Reiki, ovvero l’Arte giapponese della Felicità

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Reiki, ovvero l’Arte giapponese della Felicità

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Quando parliamo di Reiki intendiamo una pratica terapeutica alternativa alla medicina ufficiale volta al benessere psico-fisico della persona. Tale pratica, di origine giapponese, nasce nel 1922 ad opera del maestro giapponese Mikao Usui (1865-1926), che dopo una vita di studi mise a punto un metodo semplice ma di grande efficacia per recuperare la salute fisica attraverso un tipo di medicina spirituale. 

Il metodo Reiki di Usui, in giapponese Usui Reiki Ryoho, si basa sul presupposto dell’esistenza di un’energia Universale che permea l’intero Cosmo e il cui utilizzo, disciplinato da specifiche tecniche di imposizione delle mani, permette di riportare in equilibrio il sistema mente-corpo dell’individuo. 

Questo metodo fu così efficace che ancora oggi, a distanza di quasi 100 anni, sono milioni le persone nel mondo che lo praticano, ottenendo a loro detta grandi benefici sia sul piano fisico sia sul piano emotivo e psicologico. 

Reiki è infatti una terapia definita olistica, ossia che considera l’essere umano nella sua interezza piuttosto che nella specificità delle sue funzioni. Un trattamento Reiki permetterebbe quindi di ottenere benefici a 360 gradi sulla persona, indipendentemente dal fatto che essa sia afflitta da problemi di carattere fisico o appartenenti alla sfera emotiva e psicologica. 

Per approfondire ulteriormente Reiki e che cosa è, leggiamo sul sito My Reiki di Federico Scotti, uno dei più importanti insegnanti e studiosi di Reiki italiani, che questa disciplina non va intesa e praticata semplicemente come una terapia, alla stregua di un massaggio. Spesso infatti si trova la dicitura “massaggio Reiki”, ma è una libera interpretazione occidentale. Reiki non nasce come un massaggio, ma è qualcosa di un po’ differente.

La pratica Reiki ha infatti delle caratteristiche molto precise che l’accomunano ad altre discipline di crescita personale nate in Giappone come ad esempio il Karate, il Judo, lo Shodo (arte della calligrafia) oppure il Chado (cerimonia del tè). 

Il tratto comune a tutte queste Arti giapponesi, indipendentemente dal fatto che esse siano arti marziali o di altro tipo, è l’utilizzo di strumenti tecnici che possono essere anche molto diversi tra di loro a seconda dell’arte presa in esame, ma che hanno tutti lo scopo ultimo di ottenere un miglioramento dell’individuo da un punto di vista spirituale. 

Chi pratica ad esempio Karate non lo fa per picchiare gli altri in combattimento, non lo fa per vincere una lotta, ma lo pratica esclusivamente per migliorare sé stesso.

Questo tipo di arti come il Karate, in Giappone vengono descritte con la parola Do, che significa Via, oppure strada da percorrere seguendo un maestro con lo scopo di ottenere un certo tipo di risultato. 

Il risultato che promettono queste discipline giapponesi, di cui anche Reiki fa parte, è la Felicità, intesa non solo come miglioramento del benessere psico-fisico della persona, ma anche e soprattutto come atteggiamento interiore rispetto agli eventi della vita. 

La Felicità, da questa prospettiva, non dipende affatto da avvenimenti o situazioni esterne a noi stessi ma è uno stato della mente, un atteggiamento interiore che ci permette di attraversare qualsiasi situazione senza esserne per nulla turbati o afflitti. 

Questo tipo di atteggiamento di pace interiore è il fine di qualsiasi arte giapponese definita con il termine Do, e Reiki non fa eccezione. Nonostante infatti a prima vista possa sembrare semplicemente una terapia di tipo olistico, andando più in profondità essa rivela tutte le caratteristiche tipiche delle discipline di crescita personale giapponesi. 

La terapia energetica è quindi lo strumento che ha Reiki per raggiungere la Felicità della pace interiore.

Federico Scotti sottolinea inoltre come il concetto giapponese kokoro sia fondamentale per comprendere fino in fondo Reiki come via di crescita personale. Il termine kokoro significa in giapponese contemporaneamente sia Cuore sia Mente. Questo significato bivalente è la chiave per comprendere che kokoro rappresenta uno stato di perfetta armonia tra il Cuore (gli aspetti emozionali dell’individuo) e la Mente (gli aspetti logici e razionali). 

Solo nell’equilibrio degli opposti, dove il Cuore non domina sulla Mente e dove la Mente non ha l’egemonia sul Cuore si apre lo spazio del benessere dell’individuo. 

La terapia Reiki permetterebbe quindi di portare armonia tra la Mente e il Cuore (kokoro) dando all’individuo la possibilità di relazionarsi con gli altri e con la vita in maniera equilibrata e senza eccessi. 

La pratica del Reiki diventa così molto più di una semplice terapia alternativa ma sarebbe una vera e propria Arte giapponese della Felicità. 

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