Regione, per il 5 Stelle Porrello la collaborazione con il Pd e la sinistra è una scelta irrevocabile. La ri-conferma della Raggi è una operazione di vertice che non condivide

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Regione, per il 5 Stelle Porrello la collaborazione con il Pd e la sinistra è una scelta irrevocabile. La ri-conferma della Raggi è una operazione di vertice che non condivide

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David Porrello di Civitavecchia ha appena compiuto i 40 anni e oltre ad essere vicepresidente del Consiglio Regionale è un esponente del Movimento 5 Stelle del Lazio molto vicino alle posizioni della capogruppo Roberta Lombardi che ha sempre approvato l’apertura al Pd. A Porrello abbiamo chiesto se ci conferma questa collaborazione che potrebbe preludere ad un futuro ingresso nella maggioranza. 

 

Dall’esterno può anche essere vista come collaborativa e costruttiva la nostra posizione che ha origine da un fatto preciso: Zingaretti nel 2018 vince, ma non ha la maggioranza alla Pisana, quindi l’amministrazione ha dovuto aprire alle opposizioni e al nostro Movimento, anche se ammetto che c’è stato un occhio più attento nei nostri confronti, anche perché i programmi nostri e quelli del Pd in parte coincidevano.

Questo ha consentito di stabilire una sorta di road map, dall’inizio di legislatura, di temi condivisi dando un taglio differente alla politica della giunta, rispetto a quella precedente che la maggioranza in Consiglio ce l’aveva. 

 

Dovrà comunque ammettere che la vostra posizione nel Lazio è in linea rispetto all’attuale quadro politico nazionale.

 

Certo, oggi ci troviamo di fronte a una situazione particolare perché il segretario del Pd è anche presidente della Regione e il fatto che si sia al governo con i Democratici e altre forze di sinistra ha ammorbidito i rapporti. Tuttavia non siamo entrati in maggioranza né abbiamo fatto una giunta con Zingaretti, ma la nostra interlocuzione è molto frequente e buona e si sta andando nella direzione di una alleanza più solida in prospettiva.

 

Mi risulta che questa situazione di dialogo e prospettiva di alleanza organica abbia trovato delle resistenze al vostro interno, ad esempio con la fuoriuscita dal Movimento del consigliere Barillari.

 

Nessuno lo nega, ma attualmente si stanno rispettando i ruoli fra maggioranza e opposizione, Barillari e una parte dei 5 Stelle hanno scambiato questo nostro dialogo come una resa al Pd, eppure abbiamo dimostrato che quando alcune cose non ci stavano bene non abbiamo avuto una posizione subalterna.

 

Quali sono stati in questi anni i temi sui quali avete trovato un accordo e quali sono i possibili punti di dissenso?

 

Fra le cose fatte negli ultimi mesi c’è la nostra proposta, accolta, del medico all’interno delle scuole e siamo riusciti a far approvare la legge “reddito energetico” che si rifà al principio europeo di produttore e consumatore autonomo di energia, con la legge si promuovono comunità che in autonomia producono energia consumandola. Poi siamo finalmente riusciti a far approvare la legge sui piccoli comuni sulla quale si discuteva da anni.  

 

Ma è evidente che l’accordo più importante l’abbiate conseguito con il piano dei rifiuti, facendo passare la vostra linea del no agli inceneritori.

 

Sicuramente è stata condivisa la nostra linea del no.

 

Molti vi accusano di avere una posizione ideologica e preconcetta in tema di rifiuti, mentre Roma e il Lazio esportano al nord rifiuti che vengono bruciati con costi non indifferenti per i cittadini e profitti per chi brucia.  

 

Questo è vero per Roma che esporta però rifiuti che solo in parte non vengono inceneriti (400mila ton) perché il resto sono rifiuti indifferenziati che devono venir trattati altrove, dove, dopo il trattamento vengono abbancati, per finire nelle discariche. Questo è il danno più rilevante che subisce Roma grazie ad un ritardo nella raccolta differenziata e ad una mancanza di impianti di trattamento non solo nell’area metropolitana, ma nella regione.

 

Tuttavia la linea degli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) appare già superata.

 

È vero perché è un trattamento che in prospettiva diverrà solo meccanico se la frazione organica verrà raccolta e differenziata a monte e trattata come compost, tanto che per AMA sono già previsti due impianti di questo tipo. 

 

Comunque rimane sempre il problema della discarica di Roma che sta suscitando divisioni al vostro interno.

 

A tutti piacerebbe risolvere il problema con una bacchetta magica che non c’è.

 

Nel frattempo la discarica prevista a Monte Carnevale non c’è e dubito che venga avviata prima delle prossime elezioni comunali a Roma.

