Coronavirus, secondo il quotidiano The Independent il governo valuterebbe l’autoisolamento dei passeggeri dei voli provenienti dall’estero

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Coronavirus, secondo il quotidiano The Independent il governo valuterebbe l’autoisolamento dei passeggeri dei voli provenienti dall’estero

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Mentre le compagnie aeree iniziano a prepararsi ad aumentare i voli in Europa e nel mondo (ammesso che un lockdown affettato non porti a funeste conseguenze), il governo sta pianificando di imporre rigide restrizioni a chiunque arrivi in Gran Bretagna.

Lo riferisce il quotidiano londinese The Independent il quale precisa che attualmente il Regno Unito è una delle poche nazioni che non applicano screening per il coronavirus all’arrivo. In linea con i consigli del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, non ci sono controlli di temperatura negli aeroporti, ma i passeggeri ricevono consigli su cosa fare nel caso si manifestino i sintomi del Coronavirus.

C’è da considerare che moltissimi paesi del mondo hanno un tasso di infezione inferiore a quello del Regno Unito, ma considerando l’aggravarsi della situazione nel Paese, per i voli aerei  il governo britannico prevede di introdurre un regime simile a quello in atto a Singapore e in Australia, magari non in modo così rigoroso.

Infatti a Singapore da qualunque parte del mondo provengano, i passeggeri dei voli aerei devono trascorrere due settimane in “una camera d’albergo o un alloggio  fornito dal governo”. 

L’obiettivo è quello di concedere il tempo necessario allo sviluppo di qualsiasi sintomo per cui lasciare la stanza prima dei termini prevede una pena detentiva fino a sei mesi. In Australia, gli hotel degli aeroporti vengono invece utilizzati per mettere in quarantena gli arrivi per 14 giorni.

Il piano del Regno Unito , secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano, obbligherebbe i passeggeri del trasporto aereo, marittimo e ferroviario a specificare l’indirizzo dove intendono trascorrere le prossime due settimane. Le autorità effettuerebbero controlli a campione per garantire che i viaggiatori si trovino all’indirizzo registrato.

Attualmente l’aeroporto di Heathrow prevede una caduta del traffico del 90% e pertanto chiuderà metà dei suoi terminali e la terza pista. Il crollo del turismo è già in atto e le compagnie low cost vorrebbero riprogrammarsi per giugno, con molti dubbi, ma  se qualcuno va in vacanza all’estero o per vedere i propri cari misure così restrittive  farebbero ulteriormente precipitare la domanda.  

L’aeroporto di Heathrow ha richiesto un accordo standard internazionale sulle precauzioni sanitarie. Un portavoce di Heathrow ha dichiarato: “Stiamo già lavorando con l’industria aeronautica e le autorità di regolamentazione, qui e in altri paesi, per stabilire la necessità di uno standard comune e cosa questo potrebbe comportare”.

Il governo del Regno Unito ha ripetutamente affermato che i controlli della temperatura, in particolare, sono inefficaci, ma vuole una formale e urgente conferma dagli esperti.

 In un sondaggio su Twitter con oltre 2.000 risposte condotte per The Independent, solo il 22% ha dichiarato che era troppo tardi e che il Regno Unito dovrebbe rimanere aperto, l’opzione “testa tutti all’arrivo” ha ricevuto  il 35% dei consensi favorevoli, mentre il restante 8% era a favore della chiusura dei confini del Regno Unito.

La dott.ssa Margaret Harris, epidemiologa riconosciuta dal governo, ha dichiarato alla BBC : “Personalmente viaggerei a livello nazionale piuttosto che all’estero semplicemente perché si eviterebbe la re-importazione del virus da altri Paesi e comunque non vorrei trovarmi bloccata all’estero” . Quindi secondo l’illustre scienziata,  il meglio della prevenzione sarebbe rappresentato (scriviamo noi)   non solo dalla  Brexit, ma meglio ancora da una sorta di Worldexit insclusi i paesi del Commonwealth, ovviamente. Che poi si possa anche arrivare ad un accordo internazionale sui voli aerei manco a parlarne.Quando in principio, al comando del Cielola Britannia sorse dall’azzurro oceano, questa fu la creazione del paese,

e gli angeli custodi cantarono questa melodia”. Tiè,  dall’inno “rule, Britannia”. 

Giuliano Longo

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