Tra rassegnazione e amarezza Nicola Zingaretti si rifugia a Oriolo

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Tra rassegnazione e amarezza Nicola Zingaretti si rifugia a Oriolo

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«Oggi sono andato a trovare Sergio Flamigni nella sua casa di Oriolo trasformata in archivio. In lunghi anni di lavoro e con tanta passione, Sergio ha raccolto una documentazione straordinaria. Un centro importantissimo per approfondire su tanti periodi della storia d’Italia: il terrorismo, le stragi e la mafia, a partire dal materiale sul caso Moro, sulle stragi di piazza Fontana e del treno rapido 904. Un patrimonio che ora avrà una nuova casa perchè lo portiamo a Roma, alla Garbatella, in uno spazio dell’Ater, e sarà a disposizione di tutte e tutti». Sul suo profilo Facebook, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti racconta della sua esperienza nel piccolo paese in provincia di Cosenza. Ma diciamo la verità, il Governatore è pressoché irreperibile dai radar politici. Quelli che, in questo periodo di post lockdown, stanno imperversando in ogni angolo del Paese.
Qualche mese fa, riporta il sito huffingtonpost.it «aveva chiesto, anche con una certa solennità, di sciogliere i nodi, elencandoli, prima del valzer degli Stati generali: Autostrade, Ilva, Semplificazioni, Alitalia».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, a sancire il “distacco” di Zingaretti, è l’ennesima «convulsione sul Ponte di Genova, una di quelle destinate ad aprire i giornali: Palazzo Chigi che dice di essere stato informato dalla De Micheli, la rivolta dei 5 stelle su Conte, il giorno dopo le Semplificazioni e il giorno prima della prossima tappa del calvario, presumibilmente l’Ilva». Il problema – è lo sfogo del segretario – non «è che il Ponte va a Benetton, è che è finito e non è stato fatto niente. Io che dovrei dire adesso? Che lo avevo detto? Sembra che tutti abbiano l’obiettivo di aspettare il semestre bianco, vedo più trame che governo, io le cose che dovevo dire le ho dette».

C’è solo un punto fermo in questa storia in cui tutto si avvita su se stesso, ed è l’impossibilità di un rimpasto, perché – si legge ancora – toccare «una casella significa sapere dove si inizia e non sapere dove si finisce: Zingaretti non ha alcuna intenzione di entrare nel Governo, anche se in parecchi nel Pd lo spingono in tal senso per “stabilizzare” e “dare il senso di una svolta”».

«Non vi nascondo che oggi è stata una vera emozione per me camminare con Sergio Flamigni – conclude Zingaretti nel suo post su Facebook – che ha raccolto tutto questo, tra i tanti volumi del suo immenso archivio: è stato come attraversare decenni di storia del nostro Paese». Il punto è che ora, oltre che alla storia passata, è il momento di pensare a quella sarà.

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