Sempre più grafici lavorano come freelance, ma come scegliere il commercialista?

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Sempre più grafici lavorano come freelance, ma come scegliere il commercialista?

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Flessibilità, autonomia e guadagni in prospettiva molto interessanti sono i motivi che spingono i grafici al lavoro da freelance. Un trend alimentato dalle richieste del mercato del lavoro, che oggi individua nel grafico libero professionista una figura in grado di offrire alle aziende un servizio più veloce e più accurato.

Per quanto riguarda invece gli oneri professionali, il lavoro autonomo sottende a una serie di obblighi in genere demandati al commercialista. Per questo, prima di aprire una partita IVA, è bene selezionare un professionista con una certa esperienza, il quale può inoltre garantire il miglior inquadramento sia dal punto di vista fiscale sia contributivo.

Capire come scegliere il commercialista per grafico, dunque, è il primo passo per accedere alla libera professione. Il secondo è invece relativo all’adozione del regime contabile fiscale, un processo non immediato, che deve essere valutato attentamente in base alla propria professione. Ad oggi, infatti, non esiste un regime fiscale che sia il migliore in assoluto, ma solo opzioni ben distinte che possono garantire vantaggi differenti.

Grafico freelance e regime contabile: la parola al commercialista

Per quanto riguarda la professione di grafico, soprattutto per chi è sul punto di intraprendere iniziative professionali di tipo autonomo, i commercialisti sono concordi nel suggerire l’adesione al cosiddetto regime forfettario, un regime agevolato introdotto nel 2016, che assicura al grafico l’accesso a una serie di semplificazioni contabili.

Più nel dettaglio, aderire al regime forfettario significa usufruire di una tassazione piuttosto agevolata: un’imposta sostitutiva, che comprende tutte le tassazioni previste degli altri regimi fiscali, fissata, per i primi 5 anni, e in presenza di determinati requisiti, al 5% e dal sesto anno in poi al 15%. 

Ma le semplificazioni che conseguono dall’adesione a questo regime sono diverse, soprattutto se si considerano le numerose agevolazioni di carattere burocratico.

Regime forfettario: i vantaggi per i grafici freelance

Il primo vantaggio garantito dall’accesso al regime forfettario è legato all’IVA: i professionisti che aderiscono a questa fiscalità operano infatti in un regime di franchigia per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto. 

Di conseguenza, le fatture emesse da un grafico non saranno gravate dall’addebito dell’IVA, il che le renderà sensibilmente più vantaggiose rispetto a quelle emesse da professionisti iscritti ad altri regimi.

La seconda agevolazione è quella che riguarda la ritenuta d’acconto, che in genere incide sulle prestazioni occasionali in misura del 20%. I grafici e i professionisti che aderiscono al regime forfettario, infatti, sono esonerati dall’applicazione dell’anticipo versato dal sostituto di imposta, con la conseguenza di poter incassare il 100% dei guadagni.

In aggiunta, gli aderenti a questo regime contabile sono esclusi dall’obbligo della fatturazione elettronica, che resta valida esclusivamente per le fatture emesse nei confronti della pubblica amministrazione. 

Una semplificazione che si affianca all’esenzione della registrazione delle fatture e della compilazione dei registri contabili, invece obbligatorie negli altri regimi fiscali.

Limiti e requisiti di adesione al regime forfettario

Il regime forfettario garantisce dunque numerosi vantaggi, che semplificano l’attività del libero professionista. Tuttavia, per accedervi bisogna soddisfare determinati requisiti, che devono essere valutati, accuratamente, da un esperto contabile. 

Si parla, ad esempio, di limiti di ricavi annuali percepiti, di spese sostenute per lavoro accessorio e compensi a eventuali collaboratori, ma anche di cause di esclusione legate alla residenza, all’esercizio di particolari attività societarie o di determinate categorie professionali.

Nello specifico, a partire dal 1 gennaio 2019, la normativa ha stabilito che possono accedere al regime forfettario quei professionisti la cui attività economica, nell’anno precedente, non abbia superato il limite massimo di ricavi di 65.000 euro; senza contare le spese eventualmente sostenute per lavoro accessorio o per i dipendenti, che non devono superare i 20.000 euro lordi.

Naturalmente, il confronto con un commercialista può indirizzare il professionista anche verso tutta una serie di agevolazioni contributive previste per questo regime contabile. Il regime forfettario, per i lavoratori freelance senza cassa come i grafici, prevede infatti l’iscrizione alla gestione separata INPS, i cui contributi sono calcolati come percentuale sul reddito lordo e non come onerose quote fisse. Scegliere il professionista giusto aiuta quindi a limitare oneri e costi, avvantaggiando l’attività di impresa.

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