Roma: fuochi d’artificio, rose e fumogeni per il funerale del boss Biagio Sparapano

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Una specie di tributo al boss con fuochi d’artificio, lancio di rose, fumogeni e un corteo accompagnato dal suono dei clacson: così è stata celebrata la scomparsa del boss Biagio Sparapano.

Un funerale – si legge sul webpost.it – in pompa magna per il boss di Tor Bella Monaca (Roma) Biagio Sparapano, scomparso all’età di 65 anni. Alla celebrazione non sono mancati fuochi d’artificio, lancio di rose rosse e fragorosi colpi clacson, così che nessuno potesse ignorare l’evento.

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Ancora una volta, insomma, le celebrazioni per uno degli esponenti del narcotraffico del problematico quartiere romano hanno suscitato clamore, e parecchie polemiche da parte della cittadinanza scandalizzata.

Un vero e proprio funerale show quello di Sparapano, famoso esponente della famiglia da tempo alleata con i Moccia e i Cordaro, oltre che vicina alla cosca di ‘ndrangheta dei Gallace di Nettuno.

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I parenti di Biagio Sparapano – si legge sul webpost.it – non hanno fatto mancare nulla al loro congiunto scomparso. I funerali si sono svolti mercoledì 30 novembre, nella chiesa Santa Maria Madre del Redentore di viale Cambellotti. Dopo la funzione, sono partiti i fuochi d’artificio e sono state lanciate delle rose. Tutto ben in mostra, perché chiunque potesse vedere. Del resto, come è stato dimostrato in più occasioni, ostentare è ormai divenuta quasi una necessità per certi personaggi.

Concluso lo spettacolo pirotecnico, c’è stata una lunga processione che ha interessato la zona compresa fra via Santa Rita da Cascia e via Scozza. Qui, infatti, risiedeva Sparapano. Nel corso della marcia, parecchi partecipanti al corteo funebre hanno fatto suonare i clacson a mo’ di saluto. Sono stati inoltre accesi dei fumogeni.

Chi si è trovato – si legge ancora sul webpost.it – suo malgrado ad assistere ha dichiarato che in tutto la celebrazione del boss Biagio Sparapano è durata circa un’ora. Per i residenti si è trattata di una vera e propria vergogna per la città di Roma, anche se il caso Sparapano non è certo l’unico. Come dimenticare la cerimonia funebre tenutasi nel 2015 in onore di Vittorio Casamonica, con tanto di carrozza trainata da cavalli, Rolls Royce e musiche tratte da Il padrino.

Chi era il boss Biagio Sparapano

Il clan Sparapano è noto a Tor Bella Monaca per il traffico degli stupefacenti. Insieme ai Cordaro e ai Moccia controllano le pricipali piazze di spaccio. Fra la famiglia Sparapano e i Moccia si è creata un’alleanza di tipo familiare, quando si sono uniti in matrimonio Marzia Sparapano e Raffaele Moccia.

Biagio Sparapano – conclude il webpost.it – era un personaggio di spicco nella famiglia e, secondo quanto si legge su di lui nel rapporto Mafie nel Lazio del 2016, era tenuto d’occhio dalle forze dell’ordine. Fratello di Bernardo Sparapano, era “condannato assieme a Santafede per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, nonché coinvolto in indagini sullo spaccio di stupefacenti tra Nettuno ed Anzio“.

Le polemiche sul funerale

I funerali di Sparapano hanno ovviamente suscitato parecchio malcontento nella comunità. “Il fatto che si ostenti così tanto potere è preoccupante. Mi domando come sia possibile che sia accaduto proprio alle spalle del municipio. Roma non si può girare dall’altra parte, bisogna denunciare e condannare“, ha tuonato Nella Converti, consigliere del Campidoglio, come riportato da Roma Today.

Io da tempo chiedo un commissariato e una caserma nuovi anche a Castelverde, il lavoro delle forze dell’ordine è straordinario ma non basta. Questi episodi sono segnali di come sia forte la criminalità perché sono un simbolo della presenza dei boss e della loro padronanza sul territorio“, ha commentato Nicola Franco, presidente del VI Municipio, come riportato da Romait.it

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