F1, ad Abu Dhabi vince Verstappen, ma il palcoscenico è per Vettel

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F1, ad Abu Dhabi vince Verstappen, ma il palcoscenico è per Vettel

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La fine di un sogno. Un sogno trasformatosi purtroppo in un incubo quello di Sebastian Vettel alla Ferrari, e al di là degli errori compiuti nel corso degli anni non per colpa sua. Un mezzo non all’altezza, su cui nemmeno il supposto pilota di punta del team, Charles Leclerc, riesce a spingere senza rischiare di finire fuori pista – vedi l’incidente alla curva Parabolica a Monza –. Neppure l’opinione nazionale è riuscita a trovare questa volta un capro espiatorio tra i piloti della Rossa: la SF1000 è nata sbagliata, semplicemente. Come le terribili 312T5, la peggior monoposto Ferrari di tutti i tempi – decimo posto in classifica costruttori nel 1980 dopo il trionfale ’79 –, e F92A, di cui ancora oggi non si riesce a trovare cosa desse maggiori problemi, se il “doppio fondo” che teoricamente avrebbe dovuto simulare le vecchie minigonne – con risultati disastrosi – come detto in passato o un motore scarsamente potente ed efficiente, come sostengono lo stesso progettista Jean-Claude Migeot e l’allora pilota della Ferrari Jean Alesi.

Chi siano i colpevoli di un 2020 a dir poco mediocre – e il 2021 non si preannuncia tanto migliore, visto che le vetture resteranno più o meno le stesse – per Maranello, colpisce soprattutto l’addio di Sebastian Vettel in un Gran Premio di Abu Dhabi in cui lui è stato protagonista nel finale, molto più del vincitore Max Verstappen (Red Bull) o delle Mercedes di Valtteri Bottas e di Lewis Hamilton: il suo saluto sulle note di “Azzurro” di Adriano Celentano e il suo quasi-pianto in radio con il team hanno colpito nel cuore i ferraristi e non solo. Un attaccamento al Cavallino viscerale, esternato dal tedesco nei giorni scorsi, assieme al suo rammarico di non essere riuscito a vincere un titolo con la Rossa, per colpe sia sue sia, innegabili, della squadra. E nonostante questo ai fan resteranno i ricordi delle sue quattordici vittorie in Ferrari e dell’entusiasmo che ha portato, in quanto lui in primis tifoso della Scuderia.

Tutto ciò oscura la grandissima prestazione di Verstappen, che ha dominato il Gran Premio di Abu Dhabi cogliendo una fantastica vittoria nell’ultima gara della stagione per la Red Bull davanti a delle Mercedes sottotono, ponendo speranze per un 2021 più da protagonisti. Dietro ad esse invece un Alexander Albon più competitivo del solito, anche se questo non salva il suo posto in Red Bull dopo una stagione a dir poco mediocre, se confrontata col suo compagno di squadra. Sono ancora insistenti le voci che vedono Sergio Perez, al momento senza un sedile per il prossimo campionato, come suo possibile sostituto, che potrebbe dunque relegare il thailandese a un posto in AlphaTauri o addirittura fuori dai piloti titolari nel 2021.

A completare il Gran Premio delle meraviglie le McLaren di Lando Norris e Carlos Sainz, ormai in direzione Ferrari, conquistando un terzo posto in classifica costruttori che il team britannico non raggiungeva dal 2012, quando la sua stella di punta era ancora Hamilton, che nella stagione successiva sarebbe passato alle Frecce d’Argento. Altri tempi.

Chiudono la zona punti Daniel Ricciardo (Renault), Pierre Gasly (AlphaTauri), Esteban Ocon (Renault) e Lance Stroll (Racing Point), mentre le Ferrari di Charles Leclerc e Vettel concludono mestamente la stagione 2020 con un piazzamento fuori dalle posizioni iridate, addirittura dietro all’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen, motorizzata sempre da Maranello.

Si prospetta di grandi cambiamenti per il mercato piloti, ma non di certo per le vetture, che al via del primo Gran Premio dell’anno prossimo saranno sostanzialmente le stesse a causa del congelamento degli sviluppi causa Covid-19, seppur con qualche modifica regolamentare che potrebbe rimescolare un po’ le carte in tavola, ma senza aspettarsi chissà quali sconvolgimenti.

Simone Pacifici

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