestelle si sono impegnati in
una partita per vedere chi arriva secondo”.

 
 

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