Violenza sulle donne. Allo sportello del San Camillo sono stati 168 gli accessi di quest’anno

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Violenza sulle donne. Allo sportello del San Camillo sono stati 168 gli accessi di quest’anno

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Si è appena concluso nell’aula magna del Padiglione Puddu dell’ospedale San Camillo Forlanini l’incontro “Sportello donna h24. 13 anni di pratica di eccellenza”, a 13 anni dall’apertura dello Sportello Donna H24 del Pronto soccorso dell’Ospedale San Camillo, gestito da Befree. Nel corso della mattinata, si è discusso di contrasto alla violenza di genere, partendo dai numeri dello Sportello, in cui si alternano 24 ore su 24 sette operatrici (psicologhe, assistenti sociali, mediatrice culturali ed educatrici) e due avvocate. Solo nel 2021, i nuovi accessi allo Sportello sono stati 168: tra queste donne, più della metà (il 53%) ha dichiarato di avere figli, che nel 40% dei casi erano presenti al momento delle aggressioni. Il dato sulla violenza assistita è particolare allarmante anche perché, ha fatto notare la direttrice del Dipartimento per lo sviluppo di metodi e tecnologie per la produzione e diffusione dell’informazione statistica dell’Istat Linda Laura Sabbadini, “i bambini che assistono alla violenza hanno una maggiore probabilità di diventare a loro volta autori di violenza da grandi. Noi già oggi sappiamo che una parte dei bambini che oggi stanno assistendo a violenza potrebbero da adulti diventare autori di violenza”. Nel momento in cui una donna arriva in pronto soccorso del San Camillo, nel caso di sospetto di violenza domestica o sessuale, viene indirizzata allo sportello, dove “con un approccio empatico e non giudicante”, ha detto Giulia Paparelli di Befree, alla donna viene proposto un percorso di fuoriuscita dalla violenza. La percentuale delle utenti che accetta è intorno al 75%, mentre a sporgere denuncia è circa il 35% delle donne, “di fatto quintuplicando la media nazionale delle donne vittime di violenza che agiscono ai percorsi giudiziari, che si attesta intorno al 7% (Istat)”, si legge nel rapporto di Befree. Il servizio di Befree si occupa anche di trovare soluzioni alloggiative per donne con situazioni particolarmente gravi e proprio su questo punto si è soffermata la relazione di Giulia Paparelli: “È necessario trovare strutture emergenziali per le donne che subiscono violenza. Sono troppo poche, tanto che a volte la soluzione è solo in ricovero in Pronto soccorso, ma questa non può essere una soluzione”. Un dato drammatico emerso dal rapporto di Befree è quello della violenza sessuale, in forte aumento fra il 2019 e il 2021 (dal 10% al 15.5% delle utenti dello sportello), a cui si unisce l’aumento del numero dei casi sospetti di uso di Ghb, la cosiddetta droga dello stupro, passati dal 15% del 2019 al 19% del 2021. “Il nostro sportello è un esempio di eccellenza”, ha detto Oria Gargano, presidente di Befree, che ha concluso: “L’emozione è tanta, speriamo di continuare a stare a fianco di tutte le donne che subiscono ogni forma di violenza”.

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