Coronavirus: per il Los Angeles Times la clorichina antimalarica mette a rischio i pazienti vittime della pandemia

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Coronavirus: per il Los Angeles Times la clorichina antimalarica mette a rischio i pazienti vittime della pandemia

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Ricorderete come nei giorni scorsi da più parti venisse lanciata l’ipotesi che i farmaci anti malarici potessero avere efficacia nel trattamento delle patologie da Coronavirus, al punto che il presidente USA Dulcamara Trump ne aveva vantato pubblicamente gli effetti per suffragare la sua posizione del “riapriamo tutto e subito”.

A gettare acqua sul fuoco di questa ipotesi è intervenuta con un articolo  sul Los Angeles Times di  MELISSA HEALY la quale scrive senza troppi peli sulla lingua: « i farmaci contro la malaria propagandati dal presidente Trump come potenzialmente “i più grandi cambiamenti nella storia della medicina” hanno ricevuto una valutazione decisamente più sobria del loro potenziale di lotta contro il Coronavirus da ricercatori in Cina, Francia e Brasile». Parliamo della  clorochina e della idrossiclorochina che avevano mostrato segni di contrasto per alleviare alcuni dei sintomi caratteristici dell’infezione  in pazienti ricoverati in ospedale con COVID-19. 

Ma, siccome la scienza magari va un po piano rispetto alle esigenze economico/sociali e politiche ma alla fine ci arriva, risulta che  questi farmaci dopo essere stati testati  con rigorosi studi di ricerca, non sono riusciti  a fornire miglioramenti rispetto ad altre misure adottate.

Il quotidiano della California cita la ricerca condotta in Francia (di cui scrivemmo recentemente citando un articolo di Le Monde) secondo la quale l’idrossiclorochina non ha ridotto  i decessi e i ricoveri in unità di terapia intensiva tra i pazienti cui è stata somministrata. In uno studio condotto in Cina e in un altro in Brasile, risulta che i due farmaci non sono riusciti ad aiutare i pazienti e tantomeno a liberarli  dall’invasività del Covid-19.  In Brasile, dove il presidente Bolsonaro continua a paragonare la pandemia ad una influenza un po più grave (bontà sua), nel corso del trattamento si sono verificati decessi, eruzioni cutanee e   problemi cardiaci tra i pazienti che hanno ricevuto una dose elevata di clorochina, tanto che i ricercatori hanno interrotto la sperimentazione sul farmaco nella sua versione extra-strong.

“La mia impressione finora è che questi farmaci siano un colossale FORSE “, ha detto al Los Angeles il dott. Michael H. Pillinger, professore di medicina presso la New York University e capo di reumatologia presso il New York Harbor Healthcare System dei Veterans Affairs, aggiungendo che è rimasto deluso dalle sperimentazioni effettuate. 

Più specificamente nella sperimentazione brasiliana due dei 37 pazienti che stavano assumendo alte dosi di clorochina hanno sviluppato tachicardia ventricolare, una pericolosa aritmia cardiaca che li ha portati alla morte. Altri cinque pazienti trattati hanno sviluppato un prolungamento dell’intervallo QT, una condizione che rende il sistema elettrico del cuore più lento e irregolare con il rischio di morte. 

Il bilancio delle vittime tra i pazienti che sono stati trattati in modo casuale con la  clorochina ad alte dosi non è aumentato rispetto ai pazienti che non hanno ricevuto il farmaco. Ma i ricercatori avevano pensato di utilizzare  la clorochina in  alte dosi per salvare delle vite e visti i risultati hanno concluso che i rischi di effetti collaterali cardiaci erano troppo pericolosi. 

“I risultati preliminari suggeriscono che il dosaggio più elevato di clorochina non dovrebbe essere raccomandato per il trattamento con COVID-19 a causa dei suoi potenziali rischi per la sicurezza dei pazienti”, hanno scritto gli autori dello studio in un rapporto pubblicato giovedì scorso su MedRxiv, dove sono stati messi a confronto i risultati della ricerca preliminare.

Dopo i due decessi gli altri 39 pazienti, sono passati a una dose più bassa di clorochina, che era già stata testata in altri 40 pazienti, anche se tutto verrà tracciato per altri 13 giorni con risultati ancora da raggiungere.

Dubbi sui rischi della clorichina antimalarica sono stati avanzati anche in Italia da molte parti scientifiche e cliniche, mentre  si stanno già testando altre terapie (oltre a quelle classiche per le polmoniti virali gravi, ma non da Covid-19) quali quelle antiretrovirali per il trattamento dell’AIDS. 

Quello che deve confortare è che migliaia di ricercatori nel mondo sono impegnati  per sconfiggere la pandemia in un confronto continuo di esperienze e risultati.  Di qui l’insensata decisione del presidente Trump che ha tagliato i fondi all’OMS che, pur con tutti i suoi limitati poteri e i ritardi nell’individuazione della diffusione del virus, rimane l’unica organizzazione sovra nazionale e intercontinentale in grado di contribuire a vincere una battaglia che si preannuncia lunga e rischiosa.

Giuliano Longo 

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