Coronavirus, chi sono i congiunti per le visite dal 4 maggio?

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Coronavirus, chi sono i congiunti per le visite dal 4 maggio?

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dopo le parole del premier Conte sulla Fase 2, sono ancora molti i dubbi che rimangono. Cerchiamo di fare chiarezza. Andiamo con ordine: questo è il testo della bozza del Dpcm con le misure in vigore dal 4 maggio al 17 maggio.

Art. 1 Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale 1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
a) sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
b) i soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;
c) è fatto divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus; d) è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati; il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera.

I giuristi spiegano che la nozione di congiunti (o meglio, di “prossimi congiunti”), non è granché presente nella nostra legislazione:
Una definizione normativa generale di “prossimi congiunti”, viceversa, è ravvisabile solo per la materia penalistica. Unicamente l’art. 307 4° comma c.p., difatti, definisce i “prossimi congiunti” (“s’intendono per i prossimi congiunti gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti”), e ciò, sì, in generale, ma soltanto “agli effetti della legge penale”. Al di fuori della legge penale, invece, non è per nulla chiaro o, almeno, non è definito normativamente, cosa si debba intendere quando il legislatore ci parla di “prossimi congiunti”. In verità, alcuni spunti “definitori” sono ravvisabili, qua e là, nelle fonti normative.
Così è per l’art. 21 della l. 247/2012, che menzionando il coniuge subito dopo aver indicato i prossimi congiunti, lascia sorprendentemente intendere che questo non sarebbe ricompreso tra quelli. Così è per l’art. 24, d.lgs. 196/2003 che, legittimando, appena oltre il “prossimo congiunto”, anche il “familiare”, pare presupporre una differenza, per nulla chiara, tra i due concetti (in verità, il concetto di “familiare” è ancora più indefinito di quello di “prossimo congiunto”. Ma non è questo, ciò di cui ora ci si occupa). Così è, in un certo senso, anche per alcune circolari del Ministero dello sviluppo economico che, disciplinando la concessione di particolari riconoscimenti, pare suggerire che per “prossimi congiunti” debbano intendersi i figli, i nipoti e il coniuge [si veda, ad esempio, l’art. unico della circolare 150377 del 2017: “…candidature dei prossimi congiunti di insigniti della distinzione (figli, nipoti, coniugi) possono…”]. Ove si guardi al significato che alla locuzione in esame è stato dato dalla giurisprudenza non penalistica, ancora, si nota come, nel tempo, il concetto abbia subito una netta estensione.
In passato, infatti, per “prossimi congiunti” si erano intesi “soggetti uniti fra loro non solo da un vincolo meramente affettivo…ma affettivo-giuridico, che riposi cioè su rapporti che costituiscono fonti di reciproci diritti-doveri” (così, ad es., T. Trento, 19.5.1995. Si veda, altresì, Cass. civ., 1845/1976). Di recente, viceversa, si è chiarito che il riferimento ai prossimi congiunti della vittima primaria dell’illecito civile, deve essere inteso nel senso che, in presenza di un saldo e duraturo legame affettivo, si possa “prescindere dall’esistenza di rapporti di parentela o affinità giuridicamente rilevanti come tali” (Cass. Pen., 46351/2014, che fa rientrare, ai fini del risarcimento, tra i “prossimi congiunti” la fidanzata della vittima primaria dell’illecito. Cfr., inoltre, T. Firenze, 26.3.2015).
In sostanza la nozione di “prossimi congiunti” è chiara e netta con riferimento alla sola legislazione penale, mentre “in tutti gli altri ambiti dell’ordinamento, tale nozione si presenta come incerta, talvolta opaca e certamente mutevole”.

DOMANDE E RISPOSTE

Mascherine ancora obbligatorie?

La risposta à sì, il Dpcm sulla fase due conferma l’obbligo di mascherine “nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza”.

L’autocertificazione sarà ancora necessaria?

Sì, l’autocertificazione resta lo strumento con il quale giustificare gli spostamenti anche nella Fase 2. “È chiaro che nel momento in cui il regime degli spostamenti resta limitato, è difficile che si possa eliminare l’autocertificazione. Resterà finché ci saranno delle limitazioni”, ha dichiarato ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa.

Potrò andare a trovare i parenti?

Sì, sarà possibile, ma sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza. Non saranno però consentite riunioni di famiglia e party privati. Resteranno inoltre i limiti agli spostamenti tra regioni.

Potrò recarmi fuori dalla mia regione?

No, gli spostamenti dalla regione in cui attualmente ci si trova ad un’altra sono possibili solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Se mi trovo a Milano ma ho la residenza a Bari, potrò tornare a casa?

Sì, sarà consentito – spostandosi anche da una regione a un’altra – il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Potrò tornare a casa anche dall’estero?

Sì, gli italiani che rientreranno in patria dovranno tuttavia comunicare i motivi del viaggio, l’indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di quarantena, il mezzo di trasporto privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa e il proprio recapito telefonico.

Potrò fare jogging anche oltre 200 metri da casa?

Sì, ma sarà obbligatorio mantenere una distanza di sicurezza di due metri dagli altri, tranne che per i conviventi.

Sono uno sportivo professionista, potrò riprendere ad allenarmi?

Sì, ma le date sono diverse a seconda che si tratti di discipline sportive individuali o a squadre. Per gli atleti di discipline sportive individuali a partire dal 4 maggio saranno consentiti gli allenamenti a porte chiuse, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Per gli sport di squadra, il via libera slitta al 18 maggio.

Potrò andare al parco?

Sì, riapriranno parchi, ville e aree verdi. Si dovrà tuttavia continuare a rispettare le distanze di sicurezza e saranno applicate misure di contingentamento per evitare assembramenti.

Potrò fare una passeggiata?

Sì, sarà consentito. Ma sarà obbligatorio mantenere una distanza di sicurezza di un metro dagli altri, tranne che per i conviventi.

La mia palestra riaprirà?

No, al momento saranno ancora sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Potrò andare dal parrucchiere?

Non ancora. I parrucchieri e barbieri, con rigidi protocolli, potranno riaprire il 1° giugno.

Il 4 maggio riapriranno tutti i negozi?

No, i negozi potranno riaprire dal 18 maggio rispettando le misure di distanziamento.

Potrò andare a vedere una mostra?

Non ancora. I musei e le mostre riapriranno il 18 maggio, con un contingentamento degli ingressi. Resteranno al momento chiusi invece cinema e teatri.

Potrò andare al ristorante?

Non ancora. Dal 4 maggio alcuni ristoranti si potranno organizzare per vendere cibo da asporto, che potrà essere consumato a casa o in ufficio. I ristoranti, con le opportune misure di distanziamento, dovrebbero poter riaprire il 1° giugno. La Federazione italiana pubblici esercizi ha approvato un protocollo che prevede: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione.

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