Coronavirus, primi contagi in Italia: “Innalzato il livello di attenzione anche nel nostro paese”

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Coronavirus, primi contagi in Italia: “Innalzato il livello di attenzione anche nel nostro paese”

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Sono 3 i casi di coronavirus accertati in Lombardia. Si tratta di un trentottenne che si trova ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Codogno, in provincia di Lodi, di sua moglie, insegnante e incinta, ricoverata all’ospedale Sacco di Milano, e di un conoscente, anch’egli al Sacco. L’uomo, il cui nome di battesimo è Mattia e le iniziali M.Y.M, è in condizioni gravi, e il suo ricovero a Codogno ha provocato la chiusura del pronto soccorso e di tutti gli ambulatori e una serie di accertamenti diagnostici su tutti i pazienti e il personale.
Nei giorni scorsi, Mattia aveva frequentato un corso di pronto soccorso e aveva giocato una partita a calcetto; a quanto risulta, già una sessantina di persone che hanno avuto contatti sono stati individuati e sono partiti gli accertamenti attraverso i tamponi, e le quarantene. La moglie, che si trova al Sacco, è incinta di 8 mesi e già da diverse settimane non andava a scuola perchè in congedo maternità. L’assessore alla Salute della Regione ha invitato gli abitanti di Codogno a non uscire di casa, mentre un’indicazione più generale riguarda il ricorso al pronto soccorso: si invita tutta la popolazione a evitarlo, e a chiamare il 112. Il primo aggiornamento delle autorità sanitarie locali sarà fatto alle 12.30.

I cittadini di Codogno e Castiglione d’Adda non devono uscire da casa. I due paesi, insomma, rischiano di trovarsi in isolamento. “Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali“, è la richiesta avanzata dall’assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Giulio Gallera dopo la conferma di 3 contagi da coronavirus – marito e moglie e un loro conoscente – residenti nei due paesi del Lodigiano. I sindaci Costantino Pesatori e Francesco Passerini sono stati convocati d’urgenza in Regione per affrontare l’emergenza.

Da parte di Gallera è giunto anche l’invito a “non recarsi in Pronto Soccorso” nel caso in cui si avvertano sintomi riconducibili a virus partito dalla Cina. “Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria – ha spiegato Gallera – è di non recarsi in pronto soccorso, ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio”.

“La situazione è chiaramente cambiata rispetto alla giornata di ieri. Ieri sapevamo che il virus non circolava in Italia, oggi abbiamo il caso di un italiano contagiato in Italia, perchè lui non ha effettuato viaggi in Cina, quindi è un secondo contagio”. Lo ha affermato il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista a RaiNews24. “Sono stati già rintracciati la stragrande maggioranza dei contatti che lui ha avuto – ha assicurato Sileri – quindi adesso i contatti piu’ stretti devono essere valutati”. E poi ha aggiunto: “Abbiamo sempre detto che al momento il virus non circolava in Italia e siamo stati molto fortunati, grazie anche all’opera di contenimento fatta in questo periodo. E’ evidente che era possibile. Ora la nostra forza è la fase due, quel sistema già approntato, cioe’ il contenimento”.

“Ora bisogna capire esattamente quale sia stata la fonte di infezione”. Lo ha detto all’AGI Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, commentando i contagi avvenuti in Lombardia. “Il principale ‘indiziato’ dell’uomo contagiato è il collega che però al momento sta bene e quindi bisogna verificare se sia stato uno di quei casi poco sintomatici in grado comunque di trasmettere l’infezione”, spiega l’esperto che invita a non farsi prendere dal panico.
“Ovviamente si è innalzato il livello di attenzione anche nel nostro paese”, dice. “Bisogna ricordare anche che episodi simili – continua – si sono gia’ verificati in Inghilterra e in Germania e non hanno dato origini a catene di trasmissione importanti proprio grazie all’efficienza dei sistemi di sorveglianza. I sistemi italiani si sono attivati immediatamente. Hanno rintracciato e stanno rintracciando ancora tutti i contatti”.

Aggiunge Maga: “Al momento sembra che la trasmissione sia avvenuta soltanto in ambito di contatti molto stretti. Quindi non è sicuramente ancora il caso di parlare di epidemia, ma solo di un cluster di casi che è sotto attenta sorveglianza”. Le informazioni che abbiamo a disposizione sulla modalita’ di trasmissione del coronavirus sono, secondo l’esperto, piuttosto confortanti. “Globalmente, da un punto di vista epidemiologico, sembra che la maggior parte delle infezione avvenga sempre in condizioni di stretto contatto”, sottolinea. “Quindi è piuttosto improbabile che persone che abbiano avuto contatti a distanza occasionali possano essere stati infettati a loro volta. Ma è una situazione ancora sotto attenta sorveglianza e quindi bisognerà aspettare i prossimi giorni per avere un quadro preciso”, conclude.

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