Coronavirus dal 4 maggio si riparte e si riapre, ma “adelante Pedro….con juicio”

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Coronavirus dal 4 maggio si riparte e si riapre, ma  “adelante Pedro….con juicio”

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Manca poco più di una settimana al graduale sblocco del lockdown che non vorrà certo dire “tana liberi tutti”  perché il Coronavirus circola fra di noi in misura maggiore al nord e soprattutto continua ad ammazzare non solamente i vecchietti. Nel frattepo si susseguono cabine di regia, gruppi di lavoro nazionali e locali per determinare le regole che comunque manterranno come pilastri essenziali: il distanziamento sociale l’uso di protezioni non limitate solo, nelle forme più efficaci, agli operatori sanitari e alle forze dell’ordine, ma anche a noi comuni mortali destinati a girare in maschera per molto tempo ancora. 

Un’apertura lenta e graduale  per evitare rischi e contagi di ritorno, ma dal 4 maggio ci adatteremo anche al mutamento di stili vita, di abitudini  soprattutto per i consumatori poiché certe attività  commerciali vengono considerate a rischio nel limitare seriamente il distanziamento sociale. 

 Per questo l’Istituto Superiore di Sanità detta regole per le quali se si ha la febbre non si deve andare a fare la spesa  e comunque anche se si è sani toccherà sempre mantenere la distanza di un metro l’un dall’altro, mentre altri parerei scientifici e prassi imposte in altri Paesi, prevedono la distanza minima di due metri. In ogni caso si dovranno sempre indossare mascherine e guanti. Ma vediamo nel dettaglio.

a) il personale del commercio addetto dovrà rigorosamente attenersi a regole di igiene personale, prassi peraltro consigliata a tutti noi anche nel reclusorio domestico. 

b) proprio per mantenere le distanze e verificare le misure di sicurezza adottate dall’utenza,  l’ingresso agli esercizi commerciali verrà regolato, come d’altronde succede ora, in ambienti sanificati e puliti almeno due volte al giorno, prima dell’apertura e dopo la chiusura.

c) all’ingresso degli esercizi dovranno essere disponibili dispenser di sapone igienizzante ed eventualmente mascherine ove ne venga fatta richiesta dal cliente che non se sia provvisto .

d) i negozi di abbigliamento, che dovranno igienizzare i camerini di prova e più in generale . alle casse dovrà esserci il gel disinfettante. La merce provata dovrà venire igienizzata, anche se gli esercenti protestano perché temono di rovinare i capi di vestiario. Alcune catene propongono di prenotare in rete l’abito richiesto e andarlo a ritirare in loco. Tanto vale farselo mandare da Amazon. 

Sin qui il commercio che, nonostante si sia passati nei millenni dall’homo sapiens all’homo consumptor, non rappresenta (per fortuna) il solo vivere di noi comuni mortali, ecco allora le atre regole che governeranno la nostra socialità. 

a) dal 4 maggio più o meno gradualmente  riapriranno i parchi, con ingressi contingentati e controlli per evitare assembramenti.

b) per i trasporti mascherine obbligatorie sui mezzi pubblici o comunque di pubblica utenza compresi i taxi, forse anche  tariffe diverse a seconda dell’orario di autobus, treni e metro, ingressi con «sensi unici» da stazioni e aeroporti. 

c) la ristorazione è la più colpita dal forzato confinamento della gente  e probabilmente sarà uno dei settori che riaprirà metà di maggio dopo i bar. Anche in questi esercizi camerieri con guanti e mascherine obbligatorie, distanziamento e contingentamento dei tavoli, con possibilità di utilizzare maggiormente gli spazi pubblici antistanti. 

d) per i ludopatici e gli appassionati della materia riprenderanno Lotto e Superenalotto con le estrazioni che verranno effettuate «nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie»,anche perché, ad essere malevoli, con il disastro finanziario che incombe sul nostro Paese, questa sarà una fonte di reddito certa per lo Stato.

e) l’11 maggio, ma in proposito esistono diverse scuole di pensiero, potrebbero aprire anche istituti di bellezza e parrucchieri dove il contatto fisico è molto ravvicinato , di piscine e palestre manco si parla, accontentatevi dei parchi.

d)  l’11 maggio terminerà anche la sospensione delle udienze civili e penali nei tribunali. L’altra novità sarà la libertà per gli uffici pubblici di aprire anche il sabato sempre per i servizi indifferibili, anche se viene incentivato il lavoro da casa che nella PA coinvolge  3,2 milioni di addetti dei quali il 2,5 sono già in «lavoro agile» da casa. 

Ovviamente c’è poi tutto il grande comparto produttivo di fabbriche uffici servizi e agricoltura le cui regole, in concertazione con le parti sociali, verranno fissate dal Governo entro pochi giorni. Con la riserva che (nonostante l’intemperanza di Zaia che vuole aprire prima e più di quanto potrebbe essere consentito) che in caso di re-impennata dei contagi sprofonderemmo ancora nel tunnel del lockdown. 

E allora altro che immunità di gregge che ancora oggi qualcuno auspica in giro per il mondo, altro che disinfettanti per endovena come auspica Trump, perché il gregge rovinerà nel baratro insieme ai pifferai che lo guidano.

Giuliano Longo

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