Elezioni, che cos’è il tagliando antifrode sulla scheda

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Elezioni, che cos’è il tagliando antifrode sulla scheda
Voto Elezioni Tagliando Antifrode

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Che cos’è il tagliando antifrode? Si entra in cabina elettorale, si vota, si esce ma é dopo non si mette subito la scheda all’interno dell’urna. Come già accaduto per le elezioni del 2018, sulle schede è applicato il cosiddetto tagliando antifrode – una sorta di prolungamento cartaceo della scheda che deve essere rimosso dal presidente di seggio prima che questa (già chiusa e contenente il voto espresso) finisca nell’urna.

Un passaggio in più nelle operazioni di voto, che rende le operazioni di voto più macchinose e a quanto pare sta contribuendo a rallentare un po’ tutti i seggi. Il tagliando, la cui funzione è quella di scongiurare possibili brogli, ha fatto perdere la pazienza a molti elettori, costretti a rimanere in fila anche a lungo. Lunghe code e intasamenti sono stati segnalati, in particolare, in alcuni segggi di Roma.

Ogni tagliando ha un codice progressivo alfanumerico: il pezzettino contenente il codice deve essere staccato dalla scheda e conservato dai componenti dei seggi. Va anche controllato che il numero del tagliando staccato corrisponda a quello annotato al momento della consegna della scheda. A questo punto, verificate queste cose, la scheda può andare nell’urna.

Sono quasi 51 milioni gli italiani che  avranno diritto a recarsi alle urne, dei quali 4,7 milioni hanno votato all’estero. Il 51% sono donne, mentre 2,6 milioni di maggiorenni voterà per la prima volta al Senato

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato questa mattina, alle 8.45, nella scuola “Giovanni XXIII – Piazzi” a Palermo. Il capo dello Stato ha anticipato l’arrivo nell’istituto di via Rutelli, per evitare la concomitanza con la cerimonia di commemorazione per l’uccisione del giudice Cesare Terranova e del maresciallo Lenin Mancus, avvenuta il 25 settembre del 1979 nella stessa via. Il capo dello Stato ha votato, come di consueto, nella sezione 535, accolto da un applauso degli scrutatori e delle persone presenti.

Alle elezioni per il rinnovo della Camera alle ore 12 ha votato il 18,39% degli aventi diritto, quando i dati sono circa alla metà (relativi a 4.014 comuni su 7.904). Lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno. Nella precedente tornata elettorale del 2018 alla stessa ora si era recato alle urne il 19,18% degli elettori per la Camera.

La campagna elettorale volge al termine. Domenica 25 settembre si vota. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23, a differenza di altre volte non si potrà votare lunedì.

Al termine delle operazioni di voto si procederà prima all’accertamento del numero dei votanti per ciascuna consultazione e subito dopo inizierà lo scrutinio. Si comincia dal Senato poi sarà la volta del conteggio delle schede per l’elezione alla Camera dei deputati, ma non bisognerà aspettare che termini lo scrutinio per avere un’indicazione di massima sull’andamento del voto.

A seggi chiusi, dalle 23 in poi, i principali istituti di sondaggi renderanno noti gli exit poll e a seguire le proiezioni. Si prevede che nella mattinata di lunedì 26 settembre gli italiani potranno conoscere l’esito della consultazione.

Ogni elettore, quindi, riceverà due schede: una per eleggere i membri della Camera e una per scegliere i prossimi senatori. Le due schede sono identiche e riportano il nome del candidato nel collegio uninominale e, per il collegio plurinominale, il contrassegno della lista o delle liste in coalizione a lui collegate. Accanto ai contrassegni delle liste ci sono i nomi dei relativi candidati nel collegio plurinominale.

ELEZIONI – TRE TIPI DI VOTO

Si possono esprimere tre tipi di voto: al candidato uninominale; alla lista; al candidato uninominale e alla lista collegata (o alle liste collegate). Si può votare il candidato uninominale tracciando una X sul suo nome: in questo modo, il voto si estende proporzionalmente anche alla lista o alle liste collegate a quel nome. Il voto, quindi, verrà diviso tra le liste sotto il nome del candidato uninominale e a ciascuna di esse sarà assegnata una percentuale del voto, sulla base dei voti complessivi ottenuti in quel collegio.

Si può poi tracciare una X sulla lista prescelta nel collegio plurinominale: in questo modo, in automatico si esprime il voto anche per il collegio uninominale. Voto che, appunto, andrà al candidato sostenuto dalla lista per cui si è deciso di votare.
Si può anche decidere di tracciare più X sulla scheda, una sul nome del candidato uninominale e un’altra sul simbolo della lista (o liste) a lui collegata nel plurinominale. Anche in questo caso, il voto va sia alla lista sia al candidato.
Attenzione: non è possibile esprimere un voto disgiunto. Vuol dire che non si può votare un candidato al collegio uninominale e nel plurinominale una lista che non lo supporta e non è a lui collegata. questo renderebbe la scheda nulla.

COSA PORTARE CON SÈ

Per votare bisogna portare con sé un documento di riconoscimento valido e la propria tessera elettorale. La scheda elettorale non deve aver terminato lo spazio a disposizione per i timbri: se necessario, si può rinnovare all’ufficio elettorale del comune di residenza, che resterà aperto anche il 23 e il 24 dalle ore 9 alle 18 e il 25 dalle 7 alle 23.

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