Francesco Totti nel mirino dell’Antiriciclaggio: ecco perchè

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Francesco Totti nel mirino dell’Antiriciclaggio: ecco perchè
Francesco Totti CASA ROMA NORD - VIGNA CLARA

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L’ex bandiera della Roma, forse, nei guai. Non bastasse la guerra giudiziaria e mediatica in corso tra Francesco Totti e Ilary Blasi, ora anche la Banca d’Italia ha puntato i riflettori sull’ex capitano giallorosso. Nel mirino ci sono una serie di operazioni bancarie sospette sulle quali hanno avviato accertamenti gli uomini dell’Antiriciclaggio.

A quanto scrivono La verità e il Corriere della Sera, il “Pupone” della Roma è stato oggetto di alcune SOS, ovvero segnalazioni di operazioni sospette che solitamente la banca di appartenenza è costretta a fare quando gli importi di versamenti e bonifici superano una certa somma. Va ricordato che la vigilanza antiriciclaggio svolta dalla Banca d’Italia è diretta a tutte le banche, le SIM, gli intermediari del risparmio gestito, gli intermediari finanziari, alcune società fiduciarie, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica che operano in Italia.

I prestiti sospetti di Francesco Totti

Tutto sarebbe partito ad agosto 2022 da un prestito infruttifero di 80mila euro girato da Francesco Totti a una pensionata di Anzio. La donna ha il conto cointestato con la figlia 45enne, la quale nello stesso giorno ha girato quei soldi al marito, dipendente del ministero dell’Interno e amico dell’ex calciatore.

L’indagine dell’antiriciclaggio

Nell’analisi degli uomini dell’antiriciclaggio finiscono altri bonifici diretti sempre da Totti verso l’amico ma pure da conti cointestati rispettivamente con Ilary Blasi e l’altro con un ex team manager dell’AS Roma. Saltano fuori cinque assegni bancari e un bonifico intestati emessi a favore della Société financière et d’encaissement (Sfe) con sede a Monte Carlo. Pagati tra agosto 2018 e gennaio 2020, per un totale di 1,305 milioni di euro, «apparentemente per finanziare le giornate che il noto personaggio ama trascorrere nella casa da gioco del Principato», relazionano gli ispettori.

Viene, però, precisato nel rapporto formulato dagli 007 bancari, che la Sfe di Monte Carlo «sembrerebbe svolgere anche un’attività bancaria». E «non è quindi chiaro se il denaro inviato sia destinato solo al gioco oppure ad altro».

Ovviamente, nel caso in cui le contestazioni formulate verranno contestate a Francesco Totti, questo potrà dimostrare la sua buona fede e la correttezza del suo operato che, in ogni caso, va ritenuto non doloso fino al ricorso in ultimo appello della giustizia fiscale.

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