Zingaretti: «La fine del blocco solo sulla base di certezze scientifiche»

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Zingaretti: «La fine del blocco solo sulla base di certezze scientifiche»

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Dopo oltre 20 giorni di isolamento e degenza domiciliare Zingaretti si è presentato in conferenza stampa in forma, anche se ha sottolineato che continuerà a mantenere tutte le misure di sicurezza che pure la convalescenza comporta.

Sulla prospettiva dell’epidemia è stato invece molto chiaro stroncando la polemica politica sui tempi della fine del blocco affermando che si può anche pensare al dopo ma che ora le priorità sono la salute dei cittadini e la salvezza di vite umane. “Attendiamo le scelte del governo per un allentamento delle misure di contenimento e il ritorno a un processo di normalizzazione – ha anticipato – ma condivido chi ritiene serio farlo sulla base di una certezza scientifica altrimenti rischiamo di vanificare gli sforzi fatti. Non si scherza con la vita delle persone e quindi sul tema dico ‘nessuna faciloneria’”.

Poi ha reso conto della situazione sanitaria del Lazio chiarendo che ”dopo anni di tagli e passi indietro della sanità regionale (dovuti al commissariamento, ndr) è una fortuna che abbiamo ripreso una stagione di investimenti, di assunzioni e un lavoro di pianificazione con costruzione delle reti di cura”.

Senza questo impegno che ha ricostruito il sistema sanitario regionale – ha precisato Zingaretti – “avremmo avuto una vera catastrofe”. Ora il Lazio entra nella fase 3 dell’emergenza con 200 posti letto Covid e 450 terapie intensive, 1104 assunzioni: 403 medici, 397 infermieri e 304 altri professionisti; inoltre entro la prossima settimana verranno forniti 500 kit di assistenza domiciliare per chi deve affrontare il contagio a casa. 

Per Zingaretti il comportamento degli italiani in questo frangente è stato ammirevole “ora però  – ha aggiunto- nessuna distrazione, nessuna tentazione di abbassare la guardia. Per sconfiggere il virus occorre prima di tutto continuare a mantenere in maniera rigida tutte le misure di sicurezza adottate per limitare i contatti tra le persone e continuare sul distanziamento sociale”. La preoccupazione sulla tenuta del blocco deriva ad esempio dalla constatazione che ieri a Roma c’è stato un record di fermati che rappresentano “una minoranza molto pericolosa”. 

L’assessore alla sanità Alessio D’Amato ha poi fornito i dati aggiornati sulla diffusione e gli effetti del contagio ricordando che ad oggi nel Lazio i casi confermati sono stati 3.095 (1.1.27 ricoverate e 1.342 in isolamento), 291 guariti, 162 decessi, mentre 173 persone sono in terapia intensiva. I dati confermano una minore incidenza a Roma e una maggiore nelle aree della provincia dove hanno pesato i casi relativi alle case di riposo. “Ma – ha aggiunto – il sistema sanitario regionale ha fatto uno sforzo straordinario con 5 Covid Hospital e da oggi è attivo anche il Covid Center al Campus Bio-medico”.

Infine, l’assessore ha ribadito l’intenzione di effettuare test sulla popolazione: “Quando saranno validati i test che stiamo sperimentando, allo Spallanzani e a Tor Vergata, li inizieremo perchè pensiamo possano portare beneficio per capire come si è diffuso il virus, e quindi prendere le misure necessarie”, ma in primo luogo dovranno essere fatti sul personale sanitario anche se a livello nazionale il Lazio è al quarto posto per numero di tamponi.

Nel corso della conferenza stampa telematica è stato sollevato il problema delle RSA e delle case di riposo per anziani che hanno inciso notevolmente sul numero dei contagi e dei decessi, per questo l’assessore ha detto chiaramente che ”quando usciremo da questa emergenza dovremo ripensare completamente l’attività delle Case di riposo, che non fanno parte del sistema sanitario regionale, ma vengono autorizzate dai Comuni. È un problema serio perchè spesso vengono ospitati anziani non autosufficienti che non ci possono stare”. 

Altro problema riguarda le navi da Crociera che approdano nei porti del Lazio “il meccanismo delle navi da crociera fatto finora non va più bene – ha detto D’amato – e deve essere rivisto perchè non si può pensare di scaricare su Roma o sui Comuni limitrofi, come Fiumicino ad esempio, tutti i passeggeri che devono ripartire. Vorrà dire che resteranno sulle navi fino a quando non saranno pronti i piani di volo. Una volta pronti, a quel punto, potranno andare subito in aeroporto. Ma non si può pensare di allocare per giorni o per settimane intere centinaia di persone provenienti da vari Paesi del mondo che si vanno ‘positivizzando’. Chi sta sulle navi faccia la quarantena sulle navi”, ha concluso. 

Infine un riferimento al sabotaggio del sistema informatico del San Camillo. Non si è trattato di un attacco di haters come, ha rivelato, era stato tentato giorni fa sul sistema telematico dello Spallanzani, ma di un danneggiamento vandalico vero e proprio: “Hanno rotto, divelto e staccato i cavi, hanno danneggiato l’elaboratore che era e deve essere il cuore del laboratorio Covid del San Camillo”, si è quindi augurato che le indagini in corso dei carabinieri giungano rapidamente alla individuazione dei criminali. 

Giuliano Longo

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