Assegno figli per tutti. Arriva in Cdm il Family Act della ministra Bonetti

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Assegno figli per tutti. Arriva in Cdm il Family Act della ministra Bonetti

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“Elena Bonetti aveva presentato il Family Act alla Leopolda, oggi va finalmente in Consiglio dei ministri. Bello”. A scriverlo è il leader di Italia viva, Matteo Renzi, nella sua Enews. Assegno unico per i figli. Per tutti i figli, fino a 18 anni. Dopo mesi di annunci e attese insomma, arriva il Family Act voluto dal leader di Italia Viva e messo in piedi da Elena Bonetti, la ministra per la Famiglia. L’assegno – riporta la bozza del disegno di legge di otto articoli di cui Huffpost è in possesso – vedrà la «luce entro il 30 novembre. È questo, infatti, il termine che il provvedimento indica al Governo, a cui è delegato il compito di mettere in campo la misura. Il Family Act, che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri, non è però solo l’assegno per i figli. La portata delle misure è ampia, indicata all’articolo 1: “Sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa delle bambine, dei bambini e dei giovani, nonché per favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile».

«L’assegno universale – si legge ancora su Huffpost – costituisce un beneficio economico attribuito a tutti i nuclei familiari con figlie e figli a carico. Avrà un importo minimo per tutte le famiglie con uno o più figli, mentre un’ulteriore quota sarà aggiunta in base all’Isee, l’indicatore che misura la situazione economica delle stessa famiglie. Sarà corrisposto ogni mese sotto forma di una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito da utilizzare in compensazione dei debiti di imposta. 
Potranno avere l’assegno tutte le famiglie che hanno un figlio fino a diciotto anni d’età. L’assegno sarà riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza, terrà conto dell’età dei figli a carico, non peserà sul reddito complessivo della famiglia. Le famiglie numerose avranno un assegno più consistente dato che l’importo sarà maggiorato del 20% in caso di un figlio successivo al secondo. Un incremento rispetto all’importo base è previsto anche per ciascun figlio con disabilità». 
Lo schema per arrivare alla messa in campo delle misure è lo stesso di quello indicato per l’assegno per i figli. I tempi, però, sono più lunghi: un anno. Entro dodici mesi da quando entrerà in vigore il disegno di legge, il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi su proposta di ministeri della Famiglia e del Lavoro, di concerto con il ministero dell’Economia, quello dell’Istruzione e quello per le Politiche giovanili e lo sport. 
«Il Governo – recita la bozza – deve attenersi ad alcuni criteri. Il primo: razionalizzare i benefici fiscali per i figli introducendo nuove misure agevolative che riguardano “le spese per la crescita, il mantenimento e l’educazione, anche non formale, delle figlie e dei figli”. Tra queste c’è il sostegno alle famiglie attraverso “contributi che possono coprire anche l’intero ammontare delle rette” di asili nido, pubblici e privati, micronidi, sezioni primavera e scuole dell’infanzia, ma anche forme di supporto a casa per i bambini sotto i sei anni. Un’altra misura è la necessità di garantire, su tutto il territorio nazionale, l’istituzione e il sostegno dei servizi socio educativi per l’infanzia con l’obiettivo “di assicurare pari opportunità di crescita delle bambine e dei bambini e parità di condizioni di accesso”».
Il Governo dovrà «anche occuparsi di sostenere le spese sostenute dalle famiglie per i figli. Attraverso agevolazioni fiscali o “una somma di denaro” vincolata allo scopo. Quali spese? Quelle di chi ha un figlio affetto da patologia fisica o non fisica, compresa la diagnosi di disturbo dell’apprendimento fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. Ma anche quelle sostenute per gite scolastiche, corsi di lingua, arte e musica, e per l’iscrizione annuale o l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture destinate allo sport». 
Tra le spese che dovranno essere sostenuto anche quelle per l’acquisto di biglietti per teatro, cinema, spettacoli dal vivo, libri, ingressi a musei, mostre e eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali.

«I congedi parentali – si legge ancora su Huffpost – saranno potenziati e riordinati. Il Governo dovrà farlo entro due anni. E anche qui, come per le altre misure, dovrà tenere conto di alcune indicazioni che disegnano la riforma. Dovrà introdurre modalità flessibili nella gestione dei congedi, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro e con le forme stabilite dalla contrattazione collettiva applicata al settore, sottoscritta dai sindacati più rappresentativi sul piano nazionale.
Il periodo minimo del congedo per ciascun figlio non dovrà essere inferiore a due mesi. Un congedo esclusivo per uno dei due genitori, non cedibile all’altro. Il congedo obbligatorio per i papà che lavorano nei primi mesi dopo la nascita del figlio salirà a dieci giorni». 

«Dopo la delusione per un decreto ‘rilancio’ che non ha certo messo al centro dell’attenzione del Governo le famiglie, – afferma il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo – siamo contenti di constatare che all’interno della maggioranza si sia andati oltre uno stallo sulle misure per le famiglie. Adesso e importante che il disegno di legge sul Family Act, una volta in Parlamento, venga appoggiato da tutti gli schieramenti politici. Non solo: un provvedimento in grado di ridare fiducia ai nuclei familiari con figli, di far ripartire la natalita’ e rilanciare il Paese dovrebbe essere sostenuto anche da parti sociali, associazioni, banche, imprese perche’ il nostro Paese ha urgente bisogno di politiche familiari finalmente concrete e importanti. Le famiglie hanno sopportato sulle loro spalle con responsabilità il peso più grande di tanti anni difficili. Ora è venuto il momento in cui la politica puo’ e deve dimostrarsi coraggiosa e lungimirante, restituendo finalmente il valore di bene comune a ogni figlio e investendo su ciò che c’è di più prezioso nel nostro Paese per il proprio futuro”.

“E’ stato raggiunto un accordo perchè Family act e assegno unico procedano insieme. Il Family act va oggi in Consiglio dei ministri e l’assegno unico sarà approvato entro la prossima settimana in commissione. E’ una buona notizia:
abbiamo lavorato bene con la ministra Bonetti, siamo molto soddisfatti”, ha dichiarato il capogruppo Pd Graziano Delrio fuori da Palazzo Chigi.

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