F1, il trionfo di Verstappen a Silverstone ridimensiona la Mercedes, mentre Leclerc salva la Ferrari

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F1, il trionfo di Verstappen a Silverstone ridimensiona la Mercedes, mentre Leclerc salva la Ferrari

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Il Gran Premio del 70esimo Anniversario della Formula 1 ci ha regalato la quintessenza di questo sport, inteso non solo come lavoro del pilota, ma anche di tutta la squadra. Essi formano un’unità senza la quale sarebbe impossibile arrivare alla vittoria, se non in rari casi, in condizioni assolutamente anomale.

Max Verstappen e la Red Bull lo hanno dimostrato a Silverstone, nella seconda gara di questa stagione corsa sul leggendario circuito dove si è svolta la prima competizione iridata della storia, portando a casa una vittoria contro ogni pronostico della vigilia, che faceva intravedere un dominio incontrastato delle Mercedes. A nulla sono valse le doti delle Frecce non più d’Argento, ma Nere, come simbolo della lotta contro il razzismo, tra motori superpotenti e DAS per fermare l’avanzata del giovane pilota olandese, aiutato anche da una strategia azzeccata della squadra, che ha deciso di farlo partire con la gomma più dura, dandogli la possibilità di mettere in mostra tutto il suo talento cristallino.

E mentre Verstappen festeggiava la sua nona vittoria in carriera Lewis Hamilton e Valtteri Bottas uscivano dalle loro auto non mesti, bensì infuriati, tanto che il finlandese non si è risparmiato critiche verso la squadra, rea a suo dire di non aver dato loro una buona strategia. In realtà la Mercedes ha dimostrato alle alte temperature una consistente fragilità di gomme rispetto alla Red Bull, consumando molto velocemente i suoi pneumatici, tanto da costringere i suoi piloti ad adottare un approccio di gara decisamente conservativo. Uno schiaffo in faccia che riporta alla realtà la coppia che aveva finora dominato il campionato, forse convinta di poter vincere tutti i Gran Premi di questa stagione, e che se non fermerà la loro scalata al titolo quantomeno li renderà più attenti e determinati a non commettere errori o a sottovalutare i loro avversari.

E intanto dietro la Ferrari almeno in parte risorge grazie a Charles Leclerc, che con una gestione gomme che ha dell’incredibile riesce a portare a casa un insperato quarto posto, facendo un solo pit-stop (il resto del gruppo ne ha invece fatti almeno due). E altra sorpresa, al centro della zona punti, è Alexander Albon, che, dopo un’altra qualifica deludente, sembra trovare finalmente la sintonia con la sua Red Bull, compiendo una splendida rimonta che lo ha portato alle spalle di Leclerc in quinta posizione.

Le controverse Racing Point, penalizzate di 15 punti nella classifica costruttori dopo che l’indagine della FIA voluta dalla Renault ha dimostrato che, oltre al design esteriore, hanno copiato i freni delle Mercedes, invece, finiscono sesta e settima con Lance Stroll e Nico Hulkenberg, chiamato a sostituire Sergio Perez, risultato positivo la settimana scorsa al Covid-19, che ha parzialmente vanificato uno straordinario terzo posto in qualifica con una sosta ai box inspiegabile nelle fasi finali di gara, che lo ha fatto sprofondare dalla quinta alla settima piazza.

A completare la zona punti il sempre più consistente EstebanOcon (Renault), Lando Norris (McLaren) e Daniil Kvyat(AlphaTauri), mentre Sebastian Vettel (Ferrari), vittima di un testacoda nelle fasi iniziali di gara, è solo dodicesimo, in un clima da sempre più separati in casa con la squadra di Maranello, criticando apertamente le prestazioni della vettura e l’operato della Scuderia, accusandola di aver sbagliato strategia.

di Simone Pacifici

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