Didattica a distanza, lo sfogo di una mamma: “Ripensiamola”

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Didattica a distanza, lo sfogo di una mamma: “Ripensiamola”

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“Sono un mamma, ho cinque figli (dai 3 ai 16 anni) e mi trovo, da un mese, a ricoprire i ruoli piu’ disparati necessari al benessere ed all’equilibrio della mia famiglia”. Inizia cosi’ lo sfogo di Sarah, alle prese con i problemi della didattica a distanza e dello smart working. Per lei, infatti, come per molti altri genitori, e’ difficile stare dietro alle lezioni online dei propri figli e conciliare anche il lavoro e le necessarie faccende domestiche. Per questo, a un mese dalla chiusura delle scuole per l’emergenza coronavirus, la mamma propone una modello di didattica piu’ flessibile.
“Non si puo’ prescindere dal fatto che non tutti hanno in casa i mezzi per seguire la didattica a distanza (portatile, webcam, connessione, stampante). Non si puo’ prescindere dal fatto che l’uso delle tecnologie per i bambini di primaria vada affiancato alla presenza di un adulto- scrive la mamma- Non si puo’ prescindere dal fatto che molti genitori lavorano sia fuori casa che in smart working, e non possono dedicare mezza giornata ai compiti, anche perche’ sarebbe l’unico tempo trascorso con i figli”. Impegni a cui si somma l’assistenza didattica ai figli piu’ grandi e le interminabili file per la spesa.
La proposta di Sarah, quindi, e’ quella di una “didattica piu’ snella ed intuitiva ripensata ad hoc per far fronte al momento senza aggravare la situazione- prosegue la mamma nella lettera- imporre una didattica pesante sfocia inevitabilmente in nervosismo del genitore e frustrazione del bambino che si sente sopraffatto da tutto e dalle pressioni di richieste mosse da chi viene chiamato a ricoprire un ruolo che non e’ il suo (il genitore-docente), oppure nella rinuncia totale da parte del genitore oberato dalla situazione e relativa frustrazione del bambino preoccupato dal confronto con gli altri compagni che invece vanno avanti”. Rimodulare l’esercizio mentale dei bambini, quindi, proponendo altre attivita’ che possano farli vivere questo momento in maniera piu’ serena, ed evitare che il genitore si sostituisca in toto alla figura dell’insegnante.

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