F1, Bottas vincitore in Russia davanti a Verstappen. Hamilton solo terzo

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F1, Bottas vincitore in Russia davanti a Verstappen. Hamilton solo terzo

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Anche i grandi possono sbagliare. È una cosa naturale, nemmeno i campioni sono perfetti. Lewis Hamilton (Mercedes) ha pagato la sua ingenuità e quella del suo team, credendo che fare due prove di partenza prima della gara fosse una manovra regolare. Un errore che gli è costato caro: dieci secondi di penalità da scontare durante la sosta ai box che gli hanno precluso la vittoria del Gran Premio di Russia, costringendolo a limitare i danni con un terzo posto. Pareggio col record di vittorie – 91 – di Michael Schumacher rimandato al prossimo Gran Premio in Germania, sul circuito del Nurburgring.

Ringrazia il suo compagno di squadra Valtteri Bottas, che coglie sul circuito cittadino di Sochi il suo secondo successo stagionale, il quale pur non riaprendo propriamente il discorso mondiale – Hamilton è sempre in testa con 44 punti di vantaggio sul finlandese, equivalenti a più di una vittoria e un secondo posto – è comunque la dimostrazione che lo scudiero del sei volte campione del mondo merita il suo volante. 

Ad impressionare c’è anche Max Verstappen, sempre strepitoso con una Red Bull inferiore alla Mercedes, che conclude a pochi secondi da Bottas, mettendogli pressione negli ultimi giri.

Dietro ad Hamilton ha concluso Sergio Perez, che all’indomani dell’appiedamento dalla Racing Point – futura Aston Martin – nella prossima stagione a favore di Sebastian Vettel dà la prova del grande valore che più volte nel corso della sua carriera ha dimostrato.

Quinto posto per il sempre solido Daniel Ricciardo, che ancora cerca il podio con la sua Renault, sperando che il suo arrivo nel 2021 in McLaren-Mercedes possa dargli più soddisfazioni di quante ne trae al momento.

Giornata meno nera rispetto ai Gran Premi precedenti per la Ferrari, che con Charles Leclerc riesce ad agguantare un sesto posto, finalmente conquistato in gara e non grazie a ritiri vari, su una pista dove, però, un anno fa la Rossa lottava per la vittoria. Un contrasto che dà l’idea della crisi che colpisce in questo momento il Cavallino, con Vettel che conclude solo tredicesimo, dominatore della corsa in terra russa l’anno scorso prima che fosse appiedato da un guasto al motore.

Settimo un buon Esteban Ocon (Renault), costantemente a punti dal suo ritorno in Formula 1, nonché protagonista di un duello nelle ultime fasi di gara col russo Daniil Kvyat (AlphaTauri), autore di un’ottima corsa davanti al suo pubblico di casa, che tuttavia non è riuscito a dare la zampata finale al francese.

Nono invece Pierre Gasly, che pur al volante di un’AlphaTauri riesce ancora una volta a fare meglio di Alexander Albon, l’uomo che aveva soffiato il suo posto alla Red Bull, e che fa porre nuove domande sull’effettivo valore del pilota thailandese. 

Una gara che sembrava già scritta nel segno di Hamilton, e che invece ha avuto una conclusione decisamente inaspettata, alla luce anche della deludente prestazione in qualifica di Bottas, dietro addirittura a Verstappen, sottolineando l’imprevedibilità di uno sport come quello della Formula 1. Del resto, anche i dominatori più incontrastati spesso cadono, ed è in quel momento che coloro che lo inseguono devono dare il meglio di loro.

Simone Pacifici

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