Covid, conferenza stampa di Zingaretti. La situazione potrebbe peggiorare e il Lazio si attrezza

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Covid, conferenza stampa di Zingaretti. La situazione potrebbe peggiorare e il Lazio si attrezza

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Non sono prospettive rosee quelle dell’epidemia Covid per il Lazio (anch’esso a rischio di piombare nella  zona rossa) e tanto meno quelle nazionali, delineate oggi in conferenza stampa streaming dal presidente Zingaretti e dall’assessore D’Amato. Per questo tutto il lungo elenco delle misure già adottate vengono potenziate nei prossimi giorni prevedono un aumento della curva dei contagi anche nelle prossime settimane. Non abbassare la guardia è stato il refrain della conferenza stampa ormai ripetuto da settimane, anche prima dei due più recenti dpcm del Governo.

Tocca dire che il Lazio si è attrezzato per tempo nei limiti del possibile, anche se è ormai accertato che l’89% dei contagi si sviluppa nelle famiglie alle quali lo stesso presidente si è rivolto chiedendo a tutti i media una campagna  per l’adozione non solo delle normali norme igieniche, ma di tutte quelle aggiuntive (asciugamani, stoviglie ecc.) che possono evitare un rischio, come è testimoniato dalla  personale esperienza di Zingaretti che il virus lo ha contratto.

“Ci aspettano giorni di battaglia” – ha detto, ma “il nemico e’ il virus non le regole. La priorita’ assoluta e’ fermare la curva del contagio e occorre unirci per la rinascita del Paese della Regione”.  

“In questi mesi – ha aggiunto- abbiamo difeso il Lazio e la Capitale , ringrazio i cittadini per i comportamenti virtuosi, ora dobbiamo continuare cosi’. Faccio un appello a tutti i cittadini per le prossime ore, giorni e settimane: teniamo alta la guardia. Noi  siamo tra coloro che non si sono mai illusi che il virus fosse stato sconfitto, abbiamo preso provvedimenti restrittivi dal 15 agosto con l’avvio del tracciamento dei tamponi a Civitavecchia e Fiumicino si e’ avviata una strategia nuova”.

Inoltre il presidente e l’assessore hanno ribadito che la nostra Regione è al primo posto per i tamponi effettuati nonostante i grandi disagi che la gente vive e per i quali Zingaretti  si è scusato, sottolineando tuttavia che una situazione di tale gravità epidemica non si era manifestata da numerosi decenni. 

Ma sono i numeri a parlar chiaro: nel Lazio nelle ultime settimane sono stati fatti 24mila tamponi  al giorno prima Regione italiana per monitoraggio nel mese di ottobre. Questo significa che la  curva anche se non si arresta  e’ sotto controllo e non esplode.

Ora sono necessari nuovi interventi presenti nella ordinanza del presidente firmata oggi.

Dopo aver gia’ attivato 2.900 posti letto per affrontare la pandemia, vengono portate  a 54 le strutture coinvolte per un totale 5.310 posti letto, 4.409 ordinari  più 901 di terapia  intensiva, con una rete del sistema di cura che coinvolge anche otto Rsa Covid di cui due nuove e pubbliche per 300 posti (Genzano e Albano).

Ci sono inoltre 13 alberghi protetti Covid con assistenza medica e infermieristica che coprono 724 posti operativi occupati attualmente per da  250 pazienti, ma  se sara’ superata la disponibilità verranno aperti  altri alberghi. 

Per quanto riguarda le nuove assunzioni del personale medico infermieristico, da inizio emergenza sono state  6.495 di cui 3.838 a tempo indeterminato. Per i drive-in sono impegnati i medici di medicina generale e anche l’Esercito quindi a rete dei drive e’ completa con 63 punti ed è la piu’ grande d’Italia: sono 63.  Inoltre  “si e’ concluso il bando, al quale hanno aderito 311 medici, per l’esecuzione dei tamponi rapidi antigenici. Si tratta di telefonare al proprio medico e capire se ha aderito a questa opportunita’. Oltre a questo, sono in campo 19 squadre dell’esercito, con ufficiale e sottufficiale medico, che aiutano la tenuta della rete dei drive-in. E poi abbiamo l’assistenza domiciliare integrata, per una platea di circa 30mila anziani, con l’esecuzione periodica di tamponi totalmente a carico del Servizio sanitario regionale”.

Sui medici di medicina generale e’ tornato l’assessore D’Amato: “Tutti questi medici, in base al nuovo accordo collettivo nazionale firmato insieme al ministro Speranza, devono fare i test rapidi antigienici. Possono farli nei loro studi, in aree messe a disposizione dal Servizio sanitario regionale o anche in luoghi che possano accogliere in sicurezza (una recente disposizione della direzione regionale competente parla anche di palestre e parrocchie, ndr). Poi, bisogna disporre una modalita’ affinche’ i certificati della conclusione del periodo contumaciale, per chi e’ in isolamento e ha questioni lavorative, siano rilasciati da questi medici per snellire le procedure”.

L’assessore D’Amato per smorzare ogni polemica sui vaccini antinfluenzali, ha chiarito che solo in un mese ne sono stati effettuati 700mila contro i 900mila di tutto il periodo autunno inverno del 2019, e che in ogni caso, nonostante il limiti di approvvigionamento dovuto a difficoltà della produzione, entro la metà di novembre ne saranno di spondili altre un milione e 400mila dose, anche in questo caso record in Italia. 

I trasporti  sono un punto dolente, soprattutto nelle ore di punta, per la possibilità di contrarre i contagi. “A sostegno di questa fase – ha affermato Zingaretti- rafforziamo il tpl regionale con importanti azioni: rafforziamo il servizio extraurbano con il bando Cotral da 8 milioni di euro che portera’ altri 500 bus privati e stiamo su un aumento di 1,5 milioni di posti in piu’ e 25mila corse aggiuntive”. 

Per quanto riguarda Roma è in corso un bando Astral, seguito personalmente dall’ad Antonio Mallamo,  da 20 milioni di euro per potenziare i servizi di mobilita’. Questo significa 8 milioni di posti in piu’ e 200mila corse aggiuntive per potenziare le direttrici più congestionate, da Anagnina, Ponte Mammolo, Saxa Rubra e Laurentina.

Zingaretti ammette che la situazione è  sotto stress, ma condivide le regole del Governo che “sono arrivate nel momento opportuno”.  “Il Covid – ha concluso-  ci ha fatto piombare nel tempo degli anni rubati ai giovani, che stanno pagando un prezzo enorme, e agli anziani, che purtroppo in diversi casi ci stanno lasciando prematuramente. Questo ci deve preoccupare, non farci sottovalutare la sensazione di frustrazione e paura, ma ci deve spingere a resistere e combattere per vincere questa battaglia che e’ possibile vincere”. Anche perché  “l’essere in fascia gialla non deve in alcun modo venir interpretato come un semaforo verde e un abbassamento dell’allerta per fermare il contagio. Se non si ferma la curva del virus, il sistema sanitario italiano va in tilt”.

Giuliano Longo

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