F1, GP Sakhir, la vittoria di Perez nel giorno nero della Mercedes

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F1, GP Sakhir, la vittoria di Perez nel giorno nero della Mercedes

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Non basta la fortuna per vincere in Formula 1, e nemmeno essere bravi: ci vuole una combinazione di questi due fattori. La Mercedes di Lewis Hamilton è proprio questo, un mix di efficienza del team e di buona sorte. Così è sempre stato con le accoppiate Lauda-Ferrari, Prost-McLaren, Senna-McLaren, Schumacher-Ferrari e compagnia bella.

Al Gran Premio di Sakhir, in Bahrain, alla Mercedes, orfana del suo pilota di punta, positivo al Covid-19, sono mancate entrambe: lo straordinario sostituto George Russell, alla sua prima per la squadra tedesca, e Valtteri Bottas, nonostante avessero dominato la prima parte di corsa, nel momento decisivo si sono ritrovati in balia di una scuderia stranamente impreparata, che ha fatto errori su errori, a cui si sono aggiunte sfortune varie. Da una parte le gomme dure già usurate messe sulla vettura di Bottas, che gli hanno impedito di dare la zampata finale per la vittoria dopo la Safety Car, dall’altra l’errore al pit stop con Russell, al quale sono state date delle gomme designate inizialmente al suo compagno di squadra – cosa vietata dal regolamento – che lo hanno costretto a tornare nuovamente ai box a montare quelle destinate a lui, poi la sfortuna di una foratura a pochi giri dal termine che gli ha impedito di riacciuffare Sergio Perez e conquistare una grande vittoria al debutto con la Casa di Stoccarda – con giusto pianto di rabbia a fine gara del povero giovane –.

Ed è stato proprio nel giorno della disfatta della Mercedes che Perez, l’uomo su cui nessuno avrebbe scommesso fino a qualche tempo fa, ha trionfato su quella Racing Point accusata di essere un copia-e-incolla della vettura dominatrice dello scorso anno. Il tutto dopo una collisione al via con Charles Leclerc (Ferrari) e Max Verstappen (Red Bull) che lo ha spedito in fondo alla classifica, costringendolo a una straordinaria rimonta – aiutata certamente dalla Safety Car richiamata dall’incidente di Jack Aitken (Williams) –. Un sogno, finalmente avveratosi in barba ai suoi detrattori, inseguito dal 2011 – anno del suo debutto in Formula 1 – dal messicano, che non ha trovato nessuno disposto a prenderlo per la prossima stagione – con la Red Bull indecisa se tenere il deludente Alexander Albon, ma che non dovrebbe dare fastidio a Verstappen, o prendere un pilota più performante, si dice Nico Hulkenberg –.

Il tutto davanti a Esteban Ocon, tornato in Formula 1 con la Renault dopo essersi stancato di aspettare la sempre più remota chiamata della Mercedes, e a Lance Stroll, figlio del proprietario della stessa squadra dove corrono lui e Perez. Un podio assolutamente incredibile, riassunto di un anno altrettanto assurdo per questa categoria, anch’essa colpita dalla pandemia.

Premiata anche la costanza di Carlos Sainz (McLaren), quarto al traguardo, che l’anno prossimo promette alla Ferrari altrettanta solidità, di cui la Rossa, fuori dai punti oggi col 12esimo posto di Sebastian Vettel e il ritiro di Leclerc, ha disperato bisogno.

Quinto uno straordinario Daniel Ricciardo (Renault), che ha tenuto dietro un Albon che lascia sempre più perplessi, considerando che il suo compagno di squadra Verstappen era uno dei favoriti alla vittoria, mentre il thailandese in qualifica era riuscito a malapena a stare davanti alla Ferrari di Vettel. Albon messo addirittura in difficoltà da Daniil Kvyat, a quanto pare vicino a essere silurato dal suo team, sull’AlphaTauri, un mezzo teoricamente inferiore.

Dietro alle Mercedes nel buio totale di Bottas e Russell ha chiuso la zona punti Lando Norris (McLaren), in difficoltà per tutto il weekend con problemi tecnici, tanto da essere stato costretto a partire dal fondo per la sostituzione del motore Renault della sua McLaren prima della partenza, che dall’anno prossimo sarà sostituito da quello Mercedes.

Con il futuro per Lewis Hamilton incerto – dovrà fare quattro tamponi negativi di fila per essere ritenuto idoneo a correre negli Emirati Arabi Uniti – per Russell potrebbe esserci ancora un’occasione di vincere con le Frecce d’Argento sul circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi? Solo il tempo potrà dircelo.

Simone Pacifici

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