FRANCESCO SARCINA AI LUNATICI DI RAI RADIO2: “I LIKE SUI SOCIAL CREANO DIPENDENZA. ARRIVO DA UNA SEPARAZIONE DOVUTA IN GRAN PARTE A QUESTO”

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FRANCESCO SARCINA AI LUNATICI DI RAI RADIO2: “I LIKE SUI SOCIAL CREANO DIPENDENZA. ARRIVO DA UNA SEPARAZIONE DOVUTA IN GRAN PARTE A QUESTO”

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Francesco Sarcina è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format I Lunatici, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte e trenta alle sel del mattino.

Sarcina ha raccontato alcuni aspetti della sua vita: “Io sono un romanzo vivente. Mio padre suonava, si è separato da mia madre, girava sempre, andava in giro a suonare. Non vengo da una famiglia benestante, anche se non mi è mai mancato niente. Vivevo in una casa molto piccola, a un certo punto mia madre ha sclerato e si è sperata. Quando ho iniziato a fare musica, lei voleva che continuassi a studiare, mio padre invece seguiva le mie orme. Io mi sbattevo, studiavo e lavoravo. Mio padre veniva spesso ai miei concertini, mio padre veniva, faceva anche un po’ broccolone con le tipe, scherzando, in modo pacifico ovviamente, e qui capiamo tante cose, senza entrare troppo nel gossip, capiamo la mia dedizione a scrivere canzoni alle donne. Poi però quando sono riuscito a sfondare con ‘Le vibrazioni’ mio padre ha avuto un ictus emorragico che lo ha lasciato paralizzato per dieci anni. Io sono figlio unico, ero da solo, della famiglia nessuno mi ha mai dato una mano, se non un cugino di mio padre di secondo grado, che è stato l’unico ad aiutarmi”. 

Sarcina ha aggiunto: “Il successo delle ‘Vibrazioni’, ma pensando a mio padre ero totalmente sbandato. Ho fatto tanta fatica, avevo una preoccupazione continua. E poi mi è dispiaciuto non potergli dire ‘ehy papà, hai visto che ce l’ho fatta?”. L’ho portato a qualche concerto con la sedia a rotelle, dopo dieci anni è morto”.

Sul rapporto con i social: “Io sono un po’ sociopatico. Anzi, social patico. Ho un rapporto di odio amore con i social. Sono un’arma a doppio taglio. Si è creato tutto questo trip dell’avere seguaci. Io faccio musica, vorrei farti entrare nella mia musica, non per forza nei cavoli miei. Però alla gente sui social frega relativamente. Quindi ci dobbiamo adattare, ogni tanto mi piace far vedere i cavoli miei. A volte sì, a volte no. Proposte indecenti che arrivano sui social? Io l’ormone ce l’ho già scatenato di mio. I social sono una illusione della realtà. Io sono molto animale da questo punto di vista, ho bisogno di sentire l’odore, l’energia. Non è importante che una donna sia una fotomodella, l’importante è che la persona sia bella dentro. Di proposte indecenti ne arrivano tante, ma bisogna stare molto attenti, è anche pieno di fake. Ormai gli scheletri non sono più nell’armadio, ma negli smartphone. Questa è un’epoca narcisista, tendiamo ad apparire fighi, belli, quando poi hai i like ti senti figo. I like creano dipendenza. Io arrivo da una separazione dovuta in gran parte a questo. Vivevo una vita dove era tutto basato sui like, a un certo punto mi sono rotto le palle”. 
Sarcina ha parlato del suo ultimo singolo, ‘per fare l’amore’: “E’ nato in quarantena, non potevamo fare altro che connetterci, stare a casa e scrivere tanto. Mi sono connesso molto e ho scritto tanto, sono nate una marea di canzoni, è stato bello, divertente, anche arrangiarla con le vibrazioni in un lockdown in cui non ci potevamo vedere”. 

Sulla sua quarantena: “Il mio lockdown per i primi dieci giorni è stato di totale paranoia, non potevo vedere i miei figli, poi in realtà ho fatto di necessità virtù, ha trasformato quella mancanza in qualcosa, nel mio caso, in una canzone. I miei figli? Il grande sono riuscito a rivederlo, la piccola l’ho rivista solo da pochi giorni, non l’ho vista per tre mesi e mezzo, è angosciante non poter vedere la tua piccolina per così tanto tempo. Era in Sicilia con la madre, comunque circondata da amore. I ragazzini oggi sono molto più svegli di quello che crediamo, io vivo una situazione da separato come molti italiani, ma sono recidivo nei miei errori, ho dei figli meravigliosi e cerco sempre di fare il papà alla grande, anche facendo stare insieme i miei figli quando li ho. Anche Tobia ha avuto difficoltà nel non poter vedere la sorella. Però ad esempio è stato complicato il non andare a scuola. I ragazzini hanno sofferto molto, si sono resi conto di quanto la suola sia importante. Seguire le lezioni sul computer è devastante. Ora mi raccomando, non abbassiamo la guardia, è fondamentale”.

‘Le vibrazioni’ hanno anche un tour estivo in arrivo: “Il 12 luglio siamo a Roma, quello che possiamo fare lo facciamo, ci sono anche molte complicazioni per chi vende i biglietti. C’è un sacco di scontentezza da parte del pubblico, lo capisco, ma noi della musica siamo quelli lasciati per ultimi, abbandonati a noi stessi, ci sono entità giganti che fanno cose e noi dietro un po’ come babbei. Però intanto ricominciamo a suonare. Prendiamo date, siamo aperti a tutto, tutto quello che c’è da fare lo faremo, bisogna suonare il più possibile, la musica deve vincere, non dobbiamo avere paura”. 

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