PER LE COOPERATIVE SOCIALI CONTINUA L’EMERGENZA: A FARNE LE SPESE SARANNO, COME SEMPRE, I PIÙ FRAGILI

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PER LE COOPERATIVE SOCIALI CONTINUA L’EMERGENZA: A FARNE LE SPESE SARANNO, COME SEMPRE, I PIÙ FRAGILI

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Dopo la lettera aperta alle Istituzioni capitoline della Portavoce Francesca Danese, prosegue la campagna del Forum Terzo Settore Lazio insieme alle due Associazioni di Rappresentanza delle Cooperative sociali, AGCI Solidarietà Lazio e Legacoopsociali Lazio.

“In questi mesi terribili abbiamo sentito parlare di medici, infermieri, lavoratori dei supermercati, ma quasi nessuno si è accorto del lavoro silenzioso svolto ogni giorno dagli operatori sociali e dalle Cooperative, per garantire servizi essenziali e dare supporto, rassicurare, assistere persone che già prima del Covid-19 vivevano situazioni di difficoltà.

Senza quest’impegno, per i tantissimi anziani in difficoltà, disabili, malati psichici, migranti, lavoratori svantaggiati e senza fissa dimora la crisi sarebbe stata ancora più dura; così come per le famiglie in difficoltà,  con i loro bambini e ragazzi, che le Cooperative non hanno mai lasciato sole.

Tutto ciò in condizioni estremamente avverse, come abbiamo già più volte denunciato, non solo per gli aspetti sanitari: ritardi burocratici, assenza di riferimenti, lungaggini nelle autorizzazioni per riaprire i servizi – che spesso non sono mai arrivate – e, soprattutto, difficoltà di procedere alle fatturazioni, con effetti devastanti sul già delicato equilibrio finanziario delle imprese del comparto.

Le Cooperative sociali non sono imprese come le altre, “sociali” non è un appellativo buttato lì senza significato. Le Cooperative sociali si occupano di portare avanti servizi fondamentali in ambito socio-sanitario, di assistere le persone fragili, di dare dignità agli “ultimi”, di creare occasioni lavorative per chi è fuori dal mercato del lavoro.

Per portare avanti questa mission, però, hanno bisogno di essere supportate e ascoltate, hanno bisogno di veder riconosciuto e adeguatamente remunerato il loro lavoro, hanno bisogno di essere coinvolte in percorsi di co-progettazione in grado di definire nuovi servizi adeguati alle sempre più crescenti e mutate necessità. Tutto questo non è un desiderata o un sogno nel cassetto: sono le normative vigenti a prevederlo ed auspicarlo.

Il ruolo nevralgico svolto dalla Cooperazione sociale, nella gestione dell’emergenza sanitaria e sociale, non è stato per niente riconosciuto ed oggi, dopo circa 4 mesi, siamo di fronte ad una tempesta perfetta.

Un crollo della Cooperazione sociale rappresenterebbe un dramma non solo per migliaia di lavoratori, tra cui tantissimi svantaggiati, ma determinerebbe l’azzeramento di una moltitudine di servizi socio-assistenziali erogati su tutto il territorio regionale.

Siamo prossimi ad un’emergenza sociale che sarà impossibile gestire, visto che l’emergenza sanitaria da coronavirus non è ancora superata. Anziani, disabili, bambini, famiglie in situazione di difficoltà: chi si occuperà di loro, se le imprese cooperative smetteranno di assolvere la loro funzione, piegate da una burocrazia miope e da Amministrazioni poco lungimiranti? Cosa se ne faranno dei vari “bonus”, se nessun potrà erogare loro dei servizi?

“Insieme, superiamo l’emergenza” per noi non è uno slogan ma un’esortazione a lavorare congiuntamente per il bene, per prima di cosa, di chi non ha voce.”

Francesca Danese – Forum Terzo Settore del Lazio

Marco Olivieri – AGCI Solidarietà Lazio

Anna Vettigli – Legacoopsociali Lazio

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