Coronavirus, vaccinazioni in calo del 16%. Asl: «Non aggiungiamo epidemie alla pandemia»

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Coronavirus, vaccinazioni in calo del 16%. Asl: «Non aggiungiamo epidemie alla pandemia»

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“Vaccinatevi e vacciniamoci in sicurezza per proteggere noi stessi e gli altri, senza rimandare gli appuntamenti vaccinali. Non aggiungiamo epidemie alla pandemia”. È questo l’appello lanciato da Roberto Ieraci, referente scientifico per le vaccinazioni della Asl Roma 1, in uno spot sulle ‘Vaccinazioni in sicurezza ai tempi del covid-19’.

“La Regione Lazio, seguendo le linee guida dell’Oms, ha dettato una serie di regole e individuato dei percorsi sicuri e specifici che garantiscono le precauzioni standard: gli accessi in sala d’attesa sono controllati per garantire il distanziamento; tutti gli operatori indossano mascherine chirurgiche, guanti, camici e calzature sanitarie; gli ambulatori e i locali annessi sono sanificati due volte al giorno; tutti gli utenti indossano la mascherina chirurgica; i minori sono accompagnati all’interno dell’ambulatorio vaccinale da un solo genitore.
Queste norme – afferma Ieraci – rassicurano tutti noi nell’operare in piena tranquillita’ senza rischi per i bambini e per gli adulti”.

L’appello, quindi, è molto chiaro: “Non aggiungiamo epidemie alla pandemia. Vaccinatevi e vacciniamoci in sicurezza“.

“Nei nostri centri – afferma ancora Ieraci – c’è stata una diminuzione del 19% degli accessi e del 16% delle vaccinazioni”. Se infatti – si legge sul correre.it – tra il primo marzo e il 30 aprile 2019 gli accessi nella Asl Roma 1 erano stati 16mila 328 e le dosi somministrate 24.539, “nello stesso identico periodo di quest’anno, in cui era in vigore il lockdown gli accessi sono diminuiti di oltre 3mila unità, arrivando a 13.290, mentre le vaccinazioni di più di 4mila e sono state 20.172″. Un calo che viste le limitazioni alla mobilità forse è fisiologico. “Noi però siamo sempre rimasti aperti, e in sicurezza – sottolinea Ieraci – ma la paura, l’ansia e la preoccupazione che hanno accompagnato quei mesi sono comprensibili”.
Ora però si dovrà in qualche modo recuperare. «Per questo ho lanciato un appello. Perché adesso c’è una maggiore probabilità di contrarre malattie prevenibili con il vaccino, specie per i bambini. Che per altro a settembre dovranno essere in regola per poter tornare a scuola».
E non solo: in autunno entrerà in vigore l’obbligo vaccinale per l’influenza stagionale per gli over 65 e i soggetti a rischio. “Dovremo pensare – conclude Ieraci – a delle sessioni di recupero e ad implementare il servizio”.

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