Il sepolcro dedicato a Romolo, come è nata la scoperta

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Il sepolcro dedicato a Romolo, come è nata la scoperta

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Una vasca di tufo lunga circa un metro e
quaranta. Accanto, un elemento circolare. Tutto intorno, una
stanza formata da blocchi di tufo. Siamo esattamente sotto la
scalinata di accesso alla Curia, l’antico Senato romano, nel
cuore della Citta’ eterna. Ci avviciniamo al foro scavato dagli
archeologi del Parco del Colosseo. L’emozione cresce. Eccole le
antiche strutture, ecco il sepolcro dedicato a Romolo, il
fondatore della citta’ di Roma.
“È stata un’emozione aver ritrovato intatto lo scavo di
Giacomo Boni, che nel 1900 riscopri’ i monumenti piu’ importanti
della citta’, tra cui il Niger lapis. Per noi- ha detto il
direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo,
che oggi ha mostrato alla stampa internazionale “l’eccezionale
scoperta”- e’ stato inaspettato. Boni non lo interpreto’, lo
descrisse per come lo aveva visto: una cassa o vasca con accanto
un cilindro. Dopo 120 anni- ha aggiunto- abbiamo ristudiato tutta
la documentazione di Boni ed e’ merito dell’archeologa Patrizia
Fortini aver interpretato e capito l’importanza sulla base dei
rilievi di Boni. Abbiamo capito che forse quella vasca poteva
essere un sarcofago e cosi’ abbiamo programmato lo scavo. Per noi
e’ stata una grande sorpresa che abbiamo ricondotto al fondatore
della citta’. Molto probabilmente non e’ la tomba di Romolo- ha
detto ancora Russo- le cui fonti dicono ucciso e fatto a pezzi,
ma pensiamo che debba interpretarsi come cenotafio, luogo di
memoria”.

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