Titoli petroliferi in calo: cosa sta succedendo al greggio?

0
Titoli petroliferi in calo: cosa sta succedendo al greggio?

ARTICOLI IN EVIDENZA

Il coronavirus non è l’unico evento che sta seriamente cambiando il corso dei mercati. All’emergenza sanitaria si aggiunge un altro storico contesto: quello del petrolio, in cui enormi interessi internazionali sono entrati in conflitto tra loro.

Questo sta pesando non poco sui titoli petroliferi. Ecco che cosa sta succedendo e a che cosa gli investitori devono rimanere attenti: se ti interessa l’argomento, trovi un approfondimento sul sito di Webeconomia in cui la situazione viene spiegata nel dettaglio.

Una situazione scomoda su più fronti

C’è da stupirsi di come tutto questo sia successo proprio nel bel mezzo della peggiore crisi epidemiologica nella storia recente dell’umanità. Un conflitto di interessi tra Russia, Stati Uniti e Arabia Saudita che ha portato al collasso del valore del greggio.

Tutto inizia con l’emergenza sanitaria in Cina, che ha drasticamente ridotto la domanda locale di petrolio. Non solo: sono calati a picco anche gli ordinativi di automobili, le compagnie aeree hanno dovuto interrompere l’attività ed il trasporto di merci ha rallentato bruscamente.

Prima ancora che la situazione arrivasse a toccare tutto il mondo, questi fattori avevano già portato ad una contrazione importante della domanda di petrolio. Di conseguenza, ci si aspettava che il cartello OPEC rispondesse con un taglio alla produzione.

Il vertice OPEC+, con la Russia inclusa, si è riunito per decidere sul da farsi. Ma contro ogni previsione, proprio i russi hanno deciso di non effettuare tagli alla produzione e di aumentare addirittura l’estrazione di barili di petrolio.

I prezzi del greggio sono diminuiti ulteriormente: se l’effetto della pandemia in Cina li aveva portati a circa 40$ per barile, dopo il vertice si è passati a meno di 35$. Ma gli altri Stati appartenenti al cartello, prima fra tutti l’Arabia Saudita, non potevano adeguarsi ad un simile affronto.

Il tiro mancino della Russia ha voluto rappresentare una rivincita ai danni degli Stati Uniti. Lo shale oil americano, estratto dalle rocce, ha infatti costi di estrazione decisamente superiori a quelli del resto del mondo. Aumentando la produzione per far contrarre ulteriormente il prezzo del barile, la Russia ha tagliato fuori dal mercato le aziende americane che sono state costrette a sospendere la produzione.

La contromossa dell’Arabia Saudita

Malgrado non siano i giacimenti più grandi al mondo, quelli arabi permettono il minor costo di estrazione in assoluto. Decisamente inferiore a quello russo, ad esempio.

Proprio in virtù di questo, i Sauditi si sono sempre comportati da leader indiscussi del dibattito nei vertici OPEC. Anche stavolta non hanno mancato di ristabilire la propria autorità, ribattendo colpo su colpo per tagliare le gambe alle aziende russe e costringerle a loro volta a sospendere la produzione.

Ci sono diverse motivazioni che si possono leggere in questa risposta:

  • Prima di tutto, è un messaggio di amicizia agli alleati storici americani;
  • In secondo luogo, è un esempio di cosa voglia dire provare a dettare legge all’interno del cartello OPEC;
  • Da ultimo, con questo gesto si è dimostrato ancora una volta che l’Arabia Saudita è il vero decision maker mondiale sulle controversie petrolifere.

Dopo l’intervento saudita, il prezzo è sceso per la prima volta al di sotto dei 30$ dal 2003 ad oggi. Nessuno al mondo riesce a mantenere profittevole l’estrazione a questi prezzi, se non la stessa Arabia Saudita.

Per quanto fosse necessario rispondere al gesto russo, comunque, la situazione attuale non giova comunque nemmeno ai sauditi. Non è una situazione sostenibile per più di qualche mese, per nessuno degli attori coinvolti.

Conseguenze e scenari possibili

In questo momento, nessuna delle nazioni coinvolte nell’estrazione di petrolio sta vivendo un momento felice. Vuoi per il virus, vuoi per i problemi del greggio:

  • Negli Stati Uniti si tema una bancarotta di massa per le aziende coinvolte nell’estrazione di shale oil;
  • In Russia si arriverà presto alla stessa situazione, così come in Ecuador e in altre regioni dove viene estratto il greggio;
  • In Medio Oriente, l’unico epicentro mondiale per l’estrazione del petrolio, la situazione non è comunque migliore: i margini bassi rendono difficile la realizzazione dei piani economici nazionali.

Dobbiamo tenere a mente che la produzione di petrolio saudita è in mano all’Aramco, un’azienda triliardaria posseduta dallo Stato. Negli ultimi anni questa azienda è stata cruciale, con i suoi profitti, per poter finanziare i piani di espansione dell’economia locale.

Sapendo che il petrolio non durerà per sempre, l’Arabia Saudita sta cercando di far pivotare la sua economia: da un mero produttore di materie prime a una sviluppata nazione ricca di servizi e di turismo. 

Ma tutto questo non succede da un giorno all’altro: sono necessari investimenti molto importanti in aziende, infrastrutture e sgravi fiscali per attirare sedi di multinazionali. Tutte cose che vengono più facili quando l’Aramco può mandarle avanti. Con i margini così ridotti, non sarà possibile mantenere lo stesso livello di investimenti: una situazione che, in fin dei conti, non giova nemmeno all’Arabia Saudita.

Ora bisognerà osservare le conseguenze di tutto questo. Il dialogo, prima o poi, farà tornare le diverse nazioni sulla loro strada e farà ripartire il mercato. Ma prima dovrà tornare la domanda, che rimarrà ai minimi storici finché il virus terrà in casa circa metà della popolazione mondiale.

È SUCCESSO OGGI...

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, un uomo e una donna nei guai

0
E’ il 20 giugno u.s., quando gli agenti della squadra anticrimine del commissariato San Basilio, diretto da Agnese Cedrone, dopo una lunga e complessa attività d’indagine, hanno sottoposto a fermo di Polizia...

ATAC, SERVIZIO SUPERFICIE IN CRESCITA PRIMO TRIMESTRE 2020

0
"Il servizio di superficie di Atac ha avuto una crescita nel primo trimestre del 2020, nonostante il brusco calo della produzione imposto dalle norme anti-Covid. Nei primi due mesi dell'anno, prima quindi...

Lazio, in vista una legge sui tattoo. Non potranno venir praticati ai minori senza...

0
Camilla Mozzetti su "Il Messaggero" di oggi pubblica una notizia che getterà nello sconforto su centinaia di teenagers e forse anche sui loro padri e madri perché a Roma, il mercato del tatuaggio è...

Rifiuti e sterpaglie in fiamme in zona di Roma Nord

0
Sterpaglie e rifiuti in fiamme in zona Boccea, a Roma. Sul posto 5 mezzi dei vigili del fuoco, un'autobotte e il funzionario di turno, oltre alla Protezione Civile. I mezzi stanno confluendo...

Roma, fa shopping gratis in un negozio. Bloccato dalla Polizia di Stato con ancora...

0
M.M., queste le sue iniziali,  si aggirava con fare ambiguo tra le corsie di un negozio di abbigliamento, prendeva diversi capi ed entrava nei camerini e, dopo aver tolto l’antitaccheggio con una...