F1, dominio di Hamilton in Spagna davanti a Verstappen e Bottas. Vettel solo settimo, Leclerc ritirato

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F1, dominio di Hamilton in Spagna davanti a Verstappen e Bottas. Vettel solo settimo, Leclerc ritirato

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Meno tre da Michael Schumacher. Un numero che sembrava irraggiungibile quattordici anni fa, quando il pilota tedesco vinceva il suo 91esimo e ultimo Gran Premio in Cina, a Shanghai. Era un mondo completamente diverso, un mondo dove non c’era paura di viaggiare da un continente all’altro senza la paura di un nemico invisibile, chiamato scientificamente Covid-19, conosciuto popolarmente come Coronavirus, e dove ci si poteva abbracciare, addirittura baciare senza troppi timori.

Un mondo incerto, che fa paura, nel quale però a darci una speranza sono questi eroi, i quali, ovviamente seguendo rigide norme di sicurezza, ci fanno sognare: Lewis Hamilton, il nuovo Schumacher, quello che sembra ormai in procinto di spodestare il Re dal suo trono; Max Verstappen, il nuovo che avanza, la speranza che ci dà la gioventù; Valtteri Bottas, quello che pur non essendo all’altezza del suo compagno di squadra lotta, anche se, come questa domenica sul circuito della Catalogna, non sempre riesce a dare il massimo.

Le due Frecce d’Argento si sono ritrovate spaccate sul podio spagnolo dall’olandese della Red Bull, solito elemento di fastidio, che potrebbe puntare a qualcosa di più, se solo avesse il mezzo.

Dietro di loro le due controverse Racing Point di Lance Stroll e Sergio Perez (appena guarito dal Covid-19), così simili esteticamente (e non solo) alle Mercedes, tanto da far serpeggiare le malelingue degli altri team (che in parte sembrano avere ragione).

Poi c’è, solidissimo sesto nel suo Gran Premio di casa, Carlos Sainz (McLaren), che si conferma sempre più pilota Ferrari almeno nell’atteggiamento e nella voglia di vincere, non facendosi remore a sorpassare Sebastian Vettel, che dall’anno prossimo sostituirà alla Rossa. Un Vettel che almeno in quest’occasione sembra risorto, con una Ferrari che a fatica lotta con le AlphaTauri, e solo grazie a una strategia azzeccata dal pilota riesce a portare a casa un insperato settimo posto. Cosa terribile da dire, parlando della Scuderia di Maranello, la cui SF1000 sembra avere nella gestione delle gomme il suo unico punto di forza.

Non pervenuto invece Alexander Albon, che pur avendo una Red Bull decisamente superiore al Cavallino non riesce a superare il quattro volte campione del mondo tedesco, concludendo ottavo e doppiato, mentre Pierre Gasly vive un’altra giornata di gloria, nel piccolo della sua AlphaTauri, che lascia ben sperare a un suo ritorno nella scuderia madre al posto di Albon.

A chiudere la zona punti è Lando Norris (McLaren), che a differenza del suo compagno di squadra Sainz non riesce a sfruttare il suo mezzo, finendo decimo, due posizioni più indietro rispetto alla partenza.

Brutta gara invece per l’ormai conclamato paladino della Ferrari Charles Leclerc, bloccato da un guasto alla sua power-unit, che fa temere per l’affidabilità delle vetture del Cavallino Rampante in un weekend sostanzialmente nero, in cui si è vista la Rossa scendere in classifica costruttori al quinto posto, scavalcata da Racing Point e McLaren. Un momento di tremenda magra che fa sorgere sempre più dubbi sulla gestione di Mattia Binotto della squadra, incapace di portare armonia nel team, in una giornata in cui sia Leclerc che Vettel non hanno avuto scrupoli nel manifestare apertamente il loro malcontento.

Simone Pacifici

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