“Home made”: gli italiani non rinunciano all’aperitivo neanche stando a casa

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“Home made”: gli italiani non rinunciano all’aperitivo neanche stando a casa

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La pandemia ha indubbiamente avuto un impatto molto forte sulle abitudini degli italiani, specialmente per quel che riguarda la vita sociale. Momenti come gli aperitivi sono stati accantonati per mesi, ma ora si può tornare a goderseli in piena libertà. Nonostante tutto, però, durante il lockdown gli italiani di certo non hanno rinunciato a questa consuetudine, ricorrendo ad un tocco di fai da te.

Aumentano gli acquisti di snack salati e di alcolici

Durante i mesi del 2020 gli italiani, come detto, hanno fatto di tutto per non rinunciare agli aperitivi, anche se ovviamente privi della loro componente sociale. Vuol dire che in tanti hanno deciso di ricorrere all’home made per festeggiare l’happy hour in casa, approfittando delle mille opportunità del web. 

Ed ecco che si spiega il boom di acquisti online di generi alimentari come gli snack e i salatini, insieme ovviamente agli alcolici, altri grandi protagonisti degli aperitivi di tutto il mondo. Soprattutto il vino ha potuto contare su un vero e proprio boom, con una percentuale di crescita dei consumi pari al 7% nel 2020. Se invece si fa un confronto diretto con i dati degli ultimi cinque anni, la percentuale sale addirittura al +10%. 

Naturalmente gli italiani, nonostante tutte le difficoltà del momento, non hanno comunque messo in secondo piano la qualità dei prodotti acquistati. È un discorso che può essere facilmente applicato anche al vino, dato che in tanti hanno deciso di ordinarlo presso e-commerce specializzati del settore, come nel caso dell’enoteca Tannico, per fare un esempio concreto. Ritornando ai dati di settore, la Penisola rappresenta un po’ una eccezione, considerando che a livello globale i consumi di vino sono calati in modo esponenziale.

L’aperitivo resta indispensabile per gli italiani

Al bar o a casa, poco importa: l’aperitivo resta una consuetudine indispensabile per gli italiani. Lo è per un motivo ben preciso: l’happy hour è una consuetudine sociale che può essere vista al pari di un vero e proprio rito.

È all’aperitivo che spetta il compito di scandire il ritmo delle giornate, separando i momenti da dedicare al lavoro e quelli da destinare alla vita sociale, allo svago e al divertimento. È chiaro che durante il lockdown il ruolo sociale dell’aperitivo è stato ridotto, per via della mancanza della componente più rilevante di tutte: la compagnia delle altre persone. 

Di contro, ha rappresentato comunque uno dei pochi appigli che gli italiani hanno sfruttato per distrarsi, e per mantenere il controllo in una situazione davvero difficile e priva di termini di confronto. E oggi, memori di quanto accaduto, l’aperitivo lo si affronta con una gioia ancor più grande, e con la piena consapevolezza della sua importanza, sperando che quanto accaduto non ricapiti più.

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