Liceali del ‘Righi’ di Roma: stop a cambi rotta destabilizzanti

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Liceali del ‘Righi’ di Roma: stop a cambi rotta destabilizzanti

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Viene evidenziato che la posticipazione dell’orario di ingresso non si concilia con i consueti orari d’ufficio, “impedendo l’accompagnamento in macchina, e aggravando ulteriormente il sistema dei trasporti pubblici locali”. Seppur a conoscenza dei provvedimenti presi dalla Regione Lazio rispetto alla problematica della mobilita’, “sembrano esserci ancora delle gravi insufficienze, sia sul numero di corse messe a disposizione, sia sul personale addetto, necessario ad accertarsi che il valore del coefficiente di riempimento nei mezzi attualmente consentito (50%) non venga superato, per evitare il conseguente rischio di fenomeni di assembramento all’interno e all’esterno del mezzo pubblico (fermate e stazioni). Infatti il potenziamento di quest’ambito, finora trascurato, rappresenta un aiuto fondamentale per un rientro in sicurezza.
Per garantire uno svolgimento continuo della didattica in presenza, gli studenti del Righi propongono screening nelle scuole per comprendere al meglio su quali linee agire e con quali urgenti investimenti intervenire per un effettivo miglioramento della suddetta condizione. Potenziare quindi la comunicazione tra Asl e scuole, “c’e’ bisogno di una linea preferenziale per gli istituti che sia in grado di fornire in tempi rapidi le informazioni su possibili stati di quarantena, e non, all’interno delle classi. Con controlli maggiori e screening mirati, si potrebbe evitare di interrompere ripetutamente la didattica, e che le famiglie debbano attendere diversi giorni per ottenere risposte ufficiali di tale importanza”.
Capitolo Recovery Plan: “Garantisca investimenti seri e di certa realizzazione volti a migliorare e rinnovare il sistema scolastico, sia da un punto di vista edile, sia da un punto di vista culturale. Questi fondi dovrebbero essere spesi maggiormente negli istituti che versano in situazioni peggiori, per fornire attrezzature, servizi per i piu’ bisognosi, laboratori, spazi sociali e culturali, cosi’ da colmare le enormi disparita’ legate alle zone”.

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