Coronavirus: rivelati 332 potenziali target per nuovi farmaci

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Coronavirus: rivelati 332 potenziali target per nuovi farmaci

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Sono circa 332 le possibili interazioni proteiche tra le molecole del virus Sars-Cov 2 e l’organismo umano e ciascuna di queste puo’ essere un target specifico per un nuovo farmaco o per farmaci che sono stati gia’ sviluppati e sono utilizzati per altre terapie. Lo rivela uno studio appena pubblicato su Nature e realizzato da un gruppo di ricercatori americani coordinati da Nevan Krogan della University of California, San Francisco. Alcuni dei farmaci che possono agire su queste proteine hanno dimostrato nello studio di avere un’azione antivirale nei test di laboratorio. Gli sforzi per sviluppare vaccini o trattamenti per l’infezione da SARS-CoV-2 sono stati ostacolati da una comprensione limitata di come questo coronavirus interagisce a livello molecolare con l’ospite umano. Per affrontare questo problema, Nevan Krogan e colleghi hanno indagato su come 26 delle 29 proteine SARS-CoV-2 interagiscono con le proteine umane. Gli autori hanno identificato 332 interazioni degne di nota, tra le quali 66 proteine umane sono state colpite da 69 composti noti, inclusi 29 farmaci approvati dalla Food and Drugs Administration (FDA) e 40 composti in fase di sviluppo in studi clinici o preclinici. Hanno continuato a testare un sottoinsieme di questi agenti per identificare due gruppi che avevano attivita’ antivirale in esperimenti di laboratorio, sebbene non siano stati condotti test in soggetti con SARS-CoV-2. Gli agenti antivirali hanno bloccato la traduzione proteica (un processo chiave per la replicazione virale) o hanno preso di mira specifici recettori (Sigma1 e Sigma2) per interrompere il virus. Le intuizioni sui meccanismi dell’infezione da SARS-CoV-2 nell’uomo e l’identificazione di bersagli farmacologici hanno il potenziale per guidare nuove strade terapeutiche per il trattamento di COVID-19. Tuttavia, gli autori sottolineano che e’ necessaria cautela quando si considera l’uso di farmaci noti a questo scopo, poiche’ potrebbero esserci effetti collaterali indesiderati. I farmaci che interagiscono con i recettori Sigma1 e Sigma2, ad esempio, possono anche avere attivita’ provirale.

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