TEVERE, BENVENUTI (ECOITALIASOLIDALE): «ENNESIMA MORIA DI PESCI NEL TEVERE»

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TEVERE, BENVENUTI (ECOITALIASOLIDALE): «ENNESIMA MORIA DI PESCI NEL TEVERE»

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Dopo la moria di pesci che ha interessato il 30 maggio scorso e per qualche giorno il fiume Tevere, nel tratto del centro storico della Capitale, senza peraltro sino ad oggi aver conosciuto le esatte circostanze dei decessi di migliaia di esemplari sino al mare, ci è stato segnalato un ennesimo episodio in questi giorni fra il  Ponte
Vittorio Emanuele II e il Ponte della Scienza.

Ieri sera (6 luglio) una delegazione di Ecoitaliasolidale composta dal Presidente Nazionale, Piergiorgio Benvenuti e dal responsabile romano, Fabio Ficosecco hanno accertato, all’altezza di Ponte della Scienza
decine di pesci che galleggiavano morti sul fiume e trasportati dalla corrente e raccolti sulle sponde, pronti a diventare pasto per gabbiani, topi ed altri animali.
Chiediamo – dichiara Benvenuti – di conoscere, questa volta con tempestività, l’esatta causa della moria dei pesci ed il grado di inquinamento del Tevere.
“Andremo fino in fondo con una denuncia alla Procura perché non è possibile proseguire con tale inerzia rispetto ad un fenomeno che si sta ripetendo ormai con troppa frequenza.
Sta di fatto che si è accertato che nel Tevere nei primi giorni di giugno  vi sono state tracce e presenze di sostanze potenzialmente tossiche per la fauna ittica quali Cipermetrina, insetticida universale nei programmi di lotta contro gli insetti , mosche, zanzare e blatte,  e sia verso insetti infestanti le coltivazioni,  in concentrazione maggiore rispetto alla presenza dei dati medi dei monitoraggi periodici.

Inoltre un altro fitofarmaco il Clothianidin. Quest’ultimo appartiene ad un gruppo di neo-nicotinoidi, il cui utilizzo comprende la concia delle sementi di mais, del cotone, della colza, della bietola e del girasole, prodotto altamente tossico per le api,  vietato l’uso dalla fine del 2018. Come mai -si chiede Benvenuti- non si è riusciti ad individuare la provenienza di tali sostanze, soprattutto di quelle totalmente non utilizzabili per legge.

Avevamo il 30 maggio sostenuto provocatoriamente che escludevamo un suicidio in massa dei pesci e quindi abbiamo chiesto di  accertare la provenienza di queste sostanze per escludere nuovi episodi, ma purtroppo a distanze neanche di un mese l’episodio si è ripetuto.

Sta di fatto che né vi sono state indagini tempestive, né vi sono stati interventi adeguati come il posizionamento di barriere per bloccare l’arrivo dei pesci morti in mare proseguendo  con lungaggini burocratiche, né vi sono programmi e progetti adeguati per impedire nuovi episodi, una ennesima incapacità ad affrontare problemi del
territorio  da parte di  chi amministra la città  di Roma e la Regione Lazio.

Ormai da tempo lo sosteniamo – concludono  Benvenuti e Ficosecco – in tema di ambiente e di difesa della biodiversità di Roma, nella  città più verde d’Europa la Raggi e la sua Amministrazione ha totalmente fallito e si prosegue come nel caso del Tevere, ad inaugurare e spendere risorse economiche per inutili “lidi” come il Tiberis, mentre cittadini e turisti debbono  osservare i pesci galleggiare privi di vita,  sino a giungere al mare.

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