Shepard, la street art antimperialista alla Galleria di Arte moderna a Roma in via Crispi

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Shepard, la street art antimperialista alla Galleria di Arte moderna a Roma in via Crispi

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“Shepard Fairey “3 decades of dissent” (tre decadi di dissenso) è un progetto espositivo esclusivo curato dallo stesso Shepard, urban artist tra i più conosciuti al mondo. Nato il 15 febbraio 1970 è noto ANCHE come OBEY, cresciuto nella Carolina del Sud compie studi artistici e nel 1988 si diploma presso l’Accademia d’arte. Nel 1989 realizza l’iniziativa André the Giant Has a Posse disseminando i muri della città con degli adesivi che riproducono il volto del lottatore di wrestling Andrè the Giant, gli stessi vengono poi replicati da altri artisti in altre città. Lo stesso Fairey ha poi spiegato che non vi era nessun significato particolare nella scelta del soggetto, il senso della campagna era quello di produrre un fenomeno mediatico e di far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l’ambiente urbano.

Shepard acquista la sua fama internazionale come writer della street art, con i suoi ritratti di tipo grafico, esagerati nei contrasti dei colori forti e innaturali, negli sfondi piatti e nelle pose spesso statiche che creano diverse sensazioni in base allo scopo del manifesto.

La mostra romana fa seguito alla esposizione di due anni fa a Mosca con numerose opere, questa, secondo gli organizzatoti è “un concept unico e irripetibile, nato appositamente per la Galleria d’Arte Moderna, che presenta un nucleo unitario di trenta recenti opere grafiche inedite (2019) dell’artista con le quali si ripercorrono molti dei suoi temi di dissenso, tra cui la lotta per la pace e contro la violenza razziale, la difesa della dignità umana e di genere, la salvaguardia dell’ambiente”. Le opere esposte sono “intervallate” negli spazi con importanti lavori di altri autori della collezione d’arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina.

Per comprendere l’ispirazione creativa dell’autore citiamo ad esempio un suo scritto relativo alla famosa riproduzione della bancarotta del dollaro che dà l’idea precisa, e perchè no, della sua ispirazione ideologica.

“Ho creato la grafica della banconota del dollaro – scrive Obey – per dimostrare gli aspetti positivi e negativi del capitalismo Il lato positivo della banconota riprende lo stile di un certificato azionario e rappresenta l’ottimismo e l’intraprendenza dell’imprenditore ….il sogno americano. 

…..il lato negativo ….riflette il potenziale dannoso del capitalismo incontrollato….. L’imperialismo economico e il dominio sono affrontati nel testo e nelle immagini del lato nocivo”. 

Giuliano Longo

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