Aeroporti di Roma ha già investito 270 milioni per andare a bingo con ampliamenti entro il 2021

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Aeroporti di Roma ha già investito 270 milioni per andare a bingo con ampliamenti entro il 2021

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Il Foglio quotidiano titolava oggi: “I 270 milioni che possono cambiare la mappa degli aeroporti” con particolare riferimento al Leonardo da Vinci di Fiumicino.
La storia dell’ampliamento dello scalo romano è nota, così come nota è la mole degli investimenti pluriennali previsti, ma val la pena di ricordare che si tratta di una delle più grandi opere a livello nazionale già in cantiere. 

Veniamo ai numeri che giustificano la mole degli investimenti: Aeroporti di Roma (Adr) mette sul piatto 270 milioni per costruire un nuovo molo con area di imbarco in grado di accogliere altri 6 milioni a Fiumicino, primo scalo italiano, con 43,5 milioni di passeggeri. 
Questi numeri record sono dovuti anche al recente ingresso di sei nuove compagnie aeree internazionali tra cui la cinese Sichuan Airlines (con i voli oggi sospesi temporaneamente  per contrastare la diffusione del Corona virus), Kenya Airways, Level e Cabo Verde Airlines.
Sempre in tema di classifiche Fiumicino è il secondo scalo in Europa per numero di operatori in transito e ha avviato oltre 30 nuovi collegamenti, di cui 12 nuove rotte verso scali extra europei. 

Va ricordato che ad essere attratti da Roma e dall’Italia sono soprattutto i paesi asiatici, in particolare la Cina, anche se oggi tocca vedere gli sviluppi della epidemia, ormai globalizzata, che comunque recherà danni non solo al PIL cinese, ma anche agli scambi internazionali. Resta il fatto che ormai il traffico dell’aerea extra Schengen ha già raggiunto volumi superiori rispetto al traffico domestico. 
Ugo de Carolis, amministratore delegato di AdR specifica: “Guardando all’America, nel 2019 Fiumicino ha raggiunto il record di viaggiatori trasportati con 3.5 milioni di passeggeri destinazione 15 aeroporti negli Stati Uniti e in Canada connessi direttamente”. Per quanto riguarda la Russia l’incremento è stato di oltre il 20% con un milione di passeggeri trasportati. 

Dati che indicano chiaramente qual è la strategia di AdR (che fa parte del gruppo Atlantia dei Benetton) che è impegnata a diversificare i flussi aprendo a quanti più paesi possibile, indipendentemente dalla sorte di Alitalia attualmente commissariata e in attesa di una soluzione ormai annosa e difficile. 
Con questi numeri e questi risultati sono inevitabili grossi investimenti, quindi il molo A dovrebbe essere pronto per l’estate, così comel’estensione del Terminal 1 e la ristrutturazione dell’aerea di imbarco C che verrà completata entro 2021.
Rimane sullo sfondo il piano di sviluppo dell’aeroporto Leonardo Da Vinci con il Masterplan 2030  presentato nel 2017, ma  avviato ben dieci anni prima da Enac e Aeroporti di Roma. Il progetto prevede la realizzazione delle quarta pista, l’espansione dei piazzali aeromobili e la costruzione di infrastrutture di volo con sistemi terminal e  mobilità interna ed esterna completamente nuovi.
Bocciato lo scorso ottobre dal Ministero dell’ambiente guidato da Sergio Costa perché incompatibile con la riserva naturale statale del litorale laziale, Enac e Adr stanno lavorando  per la revisione del progetto di ampliamento coniugando lo sviluppo dell’aeroporto e la sostenibilità ambientale.  
Insomma parliamo di una robina da 12 miliardi di euro in 20 o 30 anni che dubitiamo possa passare in cavalleria per motivi ambientali pur sempre superabili.

Giuliano Longo

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