Coronavirus, Guerra (Oms): «Così si arriva a 4mila casi al giorno»

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Coronavirus, Guerra (Oms): «Così si arriva a 4mila casi al giorno»

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Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanità, fa il punto sulla situazione Coronavirus in Italia: “Per pochi irresponsabili, poche persone che non ci credono, pochi negazionisti che non vengono sanzionati e obbligati a rispettare le regole, andiamo a perdere una situazione ottimale che avevamo ereditato dal lockdown dopo molti sacrifici degli italiani”, ha spiegato, in un’intervista al quotidiano Il Messaggero.

Per fermare l’avanzata dell’epidemia, chiarisce, non serve un nuovo lockdown ma “aumentare il personale sul territorio per tracciare tutti i contagiati, isolare chi deve essere isolato, ricostruire la catena epidemiologica. Dobbiamo indagare i cluster più complessi come quelli dalla Sardegna. Io vedrei con favore un’estensione su tutto il Paese di sanzioni per chi non rispetta la regole, dalle mascherine al distanziamento. La norma senza sanzione non funziona molto”.

Sul boom di contagi in Italia, l’esperto osserva: “Non mi preoccupa la gravità clinica che conseguirà a questi nuovi positivi che non incidono in modo rilevante sui ricoveri in questo momento, ma osservo che sono comunque persone che fanno circolare il virus, aumentare la probabilità di contagio sui soggetti più fragili. Ad arrivare a mille serve tempo, ma poi a salire a duemila al giorno e infine a quattromila si fa in fretta”, mette in guardia.

La seconda ondata ci sarà? Sull’argomento si è espresso anche Mario Clerici, immunologo dell’Università di Milano, autore di una ricerca in team sull’effetto dei raggi solari sul coronavirus.

Nel presentare l’innovativo studio – si legge sul sito www.money.it – sulla capacità del sole di annientare goccioline di COVID, il professore ha dato la sua opinione anche sulla prospettiva autunnale.

La seconda ondata ci sarà, ne è certo lo scienziato. Tuttavia il virus potrebbe presentare caratteristiche diverse da quelle di adesso ed essere meno aggressivo.

“Il virus che vediamo oggi è lo stesso di febbraio e marzo, non ha subito mutazioni nel suo genoma, se non minime. Dunque è sempre “cattivo”. La differenza è che i raggi solari lo inattivano, rendendo molto più difficile la trasmissione da un soggetto all’altro e anche la replicazione all’interno di un organismo.”

Nella previsione scientifica, quindi, una nuova epidemia in autunno potrebbe essere meno virulenta, con uno scenario ancora più ottimistico: il virus si adatterà all’uomo. Uno degli elementi chiave contro l’impennata di infezioni in autunno è il vaccino antinfluenzale.

L’Europa lo sta spingendo, come la stessa Italia, che si sta attrezzando. Di certo, continueranno a valere anche le misure di distanziamento fisico e l’obbligo di indossare la mascherina in luoghi chiusi. La seconda ondata, anche con virus indebolito dai raggi solari, avrà bisogno di piani preventivi importanti, altrimenti un nuovo rischio lockdown è dietro le porte.

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