Coronavirus, diocesi Roma: ripensare a nuova catechesi

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“Nessuno di noi ha mai vissuto una Pasqua cosi’ povera di liturgia e di segni della festa. Eppure, sappiamo per fede che e’ la Pasqua che il Signore ha voluto per noi. Sembra che quest’anno tutta l’Italia, credente e non credente, sia stata costretta a vivere la Quaresima, il tempo austero della privazione. Raramente capita di vivere un’esperienza collettiva cosi’ forte, che coinvolge tutti indistintamente”. Inizia cosi’ la lettera che l’Ufficio catechistico diocesano di Roma ha scritto a tutti i catechisti.
Il direttore don Andrea Cavallini, la responsabile del catecumenato suor Pina Ester De Prisco, e i collaboratori Maria Teresa e Domenico firmano la missiva che da’ indicazioni pratiche sulla “catechesi in questo tempo” e “su cosa puntare”.

A tutti, scrivono, “chiediamo di fare attenzione a due atteggiamenti estremi, che sono da evitare:
quello di non fare nulla e quello di fare troppo. Qualcuno potrebbe prendere questo tempo come una ‘vacanza’. Qualcun altro potrebbe, al contrario, cercare di trasferire totalmente in forma digitale quello che e’ un normale periodo di catechesi in parrocchia, lasciandosi prendere dalla frenesia delle attivita’, proponendo in continuazione spunti, preghiere, video, pagine da leggere o riempire, ecc., rischiando di intrattenere piu’ che educare”.
“La catechesi – si legge ancora – non e’ un’attivita’ o una somma di attivita’, ma una relazione educativa nella fede, una relazione di guida e fraternita’ con le persone che vi sono affidate. Questa che stiamo vivendo e’ certamente una grande occasione di conversione e di evangelizzazione. Potete aiutare le persone a leggere con occhi cristiani questo tempo particolare. Potete aiutarli ad ascoltare se stessi, il cuore, lo Spirito, rileggendo l’esperienza che vivono restando a casa.
Potete aiutare qualcuno a imparare a pregare, a leggere la Scrittura o a fare gesti di semplice carita’. Nel venir meno dell’ordinario abbiamo tutti tanto da scoprire del nostro rapporto con Dio”.
L’invito e’ quindi a cogliere questo tempo anche come un’occasione propizia per rivedere alcuni aspetti della catechesi: “Sarebbe davvero miope, come cristiani e come uomini, vivere questo tempo semplicemente aspettando che passi, nell’attesa di riprendere a vivere come vivevamo prima. Per quel che riguarda la catechesi, sarebbe triste perdere l’occasione di ripensarla”.

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