 

Certo rifiuti e politica spesso non vanno d’accordo, perché sono temi che incidono sull’orientamento di voto, ma se si vuole affrontare questo problema occorre depurarlo dai contrasti fra questo e quelli, scaricando la responsabilità su sindaco o governatore, occorre una azione di responsabilità da parte della politica. Dobbiamo quindi fare ragionamento con i cittadini sempre spaventati dall’ipotesi di una discarica sul loro territorio. Pensi che addirittura il cittadino si oppone ad impianti per il trattamento della carta, figuriamoci della discarica. Allora dobbiamo parlare e riparlare con loro spiegando che cosa si vuol fare e chiarendo una volta per tutte che il modello Margotta non esiste e non esisterà più.

 

Sin qui ci ha esposto temi sui quali si è realizzato l’accordo con la maggioranza, ma quale sarà il prossimo terreno di confronto?

 

Sicuramente la Sanità che assorbe l’85% del bilancio regionale. 

Questo periodo di emergenza sanitaria ci ha fatto capire quale strada percorrere. Chiediamo quindi un confronto su alcuni nodi importanti: il primo riguarda le Case della Salute che sono state un fallimento. Poi dobbiamo ripensare al rapporto con la sanità privata accreditata potenziando ancora con investimenti quella pubblica. 

Questo implica, anche in termini di costi per alcuni miliardi che vanno ai privati, un riequilibrio fra privato e pubblico. Ben venga il supporto dei privati, ma quando questo supporto diviene un pilastro del sistema sanitario complessivo si destabilizza il piano sanitario regionale. 

Tenga presente che durante la fase più acuta della pandemia la Regione ha revocato autorizzazioni alle RSA dove si sono sviluppati focolai di contagio anche con numerosi decessi. In queste strutture, fatti i necessari accertamenti, non sarebbero stati rispettati i giusti controlli e le giuste procedure per la salvaguardia degli anziani e del personale. 

In ogni caso sul tema scottante della sanità non saremo ovviamente la stampella della maggioranza.

 

Ritornando alla politica, dopo questa carrellata di argomenti, ho l’impressione che la vostra linea di collaborazione critica con il Pd non abbia sempre riscontro a livello nazionale, anzi, spesso crea contrasti al vostro interno come dimostrano le vicende delle prossime elezioni regionali.  

 

Al momento stiamo facendo un percorso che non è certamente finito né facile, che comporterà anche un ridimensionamento al nostro interno, perché qualche pezzo ce lo perderemo sicuramente. Ma in generale si è capito che occorre fare una scelta di campo che non può essere quella della destra, anche per un motivo pratico perché già tutti gli spazi politici sono occupati e presidiati. 

D’altra parte la scelta di Zingaretti per un Pd contenitore di tutta la sinistra sta un po’ traballando anche perché lo stesso Pd ha perso dei pezzi e, a mio avviso, in questo momento la sinistra si va ri-frammentando troppo. Oggi vedo un Pd al 20% con i suoi interlocutori al massimo al 4%, quindi, anche dal semplice punto di vista aritmetico, l’alleanza Pd e 5Stelle non è solo inevitabile ma necessaria per l’Italia.

 

Non mi pare che sia una strategia condivisa al vostro interno.

 

Questo è un problema vero; ma è un processo ormai avviato che non si esaurisce certamente con le prossime regionali dove le alleanze, tranne che in Liguria, non sono state realizzate, anche se secondo me, ad esempio con Emiliano, un discorso si poteva fare.

In ogni caso anche noi abbiamo la necessità di una sede di confronto nazionale, di un gruppo dirigente riconosciuto e di una struttura più solida. Sino ad oggi la nostra forza è stata quella dei social network e quella dei meetup o gruppi di lavoro. Mi pare che queste due gambe si siano indebolite e quindi occorre discutere anche su altre opzioni organizzative.

 

Un’ultima domanda riguarda la scelta di Virginia Raggi di ricandidarsi a sindaco, una scelta che sta suscitando polemiche fra le quali spicca la dura posizione di Stefàno, storico esponete dei 5 stelle romani, vorrei invece capire la sua di posizione.

 

Personalmente nell’ultimo voto sulla piattaforma Rousseau per la eliminazione del mandato zero ho votato no, per il semplice fatto che sul mandato zero si era già votato nel luglio dell’anno scorso. Solo che quella volta si chiedeva che se avevi fatto due mandati da consigliere comunale potevi candidarti per la terza volta. Questa volta invece si dice che anche se hai fatto una sola volta il consigliere comunale ti puoi candidare a qualunque carica. 

Una modifica fatta su misura pro Raggi e Appendino per la loro ri-candidatura a sindaco visto che entrambe sono state consigliere una sola volta. In sostanza stiamo modificando i nostri regolamenti e i nostri principi base per favorire qualcuno  senza alcuna discussione e in questo sono d’accordo con Stefàno.

Questo significa che Virginia si è auto-proposta senza nemmeno passare per le primarie al nostro interno come avvenne l’altra volta, facendosi nominare con una investitura dall’alto sancita addirittura da una votazione ad hoc sulla piattaforma, che allora potrebbe chiedere chiunque dei nostri.

Poi lei o un altro ha poca importanza perché se fosse per me eliminerei ogni limite di mandato, soprattutto per i consiglieri comunali che sgobbano e hanno emolumenti risibili.   

 

Giuliano Longo

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