Test Covid 19, “il business” dei privati a Roma

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Test Covid 19, “il business” dei privati a Roma

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Dai 70 ai 100 euro per il prelievo in sede, fino a 150 euro per quello a domicilio. Sono questi i prezzi nell’area romana di un test per il Coronavirus, una delle analisi più ricercate e al centro di una polemica.

Secondo l’assessore regionale D’Amato sarebbe in fatti “un business immorale”.

“La cosa veramente immorale e’ che nel Lazio i tamponi non vengano fatti ai medici, agli infermieri, ai malati con sintomi da Covid-19 e alle persone a rischio contagio perche’ in contatto con altre risultate positive”. Cosi’ Stefano Parisi, consigliere regionale del Lazio, rispondendo all’assessore D’Amato il quale ha affermato nel pomeriggio che i test sierologici rischiano di essere solo un business per i privati.

“Una persona con i sintomi del Coronavirus che deve aspettare un mese per avere un tampone, cosa deve fare se non rivolgersi ai laboratori privati per essere supportata?- prosegue Parisi- La cosa assurda che si sta verificando nel Lazio e’ che ci vuole un mese per avere un tampone anche se si e’ positivi. La terapia dell’idrossiclorochina viene somministrata solo a chi risulta positivo al tampone, cosicche’ chi ha sintomi e non puo’ fare il tampone, non puo’ curarsi con gli antinfiammatori, e ha maggiori probabilita’ di avere problemi polmonari gravi per i quali e’ necessario il ricovero. La Giunta Zingaretti sta affrontando questa emergenza senza avere una strategia per circoscrivere il contagio. Si e’ solo concentrata sull’apertura di posti di terapia intensiva, invece di testare i postivi, geolocalizzarli, proteggere le persone a rischio e dare l’opportunita’ ai medici di famiglia di curare i pazienti a casa. Di questo passo- conclude- e’ impossibile pensare che il 3 maggio si possa aprire qualunque attivita’ economica”.

“Ci stiamo confrontando con la Regione, non abbiamo preclusioni”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi intervistata a ‘Centocitta” su Radio1, interpellata in merito alla possibilita’ di effettuare il test sierologico ai dipendenti comunali prima di farli rientrare al lavoro in ufficio.

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