Teatro Quirino, Liolà di Luigi Pirandello: a colloquio con il regista Francesco Bellomo

0
Teatro Quirino, Liolà di Luigi Pirandello: a colloquio con il regista Francesco Bellomo

ARTICOLI IN EVIDENZA

Sarà in scena sino al 16 febbraio  al Teatro Quirino Liolà con la regia di Francesco Bellomo (classe 1963) che abbiamo incontrato dopo lo spettacolo. Lui si schernisce e ci precisa che il suo vero mestiere è quello di produttore di spettacolo, che dal 1996 ha messo in scena opere importanti come “Uno sguardo dal ponte con Michele Placido”, “Notturno di donna con ospiti” con Giuliana Desio, “La Giara” con Ciccio Ingrassia e due spettacoli con Monica Guerritore. Ma come regista ha diretto fra gli altri anche  “Il berretto a sonagli” di Pirandello, interpretato da Pino Caruso e  “la Partitella” di Giuseppe Manfredi

C’è una contraddizione fra le due professioni, produttore e regista?

In verità sono un attore mancato, ma l’amico scomparso Andrea Camilleri mi fece notare che attori mediocri ce ne sono tanti, organizzatori di spettacolo pochi e questo prezioso suggerimento mi orientò definitivamente verso la produzione. Poi avendo visto come lavorano tanti altri è esplosa la mia passione per la regia che vorrei perseguire perché le cose fatte in casa (regista/produttore) vanno sempre meglio. 

Parliamo ora di Liolà, che è fortemente caratterizzata dalla sicilianità del testo pirandelliano

Il testo è nato in siciliano con la prima interpretazione di Angelo Musco, io ho lavorato quel testo  per renderlo più accessibile con una sorta di traduzione “italiota” tagliando alcune parti. Ad esempio la partecipazione dei bambini in scena, almeno tre, che avrebbero complicato il lavoro con accompagnatori e regole che vanno rispettate per i minori. 

Poi ho rivisitato un po’ i personaggi. Ad esempio zio Simone in questa edizione non è il personaggio del  “filo di fumo” di Camilleri, un ex garzone diventato proprietario di un paese, io invece l’ho fatto diventare una sorta di sindaco, di maggiorente. Poi ho ambientato la scena nel borgo marinaro vicino a Porto Empedocle dove c’è la casa natale di Pirandello che si  affaccia a strapiombo sul mare.

Il tutto con una scenografia, mediterranea, solare e luminosa di un bianco accecante. Inoltre ho rivisitato, più o meno, anche gli altri personaggi, tutti sostanzialmente legati al benessere materiale, anche quello di Mita, moglie di Zio Simone per lo più rappresentato come la moglie sottomessa. Non a caso ho introdotto una mia battuta dove lei dice “Dio sa dove avevo la testa” e Liolà le risponde  “il cuore qua e la testa alle proprietà di Simone”. 

Ne risultano tutti personaggi negativi, attaccati alla roba, mentre Liolà è l’unico ad essere quasi “puro”  col suo fare allegro e scanzonato fra canti e battute, un personaggio positivo che tenta di mettere una toppa alle ingiustizie.

Ma Liolà nel testo pirandelliano è davvero questo? 

Lui è il personaggio che mantiene le caratteristiche originali del testo, gli altri li ho volutamente rappresentare in modo negativo.  

Alla fine lui risulta una vittima sacrificale perché viene accoltellato e ucciso dalla sua amante incinta.

Nel testo originale viene superficialmente ferito, ma ho ritenuto opportuno rappresentare un elemento di epos tragico nella scena finale che è quasi una “pietà” dipinta. D’altra parte avrai notato che tendo a rappresentare le donne come un coro da tragedia greca tentando sempre di creare delle scene con effetti pittorici. 

In questo tuo lavoro c’è anche una parte musicale che ne fa una sorta di musical. 

Certo, ho inserito dei canti originali e la canzone di Lida è stata recuperata da una edizione che venne presentata proprio in un festival delle commedia pirandelliana, mentre le musiche di sottofondo sono state scritte per questa edizione da Roberto Procaccini. 

Così ho voluto alleggerire un testo per renderlo più  gradito alla nuove generazioni che vanno sempre meno a teatro, come se avessi voluto fare un’opera pop, ma utilizzando le stesse indicazioni di Pirandello che già immaginava una commedia piena di canti e di balli. 

Eppure quello che caratterizza Pirandello è il disincantato pessimismo.

Liolà è una delle poche opere pirandelliane nella quale il suo pessimismo viene stemperato da una visione più allegra e solare, anche se fu scritta in un momento di difficoltà creativa per lui, con le prime avvisaglie della malattia della moglie che cominciava a dare segni di squilibrio mentale. 

Parliamo ora del cast dello spettacolo.

C’è un gruppo di attori, tutti siciliani e che mi seguiranno in tournée in tutta la Sicilia e poi Milano, Napoli.

Visto l’attuale successo di pubblico al Quirino, cos’hai in mente per il futuro?

Nella tarda primavera inizio le riprese del mio primo film dal titolo “Non tutto è perduto” fra sogni infranti, speranze e improvvise opportunità, una storia di giovani ispirata alla “Partitella” di Manfredi con Giulio Corso (oggi Liolà) e Alessandra Ferrara (Mita).

Per il teatro farò invece “Fiori d’acciaio”  (Steel magnolias) film cult del 1989 di Herbert Ross con Sally Field, Dolly Parton e Shirley MacLaine e Jiulia Robert ricavato a sua volta da un’opera teatrale che io riprendo.   

Poi ho un progetto assolutamente visionario, cioè quello  di rappresentare sul palcoscenico “The artists” film muto del 2012 in bianco e nero di Michel Hazanavicius, che è una dichiarazione d’amore del regista francese al grande cinema classico e ha vinto una serie infinita di premi. Ebbene vorrei anche renderlo un cult teatrale, se ne avrò la possibilità.

Giuliano Longo 

Liolà cast

Giulio Corso (Liolà) con la partecipazione di ENRICO GUARNERI (Zio Simone)
e con Roberta Giarrusso 
(Tuzza)  Alessandra Ferrara (Mita)
Margherita Patti (Zia Gesa)  Alessandra Falci (La Moscardina)
Sara Baccarini (Luzza)  Giorgia Ferrara (Ciuzza) Federica Breci, Ileana Rigano nel ruolo di Zia Ninfa
E la partecipazione di Anna Malvica (Zia Croce)scene e costumi Carlo De Marino
musiche Mario D’Alessandro e Roberto Procaccini

 

È SUCCESSO OGGI...

Coronavirus, in Serbia le bugie di stato

0
Da Belgrado Antonela Riha per Obc (Osservatorio Balcani e Caucaso, periodico on line) scrive che a più di tre mesi dall’annucio dell’epidemia di coronavirus, in Serbia si registra un drammatico aumento di...

Roma, prosegue la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte della polizia: 13...

0
I poliziotti del commissariato Trastevere hanno denunciato, in stato di libertà, un minorenne che, in Piazza San Cosimato, è stato trovato in possesso di 0.9 grammi di marijuana e 21 grammi di...