I film di Cinque: Recensione di “Ritratto della giovane in fiamme” Regia di Céline Sciamma. Un film dipinto, un rapporto lesbico nel settecento

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I film di Cinque: Recensione di “Ritratto della giovane in fiamme” Regia di  Céline Sciamma. Un film dipinto, un rapporto lesbico nel settecento

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Portrait of a Lady On Fire:  film del Drammatico – Francia, 2019

Si apre con un dipinto e si chiude con un dipinto un film al femminile che esplora la ricerca dell’identità sessuale, del significato dell’essere donna, madre, moglie.

Le cinque donne che animano la storia, punteggiata dal paesaggio il mare gelido, ostile, burrascoso della  Bretagna, in un’epoca intorno al 1770, raccontano cinque storie.

Tutto è gelido intorno, anche le stanze del castello, nude con un camino che non riesce a riscaldare intorno a se. Le donne si raccontano: la madre che ha sposato un uomo che l’aveva vista in un ritratto fatto da un pittore. La figlia che deve ripercorrere la stessa storia, ma che non accetta il suo destino, si uccide,  lasciando alla sorella una dura eredità. La sorella Héloise, fatta rientrare di corsa dal convento, che non accetta il suo destino rifiutando di farsi ritrarre.  La pittrice, Marianna,  che arriva al castello portata dai barcaioli che non ne accettano il ruolo e la lasciano tuffarsi dalla barca a riprendere il suo bagaglio che si porterà con grande fatica fino al castello. Ma è l’unica che combatte per la sua indipendenza ed accetta le limitazioni che gli uomini impongono al suo lavoro, ritraendo di nascosto uomini nudi, cosa vietata alle donne: se non si ritraggono donne ed uomini la conoscenza dell’anatomia non è completa e la donna non può diventare un vero pittore,

La fantesca che l’accoglie ma che vive il suo dramma di nubile incinta che vuole abortire.

La  madre chiede alla pittrice di fingersi dama di compagnia della figlia, per ritrarla in segreto, di notte.

La pittrice comincia a guardare la futura sposa   per catturarne la ‘vita’ e riportarla sul suo quaderno e noi la seguiamo, la spiamo con lei e con lei cerchiamo di ingabbiarne anche i più piccoli movimenti. Seguiamo il ritratto che prende forma, le pieghe del vestito verde che ricadono ad arte e le sfumature dell’incarnato.

Il rapporto tra le due si fa più stretto fino a sfuggire al controllo della madre che deve partire. Il suo tentativo di licenziare la pittrice provoca la reazione della figlia che decide di posare per il quadro. Il rapporto tra le due si fa intimo. Irrompe la musica di cui la sposa è affamata (nel convento dov’era prima si cantava) e Il secondo movimento delle “Quattro stagioni” di Vivaldi, “L’estate”, suonata dalla pittrice su una spinetta abbandonata la porta a capire la differenza tra i canti sacri e gli strumenti che ritraggono la natura. Ecco la musica,  una specie di Sabba  rappresentato da donne sulla spiaggia, che fa emergere in tutta la sua forza quello che era già stato suggerito attraverso le candele che avevano punteggiato le scene precedenti. . Il vestito di Héloise prende fuoco ma lei non se ne accorge tanto è presa da Marianne. Héloise cade ma è lei che ha preso fuoco, riuscendo finalmente a esprimere quello che si nascondeva dietro la sua esistenza; da giovane destinata a diventare oggetto per un marito che non conosceva a giovane in fiamme, che verrà poi ritratta dall’amica nella sua rappresentazione più potente.

La figura della sposa che punteggia i sogni di Marianne, un altro quadro della regista, fa da contraltare all’aborto della fantesca. Immagine fortissima di un’uccisione su un letto in cui sono presenti due bambini che giocano e che la consolano.

Una donna che parla di donne attraverso la pittura, la musica e i visi di 2 meravigliose attrici,  Noémie Merlant e Adèle Haenel che sarà difficile dimenticare.

 

 

Anna Maria Felici

 

Regista

            Céline Sciamma.

Attori

Noémie Merlant, Adèle Haenel, Luàna Bajrami, Valeria Golino, Cécile Morel

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