F1, Hamilton diventa il pilota con più vittorie di sempre in Portogallo. Ferrari in ripresa: Leclerc quarto

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F1, Hamilton diventa il pilota con più vittorie di sempre in Portogallo. Ferrari in ripresa: Leclerc quarto

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“I record sono fatti per essere infranti”: così disse la famiglia Schumacher nel 2017, quando Lewis Hamilton era ancora un tre volte campione del mondo, e i record del grande Kaiser sembravano irraggiungibili. Invece domenica a Portimao, Portogallo, l’inglese è riuscito in quello che sembrava impossibile, conquistando la sua 92esima vittoria in carriera e diventando il pilota di Formula 1 più vincente di sempre. Ora manca solo l’ultimo tassello, quel settimo titolo che sembra ormai a portata di mano, e chissà che l’anno prossimo non riesca ad arrivare a quota otto, superando così il leggendario Michael in tutto e per tutto.

Un compito reso di certo più facile dal suo compagno di squadra Valtteri Bottas, apparentemente spento, non riuscendo a condurre la sua Mercedes come Lewis.

Gli unici che potrebbero eguagliarlo in talento puro, ovvero Max Verstappen (Red Bull) e Charles Leclerc (Ferrari), si devono accontentare delle briciole – un terzo e un quarto posto – a causa dei loro mezzi, non competitivi come le Frecce d’Argento. Soprattutto il monegasco, la cui Rossa, però, sembra aver finalmente imboccato la strada giusta con i nuovi aggiornamenti, riuscendo in diversi momenti della gara a tenere il passo di Verstappen, pur finendo a mezzo minuto da lui.

Non una Ferrari in grado di competere nemmeno per il podio, certo, ma che almeno sembra essersi scrollata di dosso l’onta di dover lottare con Pierre Gasly e la sua AlphaTauri, autore comunque di un’ottima corsa che lo ha portato a concludere in quinta posizione. Ma soprattutto un chiaro segnale del suo periodo di grazia, tanto che adesso e a un solo punto in classifica generale da Alexander Albon, l’uomo che gli ha soffiato l’anno scorso il posto in Red Bull, autore dell’ennesima gara opaca che lo ha fatto concludere dodicesimo e fuori dalle posizioni iridate, dietro addirittura all’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen.

Sesto il futuro ferrarista Carlos Sainz McLaren, seguito a ruota da Sergio Perez (Racing Point) e dalle Renault di Esteban Ocon e Daniel Ricciardo. Ennesima delusione invece per Sebastian Vettel, imbottigliato nelle retrovie a causa della decisione – rivelatasi invece azzeccata per Leclerc – della Ferrari di far passare ai suoi piloti il taglio della Q2 di sabato con le gomme medie, costringendolo a partire dalla quindicesima posizione sullo schieramento di partenza. Un decimo posto sofferto, decisamente amaro, considerando di cosa ha dimostrato di essere capace il pilota tedesco nel corso della sua carriera.

Il prossimo Gran Premio, che si correrà domenica 1 novembre di nuovo in Italia, a Imola – non si sa se in presenza del pubblico o meno, vista la situazione dei contagi da Covid-19 nel nostro Paese – sarà decisivo per il campionato del mondo: alla Mercedes infatti basterà conquistare un quarto posto con uno solo dei suoi piloti in caso di un’improbabile doppietta Red Bull sommata al punto del giro più veloce per conquistare il Titolo Costruttori con quattro gare d’anticipo, ennesimo segnale della sua supremazia in Formula 1.

Simone Pacifici

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