CORONAVIRUS: LA SECONDA ONDATA DI CONTAGI È IN ATTO. LA PAROLA AGLI ESPERTI

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CORONAVIRUS: LA SECONDA ONDATA DI CONTAGI È IN ATTO. LA PAROLA AGLI ESPERTI

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I contagi da coronavirus in Italia salgono ancora: nelle ultime 24 ore sono stati 552, rispetto ai 402 di 2 giorni fa, per un totale di 249.756. Tre i decessi (l’altro ieri erano stati 6) per un totale di 35.190 da inizio pandemia. Crescono anche i pazienti in terapia intensiva, +17 rispetto a giovedì.

In tutte le regioni si sono registrati nuovi casi. I più alti numeri di nuovi contagi nelle ultime 24 ore si sono verificati in Veneto (183), Lombardia (69), Emilia-Romagna (54), Abruzzo (39) e Piemonte (37). I tamponi effettuati nell’ultimo giorno sono 59.196, oltre cinquecento più di ieri.

A Treviso, in un’ex caserma trasformata in centro di accoglienza per richiedenti asilo, c’è il più grande focolaio d’Italia. Al momento sono 246 i contagiati su 300 profughi che vivono nella struttura, tutti asintomatici. Un bilancio che si è aggravato di giorno in giorno anche perché positivi e negativi al tampone non sono mai stati separati, condividendo camere e spazi comuni.

Il bilancio dei morti provocati dal Coronavirus a livello globale ha superato la soglia dei 720mila, mentre il numero complessivo dei contagi ha oltrepassato quota 19,3 milioni. E’ quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo i nuovi dati, i decessi nel mondo dall’inizio della pandemia sono ad oggi 720.074 a fronte di 19.306.868 contagi. Finora sono guarite nel complesso 11.682.733 persone.

L’epidemia da coronavirus, insomma, non ha rallentato la sua corsa nel mondo. In molti si chiedono se ci sarà davvero una seconda ondata di contagi nei prossimi mesi, e in particolar modo in autunno.
L’agenzia di stampa adnkronos ha rivolto questa domanda a 18 esperti tra cui virologi, epidemiologi, infettivologi, rianimatori e altri clinici, ma anche all’Organizzazione mondiale della sanità e al premio Nobel per la medicina Bruce Beutler.

Tony Fauci, il direttore del Niaid americano, ha detto che potrebbe esserci. “Ma nessuno ha la palla di vetro”, afferma Roberto Caudadocente di Malattie infettive all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che con Fauci ha collaborato nei primi anni ’90. “Le ipotesi che facciamo derivano dalle esperienze di precedenti pandemie influenzali, come la Spagnola del 1918, ma era un virus diverso”.

“Possibile una recrudescenza” di Sars-CoV-2 per il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, che non esclude l’eventualità di un altro boom “in autunno, quando le condizioni meteo favoriranno la diffusione di questo virus che potrà nascondersi tra i casi delle varie forme respiratorie virali”. Guido Silvestridocente negli Usa alla Emory University di Atlanta, è convinto che possa esserci un ritorno del virus. “Non lo sappiamo per certo, ma direi di sì, verso dicembre-gennaio prossimo”. Usa parole decise per dire che non è possibile fare previsioni Alberto Zangrillodirettore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell’ospedale San Raffaele di Milano“Con coloro che oggi rispondono ‘sì’ o ‘no’ non voglio avere nulla a che fare”.

PerAndrea Crisantidirettore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova e direttore dell’Unità operativa complessa di microbiologia e virologia dell’azienda ospedaliera patavina “non lo può dire nessuno come e quando ci sarà la seconda ondata di contagi”. Il portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Tarik Jašarevi ha ricordato che “insieme ai partner, l’Oms continua a lavorare per pianificare qualsiasi scenario. Lo scenario più plausibile è quello di ondate epidemiche ricorrenti intervallate da periodi di trasmissione di basso livello”. Iprofessor Locatelli del Consiglio Superiore di Sanità ha dichiarato che una nuova pandemia potrebbe essere più debole, affermando che: “È possibile che col ritorno dei mesi più freddi, nel tardo autunno e in inverno, ci possa essere una ripresa dell’epidemia“.

“Sono preoccupata per l’alto numero di persone arrivate a Roma dal Bangladesh risultate positive al coronavirus. È fondamentale mantenere alta l’attenzione e potenziare i controlli su coloro che provengono da Paesi dove la curva di contagio è ancora alta. Non possiamo in alcun modo permettere di vanificare gli sforzi che i romani hanno compiuto finora”.  Così in una nota la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.

“In merito alla notizia di un arrivo dal Qatar di un volo su cui viaggiano cittadini del Bangladesh la disposizione del Ministro Speranza in attuazione dell’art. 43 del Regolamento sanitario internazionale va rispettata e applicata. Sul volo ci risulta che vi siano 135 passeggeri che si possono definire ‘indiretti’ ovvero originati da Dacca (Bangladesh). Questi secondo la disposizione non dovrebbero sbarcare a Fiumicino. E’ necessario che ENAC emetta una indicazione operativa chiara alle linee aeree affinché non imbarchino, per il tempo stabilito dalla massima autorità sanitaria del Paese, questi passeggeri. Comunque le nostre squadre di medici e infermieri sono già sul posto, ma dico con estrema chiarezza che non si può scaricare sul solo nostro servizio sanitario regionale questo onere, peraltro senza alcun tipo di programmazione. Occorrono delle regole ferree e chiare, basta fare lo scarica barile, se vogliamo a monte rafforzare la sorveglianza sanitaria ed impedire rischi effettivi di ritorno. Roma non può sostenere questa pressione. Auspico che vengano assunte decisioni che vadano in tal senso nelle prossime ore”. Lo dichiara il Responsabile dell’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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