Il Coronavirus potrebbe infettare il sistema nervoso centrale, un articolo di Le Monde

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Il Coronavirus potrebbe infettare il sistema nervoso centrale, un articolo di Le Monde

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Il quotidiano francese Le Monde cita le considerazioni  del direttore della sanità francese Jérôme Salomon che nella sua relazione di venerdì 20 marzo ha riferito che la perdita dell’olfatto (o l’anosmia) dei colpiti dall’infezione del Covid-19 potrebbe essere uno dei primi sintomi del contagio. Trascurato sin dall’inizio della malattia, questo segno clinico è ora notato in molti paesi e potrebbe essere spiegato dalla capacità del nuovo Coronavirus di infettare il sistema nervoso centrale dei pazienti, in particolare le aree del cervello che elaborano informazioni olfattive.

 

Questa ipotesi è supportata da due recenti articoli di ricerca. Il primo, appena pubblicato da ricercatori cinesi sul Journal of Clinical Virology, si basa su dati acquisiti dal Coronavirus diversi da SARS-CoV-2, studiati  tempo fa; il secondo, pubblicato quasi contemporaneamente sulla rivista Chemical Neuroscience, propone meccanismi d’azione in grado di spiegare questa potenziale facoltà del virus di infettare il sistema nervoso centrale.

 

“L’articolo [dei ricercatori cinesi] è interessante perché si basa su osservazioni cliniche, interpretate usando una sintesi di ciò che sappiamo sul Coronavirus – ha affermato la biologa Christine Prat, del consorzio europeo Virus Archive Global. Tuttavia, resta ancora molto da capire sull’impatto che alcuni virus possono avere sul sistema nervoso centrale, che è un’area molto specifica: il sistema immunitario non può operare lì come altrove nel corpo, poiché deve combattere contro l’infezione evitando di distruggere le cellule neuronali, che non si rinnovano da sole o molto poco”.

 

Il team guidato da Yan-Chao Li (Università di Jilin, Cina) ha riferito di analisi di campioni prelevati nei primi anni 2000 da vittime di SARS-CoV-1, che è molto vicino al nuovo Coronavirus. Questi, spiegano gli autori, “hanno mostrato la presenza di particelle di SARS-CoV-1 nel cervello, dove sono state trovate quasi esclusivamente nei neuroni”.

 

Giuliano  Longo

 

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