A Palestrina il nuovo Covid hospital della provincia

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A Palestrina il nuovo Covid hospital della provincia

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L’ospedale di Palestrina sarà il nuovo covid hospital della provincia di Roma. Il Coniugi Bernardini, in collaborazione con il Sant’Andrea, si affiancherà nella battaglia al Coronavirus alle 5 strutture romane (Spallanzani, Columbus, Casal Palocco, Tor Vergata, Eastman) e agli altri ospedali della provincia (uno per ogni Asl, secondo le prime indiscrezioni). Sarà il primo avamposto a Roma sud nella lotta al  virus, che ieri ha raggiunto nel Lazio la cifra di 1.675 positivi e 95 persone decedute. 

La decisione è arrivata nella giornata di oggi dopo un vertice tra sindaco, autorità regionali e sanitarie dell’Asl Roma 5. Già ieri in una nota a firma del direttore generale Santonocito veniva evidenziata l’impossibilità “tecnica” di riconversione dell’ospedale di Monterotondo, prescelto all’inizio della settimana dall’Asl Roma 5 come sesto covid hospital. 

Sono stati valutati troppo lunghi i tempi di riconversione dell’ospedale eretino e l’attesa non può più essere contemplata in un territorio dove solo ieri è stato scoperto un preoccupante focolaio in una casa di riposo di Nerola.

Da ieri mattina i vertici della Asl Roma-5 hanno preso il controllo della struttura dopo che gli esami epidemiologici avevano confermato la presenza di 56 anziani contagiati tra cui un morto e 16 persone risultate positive al test Covid-19 tra il personale della stessa.

Numeri preoccupanti che hanno accelerato la decisione di queste ore. Molti di questi ospiti, secondo quanto trapelato, arriveranno proprio a Palestrina dove saranno collocati 60 posti letto dedicati al Covid (dato da confermare). Già nel pomeriggio di ieri a Palestrina erano iniziati i sopralluoghi al Coniugi Bernardini per verificare la fattibilità del progetto. Solo in mattinata è arrivato il via libera ufficiale.

In sostanza il Coniugi Bernardini si trasformerà in una struttura specializzata in collaborazione con l’ospedale Sant’Andrea. Arriveranno medici, personale specializzato e macchinari per la diagnosi e la cura.

Ora si attendono le comunicazioni dei vertici regionali e dell’Asl per capire di più i numeri e la portata della riorganizzazione.

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