F1, a Monza rinasce Pierre Gasly. Hamilton solo settimo, doppio KO per la Ferrari

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F1, a Monza rinasce Pierre Gasly. Hamilton solo settimo, doppio KO per la Ferrari

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Nome: Pierre. Cognome: Gasly. Professione: pilota automobilistico, iscritto al campionato del mondo di Formula 1. Fino a poco tempo fa uno dei personaggi più criticati del Circus, le cui deludenti prestazioni nel 2019 in Red Bull, che lo hanno fatto retrocedere nella scuderia minore Toro Rosso, ora AlphaTauri, avevano attirato l’astio di una gran parte degli appassionati nei suoi confronti.

Odiato in modo esagerato, forse arrivato in un top team troppo presto (solo alla sua seconda stagione in F1), forse ignorato dalla sua squadra, in favore di Max Verstappen, e che ha dovuto faticare tanto per riconquistare la stima degli addetti ai lavori. Prima con un podio l’anno scorso nel caotico Gran Premio del Brasile, e domenica durante un’altra gara pazza sul circuito di Monza è arrivata la consacrazione definitiva, una vittoria conquistata davanti all’arrembante McLaren di Carlos Sainz. Gasly è, inoltre, il primo pilota francese a vincere un Gran Premio di Formula 1 dal 1996, anno in cui Olivier Panis sulla modesta Ligier trionfò in una corsa folle a Monaco, dove giunsero sul traguardo solo quattro vetture.

Sainz è stato anch’egli autore di una grande gara, riuscendo negli ultimi giri a mettere pressione al pilota dell’AlphaTauri, anche se sul suo volto era palpabile la delusione di non essere riuscito a riportare la McLaren alla vittoria, e con forse la consapevolezza di aver perso una grande occasione che si potrà ripetere solo fra molto tempo. Infatti molto difficilmente la Ferrari riuscirà a colmare il gap con le posizioni di testa entro il 2021, quando dovrebbe arrivare lo spagnolo.

Solido Lance Stroll, che porta la Racing Point sul gradino più basso del podio, seguito a ruota da Lando Norris (McLaren), uno spento Valtteri Bottas, che non riesce a portare la sua Mercedes oltre un quinto posto, e Daniel Ricciardo (Renault).

Resta l’amaro in bocca per la penalità stop and go inflitta a Lewis Hamilton (assieme ad Antonio Giovinazzi) per aver, a dire dei commissari, effettuato il suo pit-stop in regime di Safety Car, richiamata per consentire di togliere la Haas di Kevin Magnussen, ferma a bordo pista, con la pit lane chiusa. L’inglese, nonostante la sua rabbia per questa decisione, ha comunque lottato con le unghie e con i denti, finendo la gara in settima posizione dopo una grande rimonta. Il punto del giro più veloce è una magra consolazione per il sei volte campione del mondo, che vede sfumata l’opportunità di pareggiare il record di vittorie di Michael Schumacher (91) al Mugello, pista di proprietà della Ferrari. A chiudere la zona punti Esteban Ocon (Renault), Daniil Kvyat (AlphaTauri) e Sergio Pérez.

Giornata sfortunata per la Red Bull, con Max Verstappen ritirato per problemi alla sua power unit e Alexander Albon fuori dalla zona punti, e che vede il suo posto nel team sempre più in bilico, tra le sue scarse prestazioni e lo stato di grazia in cui si trova Gasly, il quale con la sua vittoria pur correndo per la scuderia minore della casa madre è a soli cinque punti da lui in classifica mondiale.

Ma a deludere soprattutto è stata la Ferrari: con poca potenza motoristica in un tracciato come quello di Monza, dove a farla da padrone sono le velocità di punta, in qualifica non è riuscita a fare meglio del tredicesimo e diciassettesimo posto con Charles Leclerc e Sebastian Vettel. In gara le cose sono andate ancora peggio, con il tedesco costretto subito al ritiro per problemi ai freni, mentre il monegasco subito dopo la prima ripartenza, per cercare di colmare i limiti della sua vettura, è andato fuori pista alla Parabolica, rendendosi protagonista di un incidente terrificante, ma per fortuna senza conseguenze fisiche per lui. Incidente che ha completamente rimescolato le carte in tavola, costringendo i commissari a interrompere momentaneamente la corsa, e che ha permesso a Gasly di trionfare.

Uno smacco terribile per il Cavallino, con un doppio ritiro sulla propria pista di casa che non si vedeva dal 1995, quando con la Rossa correvano Jean Alesi e Gerhard Berger, e che costringe il team a mettersi seriamente in questione, sia per le gare a venire sia, soprattutto, in ottica 2021. La Ferrari è chiamata a rendere onore alla sua storia cercando di salvare quantomeno il salvabile nella sua stagione più nera da molti anni, e il Mugello deve rappresentare un nuovo punto di partenza per la leggendaria scuderia.

 

Simone Pacifici

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