ADDIO A FRANCESCO STRANGIO, REGISTA CORAGGIOSO E ALL’ AVANGUARDIA DELL’EDITORIA DEL LAZIO

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ADDIO A FRANCESCO STRANGIO, REGISTA CORAGGIOSO E ALL’ AVANGUARDIA DELL’EDITORIA DEL LAZIO

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Ci ha lasciati oggi, a 68 anni appena compiuti, l’imprenditore Francesco Strangio – per chi scrive un amico e per Cinque Quotidiano, a lungo, anche editore.
Originario della provincia di Reggio Calabria (radici delle quali era fierissimo) è morto dopo oltre una settimana nella quale era rimasto ricoverato in stato di coma, purtroppo subito definito irreversibile dai medici, in seguito a una violenta caduta accidentale.
Giunto a Roma sin da giovane, la sua attività di uomo d’affari è sempre stata legata in particolar modo al mondo della pubblicità e dell’organizzazione di eventi fieristici. 
L’editoria è stata però la vera “passionaccia” alla quale, nel Lazio, ha contribuito in maniera decisa, concreta e profonda.
Negli anni Novanta, infatti, insieme a Peppino Ciarrapico e Paolo Brunori –  rispettivamente scomparsi lo scorso 19 aprile 2019 e l’8 gennaio 2020 (un mondo letteralmente  volatilizzatosi in un solo anno) – ha contribuito fattivamente alla nascita dei numerosi quotidiani della testata Nuovo Oggi. Dalla Sicilia al Molise, da Frosinone ai Castelli dove ho avuto la fortuna di incontrarlo per la prima volta, nella redazione di Nuovo Oggi Castelli.
Giornali di carta che si vendevano in edicola, ora da soli, ora “in panino” con quotidiani nazionali. 
Una cavalcata avvincente in anni che già presentavano le prime criticità per la carta stampata e lungo la quale si fecero spazio tuttavia firme oggi di rilievo in ambito locale e nazionale.
Il consiglio giusto di Francesco non si faceva attendere. Memorabile il suo “t’o dico io-t’o dico…” che qualche volta a noi pestiferi giovani cronisti suscitava persino bonari moti di ilarità.
Però, soprattutto quando si usciva dalla quotidianità che per un giornale si chiama “cucina di redazione”, senza troppi altri aggettivi e molti orari da rispettare, quando cioè c’era modo di confrontarsi sul resto del mondo e della vita, usciva fuori un uomo lungimirante e attento. Mai pavido e incline alle sfide in avanti.
Precursore, amava fiutare – dalla privilegiata prospettiva della stampa – i sommovimenti della politica locale e proprio in nome di uno dei suoi slanci, tutto sommato vincenti, nacque la vera conoscenza tra noi nell’estate del 2004.
La decisione era presa: doveva nascere il primo giornale free press del Lazio. Si sarebbe chiamato Cinque Giorni. Alla guida oltre alla grande esperienza di Giuliano Longo, una giovane direttora, la collega siciliana Claudia Cortegiani, reclutata appunto a fine anni Novanta a Oggi Sicilia e pure chi scrive si ritrovò a soli 22 anni tra i redattori fondatori.
Su quelle colonne abbiamo avuto la ventura di raccontare pagine di cronaca importanti per il territorio. Abbiamo portato alla luce quelli che sarebbero diventati veri e propri scoop come l’inquinamento del fiume Sacco (inchiesta di una giovanissima Eleonora Mattia, oggi consigliera regionale del Lazio) e raccontato, da una  prospettiva orgogliosamente provinciale, anche la scomparsa di Papa Giovanni Paolo II con la successiva elezione di Joseph Ratzinger al soglio pontificio. Momenti epocali.
Dieci anni fa un’altra bella avventura settimanale ci vide fianco a La Città Metropolitana, settimanale di cui mi volle fortemente “direttore responsabile”, la prima volta per me, allora non ancora trentenne, ancora una volta insieme a una redazione di validissimi giovani composta tra gli altri dall’estro di Belinda Boni, responsabile del progetto grafico, poi volata a New York, Daniele Flavi, oggi tra i principali animatori dell’editoria on line ciociara, Enrica Cammarano, già voce di RDS e Chiara Rai, oggi firma del Messaggero.
Un mix sapientemente forgiato dai rapporti e dalla visione di Strangio.
Poi un brutto malanno, da cui Francesco è uscito come un leone e tanti graditissimi caffè, rimasti momenti sempre ricchi di idee e spunti. L’ultimo a fine gennaio dove parlammo tanto, come al solito, di editoria, politica e della nuova, coraggiosa avventura di carta che sto percorrendo sul rinato Riformista. 
Ti seguo, ti seguo…So tutto” mi disse felice salutandomi con la speranza che purtroppo sarà impossibile esaudire di rivederci presto.
Invano ho provato a convincerlo a investire sull’on line. Non era il suo mondo. Non lo appassionava.
Le notizie dovevano essere scritte con l’inchiostro per lasciare una traccia e mantenere la necessaria autorevolezza.
Con quello stesso inchiostro a lui tanto caro oggi lo piangiamo troppo presto. Sempre un passo avanti, come era suo costume. Anche quando a tutti sembrava troppo difficile. 
Mancheranno le sue idee, i suoi sorrisi sotto i possenti baffi, mai venuti meno. E un uomo d’altri tempi che ha sfidato la sorte morendo giovane, senza quindi – amara consolazione –  essere superato dai tempi. Non gli sarebbe piaciuto.  Ciao Francesco, editore, amico. 
 
 
Daniele Priori
 
La redazione di Cinquequotridiano.it, il direttore editoriale Giuliano Longo, il direttore responsabile Carmine Seta, il coordinatore web Stefano Crocco e i collaboratori tutti si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa del caro Francesco.
 

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