Apertura, librai romani divisi:scelta avventata o opportunità?

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Apertura, librai romani divisi:scelta avventata o opportunità?

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Favorevoli e contrari alla riapertura.
E’ un fronte spaccato quello delle librerie indipendenti alle prese con il riavvio anticipato dell’attivita’, una decisione assunta dal governo con il Dpcm del 10 aprile ma di fatto bloccata o rinviata da alcune Regioni. “Secondo me e’ stata una decisione avventata”, dice Luca Possenti, che a Roma gestisce la libreria ‘Pagina 272’ di via Salaria e che lamenta l’assenza di soluzioni concrete ed efficaci aiutare il settore.
“In un periodo ancora di emergenza – dice Possenti bocciando la scelta governativa, poi rinviata nel Lazio dal 14 al 20 aprile – in cui siamo in quarantena, la trovo una cosa simbolica e un po’ populista. E comunque avrei riaperto ma con orari ridotti, tre ore di mattina”. Per il libraio l’annuncio di una riapertura sembra quasi un modo per dire “siamo fichi e pensiamo alla cultura”, mentre si sarebbe dovuto invece aiutare diversamente le attivita’, soprattutto quelle piccole e indipendenti, sovvenzionando strumenti che sono stati messi in piedi nelle ultime settimane.

‘Pagina 272’ aderisce al progetto ‘Libri da Asporto’, creato grazie a un fondo istituito da alcuni editori librerie indipendenti. “Se volevano aiutarci, visto che l’iniziativa sta funzionando, potevano fare ad esempio – spiega Possenti – degli accordi con i corrieri.
Questo deve valere anche per il futuro, per fa si’ che le librerie sopravvivano ai negozi online che non mettono spese di spedizione o sono ridotte, per aiutarci a fare spedizioni.
Potevano sovvenzionare il fondo e consentire di andare avanti con il lockdown in maniera adeguata. Ora i fondi si stanno esaurendo”.
E’ sulla stessa linea anche Davide Manni, che a Roma gestisce la libreria ‘Trastevere’. “Dopo una riunione con i soci – racconta – avevamo deciso comunque di non aprire questa settimana. Non eravamo pronti a rendere i locali disponibili dal punto di vista igienico-sanitario. Non avendo avuto la possibilita’ di organizzarci, ci siamo impegnati a fare le spedizioni con le consegne a domicilio a chi ne faceva richiesto. Stiamo continuando con questa modalita’ che al momento ci sembra la piu’ salubre sia per noi che i clienti. In un contesto come quello attuale ci sembrava un po’ prematuro far uscire le persone per farle venire in libreria e organizzarsi per le visite. Tra l’altro – continua – considerando le restrizioni vigenti, non ci sarebbe stato un afflusso di clienti come in una situazione normale”.

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