Coronavirus: domande e risposte a El Paìs di Madrid sulle mascherine obbligatorie

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Coronavirus: domande e risposte a El Paìs di Madrid sulle mascherine obbligatorie

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Paese che vai regole sulle mascherine che trovi, ma nemmeno tanto visto che le disposizioni in Europa vanno in qualche modo uniformandosi. In Spagna, ad esempio, il quotidiano madrileno El Paìs comunica che a partire da questo giovedì, chi ha più di sei anni dovrà indossare la mascherina quando sarà “su strade pubbliche, in spazi esterni e in qualsiasi spazio chiuso per uso pubblico o aperto al pubblico e a condizione che non sia possibile mantenere un distanza di due metri”. 
E qui rispetto all’Italia la distanza di sicurezza aumenta. 
Ma veniamo agli esempi citati dal quotidiano spagnolo “se sei solo in un negozio puoi non usarla (la mascherina), ma se sei in una strada trafficata dovresti indossarla”. La disposizione è obbligatoria per “persone di età pari o superiore a sei anni” e complessivamente interesserà circa 45 milioni di persone, tuttavia è raccomandata anche per i minori di tre anni (pari ad altri 1,3 milioni). 

Ma veniamo ai quesiti che il quotidiano pone: quando dovrebbero essere usate?
La raccomandazione è di usarle ogni volta che sei lontano dalla tua abitazione. È obbligatoria se non sei a casa e non riesci a mantenere la distanza di sicurezza di due metri con le persone intorno a te, cosa che è molto difficile da realizzare nei centri della città – aggiunge El Pais. 

Anche all’aperto? 
Sì, se si è in una zona affollata.

Quali mascherine usare?
Va bene qualsiasi cosa, ma si consigliano quelle igieniche antipolvere (vendute ad esempio, nei negozi di ferramenta) o chirurgiche (che di solito sono bianche o blu). Si consiglia di non utilizzare quelle speciali (tipo FFP2 o FFP3) perché sono più difficili da usare bene e sono riservate al personale sanitario e ad altre categorie esposte.  

Per quanto tempo posso usarle?
Dipende  dal modello utilizzato e il produttore deve indicarlo. Il Center for Disease Control degli Stati Uniti raccomanda che siano di cotone spesso a doppio strato, ma possono essere riutilizzate dopo il lavaggio in lavatrice. Il Consiglio generale delle scuole infermieristiche e la Società spagnola di pneumologia e chirurgia toracica (Separ) spiegano che queste maschere di solito servono da quattro a otto ore “in modo intermittente o continuo”. Per conservarle, è consigliabile metterle in un sacchetto di materiale traspirante (carta, stoffa). Per buttarle via, metterle in un sacchetto di plastica.

Posso riutilizzarle?
Ce ne sono usa e getta e altre riutilizzabili. In quest’ultimo caso, è necessario prestare attenzione quando si indossano e si tolgono per non toccare l’interno e non devono essere condivise con altre persone.

Cosa succede se non porto la mascherina come si dovrebbe?
Il Ministero degli Interni sta studiando il regime delle sanzioni. Se si applica la legge sulla sicurezza dei cittadini i reati minori vengono sanzionati con importi che vanno da 100 a 600 euro.

Come proteggersi bene?
La maschera dovrebbe coprire il naso e la bocca, ma senza impedire la respirazione. Ha lo scopo di impedirci il diffondersi delle goccioline respirando, parlando, tossendo o ansimando. Queste goccioline sono il principale mezzo di trasmissione del virus.

Cosa succede se vado a correre o camminare veloce?
Dipende se starai vicino ad altre persone o no. Normalmente quando si corre o si cammina all’aperto cercare di allontanarsi dalla folla. L’ordine ministeriale prevede come eccezione che una persona non sia più protetta nello “sviluppo di attività in cui, per sua natura, l’uso della maschera è incompatibile”.

E per gli sport?
Il criterio è sempre lo stesso: tranne nei casi già regolamentati di atleti di squadra professionisti. 

Cosa succede se ho una malattia respiratoria o di altro tipo e non riesco a respirare bene con la maschera?
Sono inclusi motivi di salute “debitamente giustificati” come motivo per non usare la mascherina.

Insomma in Spagna appare una regolamentazione forse più severa rispetto alla nostra, d’altronde con 197mila contagi ancora attivi (contro i nostri 129mila) e quasi 28mila decessi (contro i nostri oltre 32mila) concentrati a Madrid e a Barcellona, siamo pressochè nelle stesse condizioni e all’inizio di una cosiddetta ripresa e fine del lockdawn che, chi prima e chi dopo,  riguarda ormai tutta l’Europa. 
In finale, visto che siamo tutti sulla stessa barca insicura, consentiteci una piccola citazione da la “Peste” di Camus : “I flagelli, invero, sono una cosa comune, ma si crede difficilmente ai flagelli quando ti piombano sulla testa. Nel mondo ci sono state, in egual numero, pestilenze e guerre; e tuttavia pestilenze e guerre colgono gli uomini sempre impreparati”. Appunto, aggiungiamo noi.

Giuliano Longo

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